Mangiamoci su! Se la Juve fa 100… vinco un pranzo

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Mangiamoci sopra! A questo punto spero che la Juventus arrivi a 100. Lo scudetto oramai è suo, la Roma è troppo indietro per sperare di strapparglielo, e io, con i suoi 100 punti ci guadagno un pranzo. Sì, ho scommesso con un mio amico un pranzo: se la Juve arriva a 100 paga lui. Così, tanto per rendere un po’ più brioso questo fine campionato che oramai di sorprese ne regalerà ben poche… e allora 100, 100, 100 come urlavano quando girava la ruota di “Ok il prezzo è giusto”. Che ricordi!
Come contro scommessa lui ha rilanciato: una cena pagata se il Milan arriva a superare i 50 punti.

Facendo due conti: restano 8 giornate con 24 punti a disposizione.  Ai bianconeri ne bastano 19 per arrivare alla tripla cifra, mentre al Milan servono 11 punti per il traguardo dei 50. In pratica, rischio più io di pagare che lui… ma visto e considerato come vanno le due squadre già mi pregusto un lauto pasto a scrocco! Gnammmm

Quando Tevez segnava in Europa… Michael Jackson era ancora vivo

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Stasera mezza Italia tiferà Fiorentina. O meglio, tiferà contro la Juventus. L’1-1 dell’andata di Europa League favorisce sulla carta i toscani, ma i bianconeri sono più velenosi e poi, quando è il tuo anno (almeno in campionato), vinci anche con un solo tiro in porta. Staremo a vedere…
Ma la cosa che mi fa sorridere e che ha catturato la mia attenzione è Carlos Tevez, che non segna in Europa dal 7 aprile 2009. Sì, avete capito bene… dal 2009. E pensare che la Juve lo ha comprato per vincere la Champions League… (anche se in campionato ha già fatto 15 gol).

Cioè, facendo un attimo due conti sono ben 5 anni. Era tutto un altro mondo:

  • L’Italia del calcio era ancora Campione del Mondo in carica
  • “The Millionaire” aveva appena vinto l’Oscar come miglior film
  • Michael Jackson era ancora vivo (morirà a giugno)
  • La mia nipotina Alice non era ancora nata (nascerà ad agosto 2009)
  • “Up” era il cartoon dell’anno
  • Barack Obama tre mesi prima aveva giurato come presidente Usa
  • Io vivevo in un’altra casa
  • L’Inter vinceva il campionato
  • Arisa cantava “Sincerità” e Lady Gaga “Poker Face”
  • Mia sorella andava ancora alle superiori

Stasera sarà proprio Tevez a guidare l’attacco della Juventus, alla ricerca della qualificazione ai quarti e di quel gol che sembra una leggenda. La Viola invece spera che il gol europeo dell’Apache sia rimandato ancora a data da destinarsi.

Non gli resta che esultare per i gol presi dalla Juve…

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Ci sono tifosi ai quali non resta che esultare per le disgrazie altrui. Sono discretamente circondata da tifosi milanisti e interisti e visto che le loro squadre sono in rovina, oramai non gli resta che esultare per i gol che subisce la Juventus. Anche ieri sera al pareggio della Fiorentina l’esultanza è stata delle migliori.
La Juve o la ami o la odi. E a chi non è un suo tifoso, sprigiona un’antipatia e un fastidio nei suoi confronti, pari solo al morbillo preso a luglio. Per alcuni è proprio una legge: quando gioca la Juve, con chiunque giochi, si tifa sempre l’altra squadra. Addirittura si esulta al gol che prende. Tifare contro… sempre e comunque.

Ci sono partite che rovinano la manicure

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Questa sera tre italiane scendono in campo per giocarsi l’Europa League. Mi permetto, a voi tifose di Juventus, Fiorentina o Napoli, di darvi un piccolo consiglio da donna: evitate oggi di farvi la manicure. Perché, ci sono partite che la rovinano. Potete stanne certe! Unghie perfette, fresche di manicure… bastano 90 minuti e sono distrutte. Ne so qualcosa.
Prima del fischio d’inizio hai unghie lunghe e curate degne di una star, finita la partita ti ritrovi le mani femminili come quelle di un meccanico.
La palla non entra, o non dovrebbe entrare, e le unghie cadono una dopo l’altra come i dieci piccoli indiani di Agatha Christie. In genere s’inizia dal mignolo (almeno io faccio così) perché è il dito più innocuo: già dopo le prime azioni critiche l’unghia sparisce. Poi tocca all’indice della mano sinistra e al medio della destra. E via via tutte le altre dita. E anche se nella testa senti una vocina che ti urla di smettere, i denti continuano la loro tremenda opera. Come fossero senza controllo.
Più tentate in questa pratica sono le ex mangiatrici di unghie, per loro ricaderci è sempre molto facile, soprattutto quando l’occasione è ghiotta e la tensione è in agguato.
Insomma, alla fine di una partita molto sentita, come può essere Juventus-Fiorentina, le unghie rischiano di fare una brutta fine. Per fortuna che stasera non ci saranno i tempi supplementari, altrimenti addentare i polpastrelli sarebbe un attimo.

Milan-Juve vs Oscar: the winner is…

Mancano poche ore alla  Notte delle stelle. È  infatti il weekend di Milan-Juventus e della cerimonia degli Oscar. Per questo motivo non sapendo cosa scegliere, ho provato a mischiare gli eventi e a farli sfidare tra loro. Riunendo così le mie grandi passioni.

Migliore protagonista 

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Leonardo DiCaprio vs Kakà
Faccia da eterni ragazzini. E se Kakà il suo “premio d’oro” lo ha già vinto, speriamo che Leo possa fare lo stesso.

Migliore chioma 

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Antonio Conte vs Jared Leto
I capelli sono un po’ il loro marchio di fabbrica. Non si può parlare di loro e non pensare alla loro discussa chioma.

Miglior ex bidone

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Fernando Llorente vs Matthew McConaughey
E chi se li aspettava? Il primo quando è arrivato in Italia era considerato un bidone e poi è esploso. Anche il secondo, prima del film “Dallas Buyers Club”, era un vero e proprio bidone del cinema.

Miglior regista

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Andrea Pirlo vs Steve McQueen
Uno in campo, l’altro dietro la macchina da presa: dirigono che è una bellezza.

Miglior straniero (inaspettato)

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Paolo Sorrentino vs Adel Taarabt
Sono entrambi i due stranieri che non ti aspetti. Per loro potrebbe essere una serata indimenticabile.

Miglior location

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Dolby Theatre vs San Siro
Qui la scelta è dura. Entrambi sono due grandi palcoscenici dove si sono esibite tantissime star.

Piccoli (forse) juventini nascono…

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Oggi non c’è notizia che tenga. Oggi è nato Leonardo! È questa la notizia da prima pagina. Per la precisione è nato alle 4.45 di questa mattina ed è già un piccolo uomo con i suoi 3.710 chilogrammi e un’altezza di 52 centimetri. Questi calzini sono stati il mio primo regalo, non che io tifi Juventus (sia ben chiaro), anzi per me è stato un vero sforzo comprarli, ma Leo è nato in una famiglia dove, la probabilità che possa tifare per questa squadra è molto alta. Oltre ovviamente al Foligno, questo era sottinteso. Cosa non si fa per amore…!

Comunque, Leonardo ancora sei troppo piccolo, ma se vuoi un consiglio, non farti mai influenzare nella vita, non solo riguardo al tifo (che tra l’altro è una delle poche cose che non si tradisce mai) e scegli sempre con la tua testa. E se non vorrai giocare a calcio e inizierai a seguire il basket, la pallavolo, l’hockey, la F1 o il cricket, poco importa, anzi forse anche meglio, l’importate è che quello che farai (o quello che seguirai) sarà spinto dalla passione. E se invece, deciderai di tifare Juve, va bé… ti vorrò bene lo stesso!
Certo, lo smacco più grande per il tuo papà sarebbe che tu tifassi Perugia e Inter. No, credo, che per lui sarebbe troppo!

Tifo, squadre di calcio e campanilismo a parte: benvenuto piccolo Leo!    

Juve-Torino… il mio personale derby

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Anche io ho avuto il mio derby personale: Juventus-Torino. Qualche mese fa sono stata a Torino e per una giusta par condicio ho reso omaggio, a mio modo, a entrambe le squadre.
La prima tappa è stata a Superga e al monumento dedicato alla tragedia del Grande Torino. Sciarpe, fiori e messaggi ricoprono la lapide, che era avvolta da una coltre di nebbia, che rendeva tutto ancora più suggestivo e triste.

La seconda tappa del pellegrinaggio calcistico è stato lo Juventus Stadium. Decisamente tutta un’altra storia: il centro commerciale “Area 12” e il museo (nel quale però non sono entrata) sono l’esaltazione dei colori bianconeri. Un omaggio alla squadra in tutto e per tutto.

Insomma, in quei giorni ho vissuto il mio personale “derby della Mole”. Alla fine Torino è anche questo… 

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Conte non ha mai avuto fortuna con il Capello

Antonio Conte

Antonio Conte

Non avrei mai pensato di arrivare a dirlo, ma sono d’accordo con Antonio Conte. Oddio, l’ho detto! Perché Conte non è che sia un simpaticone, ma tutta questa diatriba tra lui e Fabio Capello me lo ha fatto rivalutare. Ho trovato le sue risposte a mister Capello decisamente appropriate.  Ha fatto proprio bene. Ma d’altronde l’allenatore della Juventus con i capelli non è mai tanto andato d’accordo. Sono un po’ il suo tallone d’Achille. Spesso si è parlato della sua chioma spuntata così dal nulla: un giorno era pelato e il giorno dopo aveva un crine da fare invidia a Satomi di “Kiss me Licia”. Miracoli della scienza! È come un Sansone dei nostri tempi: più i capelli crescono (con trapianti e parrucchini) più ha forza e vince. Potrebbe essere questo il suo segreto… 
Fatto sta che Conte non vuol essere preso a capelli (con quello che gli sono costati!) da Capello e risponde ad una antipatia nata nel 2004 quando l’allenatore della Russia lo estromise sia dalla rosa che dallo staff della Juventus. Se l’era legata al dito o chissà, magari aveva fatto una treccina ai capelli per ricordarsi la vendetta…?!

Lei guarda le partite, lui legge romanzi: quando le parti s’invertono…

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Esistono uomini che non amano il calcio. Che non lo guardano in tivù e che non giocano al fantacalcio. Alla Gazzetta preferiscono i libri. Alla Champions preferiscono Scorsese.
Insomma, e se la tifosa fosse lei e non lui?
Lei che segue il calcio, che legge la Gazzetta e che, tra una superpartita in tivù e un programma sul trucco, sceglie la prima. Diciamo la verità, è un caso abbastanza raro, ma esiste… ve lo assicuro!

Capita infatti, che lui non giochi a calcio, anzi che lo odi proprio, che conosca a malapena il nome dei giocatori più famosi e che guardi solo la Nazionale, ma solo perché è un “momento aggregativo”.

Lei passa la domenica spaparanzata sul divano per seguire tutti i risultati, lui fa tutt’altro: legge o guarda film. Per lei il calcio è il pane quotidiano, ne discute con gli amici, se ne informa, per lui è uno sport inutile e noioso, che fa solo sprecare tempo. Lei tenta di coinvolgerlo, ma lui risponde: “Perché devo complicarmi la vita?”.

Lui non è mai andato allo stadio e non gli verrebbe mai in mente d’indossare la maglia di una squadra, il fantacalcio è qualcosa che conosce solo perché i suoi amici non parlano d’altro, ma non ha la minima intenzione di giocarci.
Lei invece pagherebbe per far parte di un gruppo di fantacalcio, per lei dare allo stadio è sempre emozionante e divertente e dorme spesso con la maglia dei giocatori che più le piacciono. È lei quella che riconosce un fuorigioco, lui preferisce i “giochi fuori”.

Ma c’è un linguaggio che li unisce, quello del cinema.  Per questo lei ha provato a spiegare a lui, la bellezza di una partita, come può essere Milan-Barcellona o Juventus-Real Madrid, paragonandola a un film di Martin Scorsese. “L’attesa per l’evento è sempre alta, vanno in scena grandi interpreti e raramente resterai deluso dallo spettacolo”. Lui, prima ha storto il naso: “Sono eventi imparagonabili”, ha sentenziato, ma poi pensandoci bene il paragone non gli è affatto dispiaciuto. E i loro mondi si sono per un attimo incontrati.

Ok! tutto questo sembra un mondo capovolto, perché nella vita “normale”, la situazione si verifica spesso al contrario, ma vi assicuro che esistono anche casi come questo. 

La domenica che non ti aspetti

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La domenica che non ti aspetti. Calcisticamente parlando, s’intende. Spalmata sul divano ho assistito a cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Figuriamoci aspettarle…

Non ti aspetti la Juventus che vincendo 2-0 pareggia a Verona 2-2 all’ultimo minuto. Non ti aspetti un pietoso 0-0 nel derby della Capitale. Non ti aspetti il primo gol in Italia (anche se inutile) dopo 8 minuti di Adel Taarabt. Non ti aspetti (o forse sì) che nell’Inter segni Samuel. Non ti aspetti una pentola lanciata in campo in Verona-Juventus (chi va allo stadio con una pentola!?). Non ti aspetti che Mandorlini esulti al gol del pari come faceva Carletto Mazzone. Non ti aspetti che le lacrime di Balotelli arrivino fino alla Casa Bianca. Non ti aspetti che ancora si parli di moviola in campo.

Chissà domenica prossima cosa ci aspetterà?