Pronta per il mio derby… a distanza

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Mancano ancora diverse ore al derby Inter-Milan… ma io mi sono portata avanti con la preparazione! La maglietta è pronta. In questo weekend vorrei tanto essere nata a Milano – solo per questo weekend sia ben chiaro – per respirare il derby da vicino e per viverlo in città, allo stadio e tra la gente che si sfotte, che scherza e commenta la partita.

Il derby a distanza è un po’ come l’amore a distanza: ha tutto un altro sapore. E’ bello ugualmente, ti fa lo stesso battere il cuore, ti fa sognare ed emozionare, ma non è come averlo accanto. Non è come viverlo da vicino, non è come toccarlo con mano (in modo più o meno figurato) e non è come respirare la stessa aria.

Il derby a distanza ti farà, sì, emozionare… ma ti lascerà anche un po’ di amaro in bocca, perché vuoi o non vuoi non lo vivi appieno da protagonista. Ma da spettatore lontano…

Una sera alla radio con Colpo di Tacco

Mercoledì sera è stata una sera decisamente particolare e molto divertente. Ho partecipato, insieme a Colpo di Tacco, alla trasmissione sportiva “Tre uomini e un pallone” in onda sulla radio toscana “RadioCanele7”.
In genere sono io che faccio le domande… questa volta, invece, è toccato a me essere intervistata!
Oltre, a essermi divertita da matti ed essermi sentita molto a mio agio, posso anche vantarmi per essere stata la prima donna a partecipare a questo programma sportivo condotto da Simone Cola, Gabriele Mannocci e Fabio Pradal. Un programma che raccoglie il meglio del calcio sul web: dalla serie A, al calcio estero, fino al folklore e le storie dei protagonisti del pallone (questo è il link del blog https://treuominieunpallone.wordpress.com/).

Ho parlato anche di voi, miei follower e, anche se è una cosa un po’ sdolcianta (quindi non molto il mio genere) vi ringrazio di cuore per il sostegno quotidiano che mi date e per il fatto che se vengo notata nel selvaggio molto del web è anche grazie a voi.

Comunque, se vi va di sentire la chiacchierata tra me e i ragazzi del programma, questa è la registrazione. Buon ascolto!

Orgogliosa della Curva Nord

Questo striscione è apparso domenica pomeriggio in curva Nord durante la partita Perugia-Como. Questo, oltre a rendermi orgogliosa della mia città e dei suoi ultrà, mi piace perché può fa capire a quelli che storcono il naso sul calcio e i suoi tifosi, che le curve posso essere ben altro… non solo un insieme di vandali, teppisti e delinquenti.

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“Barili pieni, innocenti annegati. Questa è la legge dei Paesi “avanzati”! Welcome Refugees”.

All’Italia serve una mano per vincere

Dopo la mano de dios… è arrivata quella di Pellé. All’Italia è servita una mano per vincere con la temibilissima Malta.

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Una partita al limite della noia… ho faticato seriamente per riuscire a guardarla tutta, farcita dall’inutile commento tecnico di Giovanni Trapattoni. Non perché uno è stato un grande allenatore, deve per forza essere un divertente telecronista. Perché, a questo punto, visto che so abbinare i colori, pensavo di diventare stilista e creare una mia linea di abbigliamento. Ma per favore!

Già le telecronache Rai sono pessime, ieri con Trapattoni e l’espertissimo Aldo Montano si è toccato il massimo. Ma Montano, non faceva lo spadaccino?! Ma che cosa c’entra col calcio… Ha parlato di pallone con la stessa competenza di uno che incontri al bar il lunedì mattina e sissignore vuole farti l’analisi tecnica di Atalanta-Chievo. Pur non capendoci una mazza…

E pensare che era tutta colpa di Balotelli e Prandelli se l’Italia giocava male… oddio, mi sembra che questi due non ci siano più, ma l’Italia gioca ancora maluccio… Ma il vostro ct, pardon il nostro, saprà trasmettere un buon gioco… perché per ora ha trasmesso alla squadra solo la sua antipatia.

L’asta del fantacalcio… la seconda Asta più importante per un uomo

Signore mie, fatevene una ragione: sono iniziate le aste del fantacalcio. Nei prossimi giorni sarete invisibili. Le vostre gambe non saranno mai attraenti come quelle di Bacca.

Perché la “seconda asta” più importante nella vita di un uomo (per alcuni forse anche La più importante) è quella del fantacalcio.  

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Maschi, più o meno giovani, si riuniscono nelle case come dei veri e propri carbonari al grido: “Quest’anno Higuain non mi sfuggirà!”.
Con loro, solo poche cose ma fondamentali: computer, fogli con la lista dei giocatori con il rispettivo ruolo e valore di mercato, cibo e birra. Non gli serve altro.
Potrebbero andare avanti per giorni in un girone di urla, rilanci, offerte più o meno pazzesche, acquisti oculati o azzardati. Squadre costruite con criterio o assemblate dalla fede calcistica.
Insomma, il solito duello: cuore o cervello! Ma essendo maschi… secondo voi con cosa penseranno?! Forse, forse, non potendo rischiare di fare una squadra merdosa e subire così gli sfottò degli amici per l’intero campionato, potrebbero usare, sorprendentemente il cervello. Almeno due volte l’anno – nell’asta di settembre e nel mercato di gennaio – lo usano.

L’asta del fantacalcio mette anche in mostra la forza virile nell’ottenere ciò che si vuole, strappandolo da sotto in naso a un avversario. Una lotta per il territorio al limite del primordiale: “Io sono più forte e ora lo vedi”.

Perché a un fantacalcista sfegatato (non so nemmeno se il termine esiste. Ma io invento) puoi soffiargli una tipa adocchiata in un locale o un parcheggio sotto casa… ma non Dzeko. Quello non te lo perdonerà!

Il mercato ha chiuso… per alcuni troppo presto

Si sono chiuse le bancarelle… il mercato è finito! C’è chi ha comprato bene, chi male e chi un ca…volo.

L’Inter è stata la regina del mercato: ha comprato quello che gli serviva facendo buoni abbinamenti tra vesti e scarpe, se stessimo parlando di look.

La Roma ottimi acquisti: gli servivano quei 3-4 accessori e li ha presi non spendendo neppure tanto.

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Juventus in rinnovamento: sta tentando di rifarsi il guardaroba. Ha venduto pezzi pregiati ma vintage, ora punta sul nuovo ma gli occorre tempo per tornare a brillare.

Il Napoli, re della figura di merda della giornata: della serie “è mio è mio è mio… lo compro” e poi ti accorgi che non hai il portafogli. Si è fatto sfuggire per beghe burocratiche Soriano.

La Lazio… ma chi ha preso oltre a Matri? Boh!

Il Milan ha speso più di tutti per portare a casa cose mediocri. Voleva un Armani e invece ai comprato un Gattinoni pagandolo come un Armani. Dei veri geni. Il suo, più che un mercato è stato un mercatino.

Fiorentina la più oculata: ha speso solo 15 milioni e si è focalizzata sulle nuove tendenze.

In fine voglio spendere due parole per Marco Borriello che giocherà a Carpi: già me lo vedo in difficoltà a fare serata. Perché ditemi la verità, uno come Borriello la sera a Carpi che cacchio fa…?

 

E voi lettori tifosi, siete soddisfatti del mercato della vostra squadra? 

Roma-Juve: vediamo chi esulta!

In attesa di vedere chi esulterà, chi lo farà per primo e soprattutto chi lo farà per ultimo…

I gesti di Totti dopo il 4-1

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L’esultanza di Bonocci

 

E’ sempre la stessa musica…

Riassumerei la prima giornata di campionato con una semplice frase, che analizza in modo tecnico e competente le partite Fiorentina-Milan e Sassuolo-Napoli.

“Cambiano i sonatori… ma la musica è sempre la stessa”

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Il resto dei risultati ci possono più o meno stare, forse solo la sconfitta della Juventus in casa stona un po’. Non era mai successo che i bianconeri perdessero la prima.

Insomma, chi ben comincia… non è il Milan! 

Rispetta queste regole e passeremo un campionato in serenità…

Oggi ricomincia (finalmente) il campionato. L’astinenza è finita! Yuppy!
Per questo vorrei riproporvi (non fa mai male) alcune regole di base, da tenere a mente se volete andare d’accordo con un tifoso\a.

– Mai chiedere “quali sono i nostri?” Ma che vuol dire “i nostri”? È una frase che non sopporto… ma poi i nostri, casomai i miei, fino a due secondi fa non sapevi nemmeno il colore delle maglie…

– Mai chiedere spiegazioni sulle regole di gioco durante una partita… soprattutto se la partita è nel vivo e se le spiegazioni richiedono più di un monosillabo. Per il corso da arbitro passare più tardi. Grazie.

– Mai urlare come se ti stessero scippando per un’azione andata male o perché la squadra, che cerchi di tifare, ha tirato un pallone in tribuna.

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– Non esiste in natura nessuno più scaramantico del tifoso, quindi evitate frasi del tipo: “ormai la partita è vinta”; “mi sembra impossibile che ci facciano gol”, “oggi facciamo una gran partita, me lo sento”, “oramai è fatta”.

– Evitate anche di diventare improvvisamente degli esperti, solo perché avete visto qualche puntata di “Holly e Benji”.

– Mai fare battute o sfottò per essere simpatici a ridosso di una sconfitta. Anche al tifoso più pacato servono sempre alcune ore per metabolizzare un risultato negativo. Soprattutto senza rotture intorno.

– Non guardare mai una partita, in particolare se è importante, se fino ad ora non avevate la più pallida idea di cos’è il calcio. La cabala è tutto in questo sport. Non hai mai visto giocare questa squadra… perché iniziare oggi!?

– Smettetela di dire: “Ma c’è anche oggi la partita?“. Ecco, nessuno ti obbliga a guardarla… puoi tranquillamente fare altro.

Rispettate queste regole e andremo d’accordo!

Tre 7 col morto (Menez)

La mia foto scattata a San Siro è “diventata” della Serie A Tim… con tanto di logo. Potrei farmi pagare i diritti d’autore o quelli d’immagine…

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Ma la cosa divertente – della quale in un primo momento non mi sono nemmeno accorta – è il tipo con la maglia di Menez che spunta tra me e mia sorella. Oltre a indossare un altro numero 7… ha pure i capelli simili a noi. Insomma, è un fratello acquisito… che si è trovato lì per caso!