Il turno infrasettimanale non è per tutti…

Questa sera c’è il campionato. Non tutti reagiscono allo stesso modo alla notizia…

Io (in contemplazione)

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Le amiche

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Gli uomini

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Gli uomini che odiano il calcio

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I tifosi del Milan

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Mia sorella

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Football combatte l’omofobia: “Uno di noi è gay, ma il culo ve lo facciamo tutti”

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Spulciando qua e là tra i siti di sport mi sono imbattuta in questo video. Da vedere per tanti motivi, fidatevi!
I “Lions Bergamo”, una squadra di Football americano di Bergamo, ha realizzato un video per combattere l’omofobia negli sport di squadra. In questo video, legato alla campagna “Le Cose Cambiano”, il messaggio è chiarissimo: “Uno di noi è gay, ma il culo ve lo facciamo tutti”. Le immagini giocano con il doppio senso sull’uso dell’olio per i massaggi, sugli abiti attillati, sulle borchie e sugli abbracci stretti che i giocatori si fanno tra loro. Ma tutto con lo scopo di combattere l’omofobia.
Mi chiedo quando il calcio sarà in grado (se mai lo sarà) di realizzare qualcosa del genere, visto come hanno reagito sul web quando Daniele Dessena, giocatore del Cagliari, ha indossato i lacci arcobaleno? Insulti e minacce lo hanno inondato solo per aver sostenuto un’iniziativa anti-omofobia. Mah! Non capisco perché il calcio e chi lo segue su alcune questioni è ancora tanto indietro e ignorante…

Il Milan farà la fine del Titanic?

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La squadra sta andando a picco come il Titanic, il capitano Seedorf che doveva cambiare la rotta, ora ha bisogno della balia Galliani e tutto si decide tra la partita con la Lazio e quella contro la Fiorentina. Altro che due scogli da superare… questi sono davvero due bei iceberg! Se il Milan ci sbatte, farà un gran botto.
Chissà alla fine se ci sarà qualche giocatore e dirigente che riuscirà a salire sulla scialuppa e a salvarsi oppure finiranno tutti a picco?
Il Milan rischia di non essere più “Il re del mondo!”

Non gli resta che esultare per i gol presi dalla Juve…

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Ci sono tifosi ai quali non resta che esultare per le disgrazie altrui. Sono discretamente circondata da tifosi milanisti e interisti e visto che le loro squadre sono in rovina, oramai non gli resta che esultare per i gol che subisce la Juventus. Anche ieri sera al pareggio della Fiorentina l’esultanza è stata delle migliori.
La Juve o la ami o la odi. E a chi non è un suo tifoso, sprigiona un’antipatia e un fastidio nei suoi confronti, pari solo al morbillo preso a luglio. Per alcuni è proprio una legge: quando gioca la Juve, con chiunque giochi, si tifa sempre l’altra squadra. Addirittura si esulta al gol che prende. Tifare contro… sempre e comunque.

Conte non ha mai avuto fortuna con il Capello

Antonio Conte

Antonio Conte

Non avrei mai pensato di arrivare a dirlo, ma sono d’accordo con Antonio Conte. Oddio, l’ho detto! Perché Conte non è che sia un simpaticone, ma tutta questa diatriba tra lui e Fabio Capello me lo ha fatto rivalutare. Ho trovato le sue risposte a mister Capello decisamente appropriate.  Ha fatto proprio bene. Ma d’altronde l’allenatore della Juventus con i capelli non è mai tanto andato d’accordo. Sono un po’ il suo tallone d’Achille. Spesso si è parlato della sua chioma spuntata così dal nulla: un giorno era pelato e il giorno dopo aveva un crine da fare invidia a Satomi di “Kiss me Licia”. Miracoli della scienza! È come un Sansone dei nostri tempi: più i capelli crescono (con trapianti e parrucchini) più ha forza e vince. Potrebbe essere questo il suo segreto… 
Fatto sta che Conte non vuol essere preso a capelli (con quello che gli sono costati!) da Capello e risponde ad una antipatia nata nel 2004 quando l’allenatore della Russia lo estromise sia dalla rosa che dallo staff della Juventus. Se l’era legata al dito o chissà, magari aveva fatto una treccina ai capelli per ricordarsi la vendetta…?!

Lavori pericolosi: intervistare Balotelli a fine partita

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Oggi voglio spezzare una lancia a favore di Marco Nosotti, il giornalista Sky che segue il Milan a bordo campo e che è incaricato di intervistare i giocatori, quelli che vengono nominati “Uomo partita Sky”, alla fine della gara. Bé, sono sicura che ogni volta che gli dicono che a vincere c’è Balotelli, Nosotti impreca dentro di se e rimpiange di non essere andato a lavorare in banca!
Perché intervistare SuperMario non è mai una passeggiata. Rischi sempre la vita (come chi addestra i coccodrilli o pulisce le gabbie dei leoni) o meglio che ti va un insulto. Risponde a monosillabi, come se ti stesse facendo un favore e la sua gioia di essere intervistato è pari a quella di uno che deve cavare un dente dal dentista. Non sprizza certo felicità da ogni poro. In quelle occasioni non è proprio un burlone, anzi fa decisamente saltare i nervi anche al giornalista più paziente.
Vedete bene, a me Balotelli piace e forse al suo posto (sempre stretto tra gossip e pressioni) risponderei anche io in quel modo: mi capita di farlo solo perché mi si arricciano i capelli o mi si rovina lo smalto, figuriamoci se ogni giorno leggessi cose che mi riguardano, più o meno, vere sui giornali. Ieri sera dopo il gran gol contro il Bologna si è ripetuto lo stesso teatrino: Nosotti cerca di essere simpatico e Balotelli risponde sempre con quella joie de vivre che lo contraddistingue. Anche se questa volta si è anche lasciato andare, dedicando il gol alla fidanzata.
Insomma, Nosotti hai tutta la mia solidarietà e comprensione e se un giorno avrai tu le balle girate durante un’intervista puoi prendere il microfono e ficcarlo in gola al calciatore di turno. Il mio applauso sarà per te!

Ti è andata bene che mi piace Frey…

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Oggi voglio parlarvi del “calciatore” a quattro zampe che vive a casa mia: il mio cane. Non era una battuta quando l’ho definito un calciatore, perché il mio cane si chiama Frey. Frey come l’ex portiere di Inter, Parma, Fiorentina e Genoa. Ho chiamato il mio cane come un portiere di calcio, anche se non è proprio un cane da difesa. Ok, la battuta era scontata, chiedo perdono!

Non è poi una cosa tanto strana perché, ultimamente conosco diversi quadrupedi a cui hanno affibbiato il nome di un giocatore. Io però l’ho fatto ben 14 anni fa. Sono un po’ un precursore di questa moda e me ne vanto! A quell’epoca (oddio, sembra passato un secolo!) mi ero presa una supercotta per Sebastian Frey. Cotta che mi è rimasta ancora oggi, lo ammetto.
Sarà stato per i capelli ossigenati, per la sua faccia carina o semplicemente per il fatto che il portiere è un ruolo che mi ha sempre affascinato. Solitario, spericolato, pazzo… insomma decisamente sexy.
Fatto sta che nel delicato momento della scelta del nome per il cane, la mia mente è andata su Frey. Dove altro poteva andare!? Non sono tipo da Pallino, Birillo, Katy o Lucky.
C’è da dire, che al mio cane è andata abbastanza bene. Alla fine è un nome carino, corto e non così male (chissà se Frey giocatore la pensa allo stesso modo? Magari un giorno glielo chiederò!).
Gli sarebbe potuta andare molto peggio: pensa se mi fosse piaciuto Taglialatela, Padelli, Paletta o Immobile. Per lui l’umiliazione al parco sarebbe stata davvero eccessiva. E anche chiamarlo poteva diventare un problema… “Taglialatela vieni”, non è certo bello da sentire!

Frey cane comunque ha sempre apprezzato il suo nome… non si è mai lamentato!

La domenica che non ti aspetti

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La domenica che non ti aspetti. Calcisticamente parlando, s’intende. Spalmata sul divano ho assistito a cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Figuriamoci aspettarle…

Non ti aspetti la Juventus che vincendo 2-0 pareggia a Verona 2-2 all’ultimo minuto. Non ti aspetti un pietoso 0-0 nel derby della Capitale. Non ti aspetti il primo gol in Italia (anche se inutile) dopo 8 minuti di Adel Taarabt. Non ti aspetti (o forse sì) che nell’Inter segni Samuel. Non ti aspetti una pentola lanciata in campo in Verona-Juventus (chi va allo stadio con una pentola!?). Non ti aspetti che Mandorlini esulti al gol del pari come faceva Carletto Mazzone. Non ti aspetti che le lacrime di Balotelli arrivino fino alla Casa Bianca. Non ti aspetti che ancora si parli di moviola in campo.

Chissà domenica prossima cosa ci aspetterà? 

 

 

Balotelli, il fallo è tuo…

Mario Balotelli

Mario Balotelli

La prova tivù, no scusate, la prova del Dna, ha stabilito che Pia, la figlia di Raffaella Fico è anche figlia di Mario Balotelli. Il giocatore del Milan ha dato la notizia nel modo più discreto possibile: via Twitter, scrivendo in inglese: “Alla fine ecco la verità: Pia, dolce figlia mia. Tuo padre”. Come farà a sapere che è dolce!? Se non l’ha mai incontrata… forse penserà che avrà ripreso da lui!

Comunque, la cosa positiva di questa storia, oltre al fatto che Pia avrà un padre (ricco), è che, stabilito il riconoscimento, di questa storia non se ne parlerà più. Bastaaa! La telenovela era anni che andava avanti. È sua? Non è sua? Il Dna ha stabilito che è sua… e ora caro SuperPaparino vedi di essere un buon padre! Sarei proprio curiosa di sapere cosa farà ora: le regalerà orecchini di diamante, una seduta dal parrucchiere, o le comprerà una Lamborghini giocattolo…!? Va bè, è un argomento trito e ritrito, ma oggi, ci stava proprio…

Il “fattore C” del Milan

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Oggi voglio spendere due parole sul “Fattore C”. E quella C non sta per campo. Perché nello sport e nella vita in generale la fortuna serve, serve davvero. Come mi diceva sempre mia nonna: “è meglio nascere fortunati che ricchi” (che filosofa!).
Il Milan in queste due giornate di campionato ha avuto un bel “fattore C”. Domenica scorsa ha vinto grazie a un rigore, assolutamente legittimo, ma regalato dal giocatore del Verona a pochi minuti dalla fine. Oggi stessa storia. Al 42’ del secondo tempo, non si sa perché, ma Cabrera del Cagliari fa un ingenuo fallo di mani al limite dell’area (mi chiedo cosa gli avranno detto i suoi quando è tornato nello spogliatoio) e Balotelli su punizione segna il gol che dà il via alla rimonta rossonera. Dopo due minuti raddoppia Pazzini.
Le partite del Milan erano state entrambe bruttine, con tanti sprechi e poco gioco. Ma alla fine è il risultato che conta. Seedorf ha portato a casa già sei punti e questo è fuori discussione.
Certo che conta la tenacia, il fatto che i rossoneri non mollano, che hanno fatto 13 gol negli ultimi 15 minuti, che hanno grandi giocatori e via dicendo… ma il “fattore C” ha avuto il suo peso. Bisogna essere sinceri. Però mi chiedo: durerà? E soprattutto, basterà in Champions League?
Seedorf che la fortuna sia con te!