Gnocchi del giovedì… nostrani #Ivano F

Quello di oggi è uno gnocco decisamente particolare. Ivano F non ha mandato una foto, ma un racconto molto bello. Un’idea alternativa, che ho pensato di pubblicare per salutare degnamente questa tanto amata rubrica (almeno per ora). Per una volta vi chiedo di leggere e non di guardare… Poi nei prossimi giorni vi sottoporrò a una scelta: dopotutto è il pubblico sovrano che sceglie nei talent.

Buona lettura!

E adesso? Ecco un altro schiaffo. Lo schermo del computer riflette sul suo volto parole scritte da altri mentre se ne stanno chissadove: sono vive, quelle parole. O almeno parlano di vita, di vite vissute e non passate a lasciarsi vivere. Non doveva essere così: aveva letto che il mondo virtuale è finto, per questo ci si è avventurato. E invece cosa scopre? Che dietro alla finzione più o meno esagerata c’è la realtà, che dietro agli pseudonimi ci sono persone vere, che prima o poi finiscono col chiederti di scoprirti, di lasciarti andare. Come nella realtà, se non ti lasci andare non puoi pretendere di mantenere a lungo dei rapporti con gli altri. Insomma, e adesso?

Angela chiede foto. A tutti i maschi disposti a mandargliele. Niente di terribile, niente di indecente, chiede solo foto a torso nudo da contrapporre idealmente a quelle dei maschi dal fisico perfetto, davanti ai quali sbavano tutte le donne di questo mondo. Si guarda la panza. Come contrapposizione ai fisici perfetti è adattissima, se non fosse per… Sospira e poi sbuffa. Guarda di nuovo lo schermo, e quella foto: Isengrino è stato il primo ad accettare, eccolo lì appoggiato a una zappa, e non sarà certo l’ultimo, d’altronde ci sono pochi argomenti per rifiutare quell’iniziativa goliardica. Rifiutando si passa per antipatici, seriosi, anche un po’ vigliacchi; si chiede cosa penseranno di lui adesso. Ma non ha scelta, l’alternativa è ritoccare la foto al computer; sarebbe sleale, d’accordo, ma è un problema che nemmeno si pone, non sa come si faccia, tantomeno lo sa Madre, e naturalmente non ci sono altre persone che potrebbero aiutarlo.

Sono le sette di sera, ancora troppo presto per uscire. Decide di commentare l’iniziativa sul blog di Angela, un blog che parla di calcio da un punto di vista femminile e si chiama Tacchi e tacchetti (non vuole passare per presuntuoso e perciò non le ha mai detto che ha pensato a un nome secondo lui migliore: Colpo di tacco), il suo è un commento sincero ma che può sembrare scherzoso o volutamente esagerato: digita “Io non esisto, perciò niente foto”. Solo due persone sanno della sua esistenza, Madre e Padre, e una delle due ne è spaventata: Padre continua a mantenerlo tramite un puntuale bonifico mensile (è socio di un prestigioso studio legale), ma da quando se n’è andato non è più tornato a trovarlo, e quell’unica volta in cui lui ha preso il telefono di Madre e l’ha chiamato, appena ha capito chi era ha riattaccato.
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