Quelli che… ce la faranno a tifare la Juve?!

Questa sera la Juventus giocherà il ritorno dei quarti di Europa League contro il Lione. E il dilemma di oggi degli italiani è: tifare per lei o no?
Dopotutto la Juve è rimasta l’unica squadra italiana in una manifestazione europea e l’eventuale vittoria dell’Europa League aiuterebbe il calcistico nazionale, oggi solo quarto nel ranking Uefa.
Per questo mi sono immaginata i diversi tifosi di calcio non juventini, che stasera tiferanno o guferanno i bianconeri.

 

tag-meme-sulle-fiabe-L-uESuWb Quelli che… tifo sempre le squadre italiane che giocano in Europa

Brontolo Grumpy Quelli che… mai tifare una squadra che non è la tua, in particolare la Juventus. I bianconeri vanno sempre gufati

150600000278-06082013-0119  Quelli che… sono anti-juventini per religione e nascita

Sette_Nani Quelli che… tiferanno Juve (tappandosi il naso) perché gioca contro una squadra francese: per i francesi non si tifa mai!

Dotto - Doc Quelli che… lo fanno solo per il ranking Uefa (il Portogallo non deve superarci)

 

gongolo  Quelli che… se esce la Juve… gongolano!

download Quelli che… piuttosto che guadare la Juve, vado a dormire

Quando gli ultrà erano i miei genitori…

10247415_10201701581956905_6632473178730407778_n

Ecco da dove nasce la mia passione per il calcio. In questa foto scattata durante la partita Perugia-Napoli (finita 2-2) nel gennaio del 1976 c’è mio padre a 24 anni (quello più a destra), con una coppia di amici (Stefano e Gabriella), che poi, anni dopo, sarebbero diventati i genitori della mia carissima amica Roberta. Accanto a lui c’era anche mia madre, ma la foto è stata tagliata (uff!). Però s’intravede nell’altra foto in basso (cerchiata in rosso).
Per loro seguire il Perugia (squadra della mia città) che all’epoca militava in serie A, era quasi una missione. Una tappa fissa ogni domenica e la Curva Nord (sede degli ultrà perugini) un luogo dove era impossibile mancare. Spesso sentendo i suoi racconti, lo invidio per aver vissuto quegli anni: gli anni del “Perugia dei miracoli” e dell’imbattibilità in campionato. Gli anni di Paolo Rossi, Novellino e Renato Curi (che morirà proprio un anno dopo in cui furono scattate le foto, nel 1977). Anni che la squadra difficilmente rivivrà. Io però posso dire di esserci stata e di aver vissuto lo stadio (ovviamente con lui) tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000.

Insomma, con due genitori che andavano regolarmente allo stadio e spesso in trasferta, non potevo che nascere io… e non potevano non trasmettermi la passione per il calcio.

1014060_10201701890324614_6539821688365131844_n

 

Pillole di calcio: somministrare con cautela!

Drugs+pills+medicine+XXX+high+res

La giornata di serie A (che si conclude oggi) ha regalato ieri pillole calcistiche davvero interessanti. Ecco le mie 10 preferite: 

  • L’Inter dopo 34 giornate ottiene un rigore e lo sbaglia… cosa vuoi di più dalla vita!
  • Il Napoli perde a Parma come una provinciale… (si potrà dire ancora provinciale, ora che le province non ci saranno più?!) e De Laurentiis litiga con un tifoso napoletano, nemmeno fosse colpa sua se la squadra ha perso…
  • Il Sassuolo vince ad Atalanta (pardon a Bergamo). Incredibile!
  • Mattia Destro fa tre gol a Cagliari e, oltre a far esonerare Lopez, porta la Roma a meno cinque dalla Juventus (almeno per ora).
  • Immobile (solo di nome) è capocannoniere con 18 gol.
  • Cristiano Ronaldo fa un miracolo degno di Gesù… Con un suo gol sveglia un ragazzino in coma da tre mesi. Ammazza… pensa che gol ha fatto!
  • Minala, il calciatore della Lazio dall’età indecifrabile, (come i giochi da tavola: dai 10 ai 99 anni) ha debutto in serie A.
  • Mario Balotelli e Fanny sono tornati insieme (visto che SuperMario ieri era libero). Si decidessero una volta per tutte…
  • Cambio di panchina anche a Catania: via Maran, ora c’è Pellegrino.
  • Una tifosa in Arabia Saudita ha regalato una Ferrari al suo calciatore del cuore per incoraggiarlo (questo mi fa capire che in Arabia Saudita i tifosi sono più ricchi dei calciatori… ho decisamente sbagliato Stato!).

Depressione e ansia, il vero male dei calciatori

elshaarawy_altro_infortunio-300x225

Altro che ricchi, belli e famosi (beh se penso a Schelotto solo ricchi) i calciatori sono depressi e soffrono d’ansia. È quanto rileva uno studio presentato dal sindacato mondiale dei calciatori Fifpro, che evidenzia come il 26% dei calciatori soffra di depressione o ansia, forme che salgono al 39% tra gli ex giocatori. La ricerca, che ha coinvolto 180 giocatori in attività, il 60% dei quali fa parte di campionati di alto livello, ha evidenziato problemi con l’alcol nel 19% del campione, mancanza di autostima nel 3% dei casi, mentre il 5% dei calciatori ha mostrato segni di esaurimento, il 10% in forma grave.
Invece, per quanto riguarda gli ex giocatori, 121 quelli coinvolti, il 39% ha evidenziato casi di depressione-ansietà, il 42% comportamenti alimentari sbagliati, il 32% ha problemi con l’alcol, il 5% criticità legate all’autostima, il 15% degli ex calciatori ha inoltre mostrato segni di esaurimento, il 18% dei quali gravi.
A differenza di quanto si crede, la vita del calciatore nasconde dei lati oscuri – spiega il dottor Vincent Gouttebarge, a capo della ricerca -. Lo studio pone le basi per ottimizzare le strategie di prevenzione e promozione della salute dei calciatori. Gli ex giocatori hanno mostrato più propensione a tali forme, evidenziando un periodo critico nella fase immediatamente successiva alla cessazione dell’attività. I disturbi degli ex calciatori sono risultati superiori alla media della popolazione. Una volta che interrompono la loro intensa attività fisica vedono destrutturarsi la loro vita, la loro socialità – prosegue Gouttebarge – e hanno la necessità di rivedere il loro collocamento nella società alla ricerca di una nuova occupazione”.
I casi di depressione-ansietà sono stati studiati anche alla base degli infortuni nelle settimane successive allo stop. Dei 180 giocatori in attività 174 hanno subito infortuni gravi, nel 31% dei casi si tratta di problemi alle ginocchia, il 12% riguarda le caviglie. Il 17% ha subito 3 o più gravi infortuni.

E noi che pensavamo avessero una vita facile…

Prima foto di Kakà a Orlando con i nuovi compagni

 

kaka_orlando

Ecco la prima foto di Kakà con la sua nuova possibile squadra, Orlando City. Si vocifera, infatti, di un possibile addio del brasiliano e di un suo trasferimento ad Orlando, in Florida, per giocare nella squadra del suo amico Flavio Augusto da Silva. Il tutto rientrerebbe nei tagli che in casa Milan si pensa di fare il prossimo anno, con l’obiettivo di puntare sui giovani talenti. Mah!

Intanto oggi è stata presentata Casa Milan, che a partire da maggio sarà un luogo aperto a tutti i tifosi del Milan. Una sede moderna e funzionale di 9 mila metri quadrati, che accoglierà non solo i dipendenti e i tifosi, ma anche attività commerciali e ristoranti. “Questa sede  ha spiegato Barbara Berlusconi – ci permette di sviluppare molte iniziative: commerciali, con i nostri sponsor, ma non solo. Abbiamo la piazza per i nostri numerosi eventi. Questa sede è per i tifosi e per le famiglie. Qui lavorano i dipendenti del Milan e qui verranno a visitarci i nostri giocatori. Casa Milan mi auguro diventi il punto di riferimento della Società”.

Guarda il video

 

Altro che “The Walking Dead”… il finale shock è stato dell’Inter

Altro che Mazzarri con la bottiglia d'acqua

Come Mazzarri con la bottiglia d’acqua

Altro che finale shock per l’ultimo episodio di The Walking Dead, ieri sera il vero finale shock ce l’hanno avuto i tifosi dell’Inter. Vincevano 2 a 0 in casa del Livorno e hanno finito per pareggiare 2-2. Non male direi. Soprattutto l’assist che Guarin ha confezionato (involontariamente) per Emeghara, che in velocità ha infilato Samuel e battuto di destro Handanovic. Chissà se al fantacalcio gli danno un punto in più…?!

Fatto sta che oggi i tifosi sono inviperiti e il colombiano se lo vorrebbero mangiare vivo. Altro che The Walking Dead…
Solo alcuni mesi fa Guarin era incedibile, stamane invece sui social network appaiono frasi di questo genere: “Non è degno della maglia dell’Inter” e vorrebbero “mandarlo a fare qualche settimana di vacanza in Colombia”. Ma dopotutto nello stesso inno, l’Inter è definita “pazza”… qualcosa vorrà pur dire!  

Quello che ho… imparato guardando le partite

 

imagesRI9SDTP4

Sono anni che vedo le partite di calcio e devo ammettere che di cose ne ho imparate tante, anche quelle che non hanno proprio a che fare col calcio giocato.

Ho imparato che nonostante i calciatori si allenino tutti i giorni per diverse ore, in alcuni momenti appena vengono sfiorati cadono. Nemmeno fossero le tessere del domino. Mi chiedo come mai…?! Mah!

Ho imparato che appena sputano o fanno cose peggiori con il naso (confesso di non sapere nemmeno come scrivere una cosa del genere) vengono inquadrati dalla telecamera. Preparano la saliva e… zac, la regia fa un fermo immagine di cinque secondi. Piccolo suggerimento: non è che dovete farci vedere proprio tutto di una partita, qualcosa potreste anche evitarcelo! Grazie.

Ho imparato che non tutti i falli sono uguali: quando vinci resti in terra venti minuti per un’unghia spezzata e fai entrare il medico, quando perdi ti rialzi e giochi anche con un taglio di venti centimetri in testa. Serve il medico? No, è solo un graffio.

Ho imparato che la parte migliore di una partita è quando la telecamera entra negli spogliatoi… Solo che, se ne beccasse mai uno nudo! Grrr

Ho imparato che allo stadio, quello che si siede vicino o dietro a te, è sempre un “fine” esperto di calcio e usa un linguaggio con il quale potrebbe rinnovare l’Accademia della Crusca. È un po’ come al cinema, se c’è uno con la tosse, stai pur certo che te lo ritrovi sempre seduto dietro!

Ho imparato che esiste uno spray miracoloso che guarisce ogni male. Chissà, se fa lo stesso effetto sui miei capelli? E soprattutto, dove si compra?!

Ho imparato che in molti vanno allo stadio solo per mangiare i semi salati e buttare le bucce per terra… prova a farlo a casa e ti ritrovi ricoverato con una commozione cerebrale, causata da tua madre o da tua moglie.

E poi dicono che il calcio è diseducativo…

I portieri finiscono per consonante…

Una cosa ho capito in questi giorni: se vuoi essere un bravo portiere in Italia devi avere il cognome senza la vocale finale. Questa è una prerogativa fondamentale, altro che talento, allenamenti, preparazione atletica e fortuna. Il tuo cognome deve finire per consonante, è facile da dimostrare: Zoff, Buffon, De Sanctis, Perin e da ultimo Scuffet.

zoff-in-goal

Dino Zoff

Mattia Perin

Mattia Perin

buffon

Gianluigi Buffon

Morgan De Sanctis

Morgan De Sanctis

i-migliori-talenti-del-calcio-mondiale-simone-scuffet_1_big

  Simone Scuffet

Inter, il rigore è come l’amore… arriva quando meno te lo aspetti

INTER-TOTTENHAM EUROPA LEAGUE 12-13

La frase di Stefano Benni: “Prima o poi l’amore arriva” potrebbe andar bene anche  per l’Inter: “prima o poi il rigore arriva”. Non preoccupatevi arriverà!
E arriverà come l’amore, quando uno meno se lo aspetta. Un giorno, magari con il sole sopra San Siro e la musica nell’aria, verrà fischiato quel calcio di rigore tanto atteso, atteso da ben 32 gare, e la maledizione verrà sfatata.
Ma quello che più mi preoccupa e soprattutto quello che mi chiedo è: chi avrà il coraggio di batterlo? Palacio, Icardi o magari qualcuno che Thohir comprerà per l’occasione…  No perché, sbagliarlo sarebbe davvero una barzelletta. Lo aspetti per 32 giornate e poi lo sbagli…! Dai, sarebbe come aspettare per mesi di uscire con l’uomo dei tuoi sogni e poi sbagliare il giorno dell’appuntamento e arrivare quando lui se n’è già andato. Quindi… giocatori dell’Inter, un consiglio, quando quel giorno arriverà, mi raccomando, è vietato sbagliare, anche perché, se non ricordo male, l’ultimo rigore in casa Inter è stato assegnato l’8 maggio 2013. Sul dischetto Alvarez, che sbagliò.
Tutta l’Italia quindi starà con il fiato sospeso e soprattutto i vostri tifosi, perché qualcuno avanti con gli anni potrebbe rischiare di non avere altre occasioni per assistere a un gol su rigore.
Vietato inoltre ascoltare De Gregori e la sua teoria sui calci di rigore, perché nel vostro caso, sarà da quel calcio di rigore che verrà giudicato un giocatore… 

Lunedì potrebbe essere la volta buona… incrociate le dita, o meglio, incrociate la gambe in area e fatevi buttare a terra!

Mangiamoci su! Se la Juve fa 100… vinco un pranzo

100

Mangiamoci sopra! A questo punto spero che la Juventus arrivi a 100. Lo scudetto oramai è suo, la Roma è troppo indietro per sperare di strapparglielo, e io, con i suoi 100 punti ci guadagno un pranzo. Sì, ho scommesso con un mio amico un pranzo: se la Juve arriva a 100 paga lui. Così, tanto per rendere un po’ più brioso questo fine campionato che oramai di sorprese ne regalerà ben poche… e allora 100, 100, 100 come urlavano quando girava la ruota di “Ok il prezzo è giusto”. Che ricordi!
Come contro scommessa lui ha rilanciato: una cena pagata se il Milan arriva a superare i 50 punti.

Facendo due conti: restano 8 giornate con 24 punti a disposizione.  Ai bianconeri ne bastano 19 per arrivare alla tripla cifra, mentre al Milan servono 11 punti per il traguardo dei 50. In pratica, rischio più io di pagare che lui… ma visto e considerato come vanno le due squadre già mi pregusto un lauto pasto a scrocco! Gnammmm