La passione si condivide a prescindere dal sesso…

Father and son leaving soccer stadium

Oggi è la festa del papà e non potevo esimermi dallo scrivere un post su di lui. Anche perché questo blog esiste grazie a lui (voi penserete: che fortuna!). Non perché mi ha aiutato a realizzarlo, ma perché mi ha insegnato ad amare il calcio (penserete ancora: che super fortuna!).

È stato lui a portarmi a vedere la mia prima partita allo stadio (un Fiorentina-Milan dei primi anni ’90).

È stato lui a insegnarmi le regole. A riconoscere un fuorigioco, un fallo da cartellino e i diversi moduli di gioco. Ecco, con questi ultimi ho ancora alcune difficoltà: non riesco mai a riconoscerli. Mah?!

È grazie a lui che vedo il calcio come un gioco aggregativo, da condividere con gli altri… ma soprattutto con lui.

È stato lui a mostrarmi il bello di questo sport, guardando insieme le partite.

È con lui che da ragazzina andavo allo stadio, anche diverse ore prima, per prendere i posti migliori.

È con lui che quando la nostra squadra del cuore vinceva (e dico vinceva. Sigh!) lanciavo i petardi dalla finestra per festeggiare (magari non proprio elegante, ma divertente!).

Insomma, il calcio mi legherà sempre al mio papà. Perché le vere passioni si trasmettono a prescindere dal sesso!  

Mi vuoi sposare… allo stadio?!

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Non vuoi rinunciare al calcio nemmeno la domenica in cui ti sposi? Non c’è problema: il calcio farà parte del tuo matrimonio.

I fissati del pallone non hanno limiti nemmeno il giorno delle nozze. E allora perché non sposarsi allo stadio? Sarebbe decisamente una location originale. Io, un pensierino ce lo farei! Sicuramente non ci sarebbero problemi di spazio, i mariti per una volta (sono sicura) parteciperebbero all’organizzazione, e altro che riso… si potrebbero tirare petardi finito il rito. Che finezza!

Comunque, non è un’idea così strana, visto che il comune di Torino mette a disposizione delle coppie lo stadio Olimpico. Sotto la curva, non a esultare per un gol, ma a scambiarsi le fedi!
Stessa idea era venuta anni fa anche al comune di Genova, che dava la possibilità di celebrare le nozze all’interno dello stadio Marassi. E poi che dire dei cake topper da mettere sopra la torta dedicati agli sposi amanti del calcio. Ma, la situazione decisamente più originale è quella che è accaduta in Spagna, dove la moglie ha sorpreso lo sposo durante le nozze, facendo intonare al coro della chiesa l’inno della Champions League. 
Quindi amiche se amate il calcio e l’idea potrebbe piacervi… tutti allo stadio per sposarsi! Altrimenti non parlatene mai coi vostri uomini (vietato fargli conoscere questa possibilità), potrebbero davvero apprezzare la location, con il rischio però, che dopo il rito ve li ritrovate a palleggiare a centro campo… Non so come, ma gli uomini,una palla, o un suo simile, per fare due palleggi lo trovano sempre. È uno dei misteri della vita!

La ricetta della domenica: amica, pettegolezzi e niente calcio

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Non esiste solo il calcio. Per una domenica mi sono presa una pausa calcistica. Niente pallone, niente arbitri, niente di niente che riguardava quel mondo: perché a volte dovrò pur concedermi una domenica da donna. Suvvia!
E la ricetta perfetta per questo tipo di giornata, ha degli ingredienti precisi: una buona quantità di sole, una vecchia amica (non un’amica vecchia, specifichiamo!), quattro chiacchiere e molte confidenze, un’abbondate dose si pettegolezzi, un parco e una panchina. Vietato parlare di calcio.
Il tutto va shakerato così da unire gli ingredienti alla perfezione: il risultato sarà ottimo! È garantito.

Tutti postano ricette e consigli per cucinare… oggi anche io ho voluto dare il mio contributo.

Povero diavolo…

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La Curva Sud del Milan ha diffuso un comunicato dal titolo “Adesso Basta!”, dove critica la gestione fatta da Adriano Galliani negli ultimi anni, tra cessioni e acquisti sbagliati, e alcuni giocatori rossoneri non degni di indossare la maglia. Oggi andrà in scena anche una protesta, prima della gara casalinga contro il Parma.

Ecco il testo completo… se vi va di leggerlo!
http://Adesso Basta!

Secondo voi di chi è la colpa della caduta libera del Milan?

Non gli resta che esultare per i gol presi dalla Juve…

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Ci sono tifosi ai quali non resta che esultare per le disgrazie altrui. Sono discretamente circondata da tifosi milanisti e interisti e visto che le loro squadre sono in rovina, oramai non gli resta che esultare per i gol che subisce la Juventus. Anche ieri sera al pareggio della Fiorentina l’esultanza è stata delle migliori.
La Juve o la ami o la odi. E a chi non è un suo tifoso, sprigiona un’antipatia e un fastidio nei suoi confronti, pari solo al morbillo preso a luglio. Per alcuni è proprio una legge: quando gioca la Juve, con chiunque giochi, si tifa sempre l’altra squadra. Addirittura si esulta al gol che prende. Tifare contro… sempre e comunque.

Trattateci… come trattate la Gazzetta!

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Oggi è lunedì e la maggior parte degli uomini comprerà o sfoglierà la Gazzetta dello Sport. È matematico. In fondo è l’unico oggetto rosa che tollerano vicino a loro. Pensando a questo mi è venuto in mente un piccolo teorema: il rosa è il colore delle donne, la Gazzetta è rosa, quindi la Gazzetta è donna. Forse è per questo che piace tanto agli uomini?! Poi ho anche pensato con un pizzico di rabbia: trattassero le donne con lo stesso rispetto con cui trattano la Gazzetta, saremmo davvero fortunate.
Infatti…

Quando la tengono in mano sono sempre attenti, guai a rovinarla

Quello che dice lei è Vangelo (lo ha detto la Gazzetta…)

Gli danno sempre retta e difficilmente la contraddicono

La portano sempre con loro

È l’amore di una vita (la conoscono fin da quando sono bambini)

Non la tradirebbero mai

Farebbero di tutto per averla (anche alzarsi dal letto e andare in edicola a comprarla)

La cercano sempre (anche quando sono in vacanza all’estero e costa il doppio)

Alcuni non potrebbero vivere senza

Di quello che dice, ne parlano sempre con gli amici

A volte è l’unica… lettura che fanno (help!)

Quindi, per piacere agli uomini dovremmo diventare rosa con le scritte nere? Nooo

Napoli-Roma, un secondo posto per due

Gonzalo Higuain

Gonzalo Higuain

Napoli-Roma vale il secondo posto e l’accesso diretto in Champions League. La Roma potrebbe allungare (a quel punto sarebbe quasi imprendibile) e il Napoli potrebbe invece avvicinarsi e sperare di chiudere il campionato dietro alla Juventus. Ma l’osservato speciale di questa sera, almeno per me, è Gonzalo Higuain.
Da quando è arrivato in Italia mi ha conquistata, non solo con le sue giocate da vero numero 9 (già 20 gol in stagione), ma per il suo modo da anti-divo. Da uno che gioca (e segna) e basta.  Non ha atteggiamenti da star, non appare sui giornali di gossip (oltre a quando ha rischiato di sfigurarsi a Capri) e non ha invaso l’Italia con super fidanzate e mazzi di donne  (almeno da quello che sappiamo noi). Higuain ci piace!
Non è un bellone super sexy, ma ha il suo perché: barba incolta e capelli con un taglio classico (niente creste, rasature bizzarre o ciuffi sparati di qua e di là). Insomma, uno che sarebbe potuto venire in classe con te o potrebbe essere un amico di vecchia data.

Comunque, tornando alla partita di stasera (ore 20.45) credo che sarà un bello spettacolo… visto anche, come erano andate le due sfide di Coppa Italia. Buon calcio a tutti!  

Quando il tifo lo vivi col cuore

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Spulciando qua e là tra i siti di calcio ho trovato una storia che mi ha commosso (anche se non sono una dalla lacrima facile) e che ha catturato la mia attenzione. Ve la voglio raccontare.
C’è una foto che sta facendo il giro del mondo, di un tifoso dei Bohemians 1905 (siamo a Praga) che è seduto sugli spalti dello stadio a tifare la propria squadra. Fin qui niente di strano. Il fatto è che questo tifoso è non vedente, e nonostante questo, è regolarmente presente a tutte le partite in casa dalla sua squadra in compagnia del suo fedele cane.
Quest’immagine spiega, più di tante parole, che la passione, in questo caso per il calcio, non si vive solo con gli occhi, ma anche col cuore, con l’anima e con l’entusiasmo, che anche non vedendo, ti può trasmettere lo stadio. Racconta la parte emotiva dello sport, che supera qualsiasi ostacolo e che ti lega alla squadra con tutti i sensi che hai a disposizione.

Sarà retorico, ma per me questo è il bello del calcio, con la sua emotività e aggregazione.
È questo che mi spinge a seguirlo… non certo undici uomini in calzoni corti (quella è un’aggiunta).

Ricchi, giovani e famosi… ma perché fate tutti questi figli?!

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Dopo aver letto un articolo in cui Francesco Totti dice che “Il terzo figlio è imminente e di volerne cinque per fare una squadra di calcetto”, mi sono chiesta: ma perché i calciatori fanno tutti questi figli e si sposano, quando la maggior parte dei loro coetanei ancora non pensa nemmeno ad avere una fidanzata per più di due mesi? Va bene, sorvolando la questione crisi economica, bamboccioni, impossibilità di lasciare la casa dei genitori perché ancora si è senza lavoro a 30 anni, situazioni che ha loro non appartengono, la domanda resta: perché?
Perché non si godono i soldi e la giovinezza, invece di accasarsi e sfornare figli come assist? Perché le precauzioni le prendono solo con i parastinchi o quando fanno la barriera in una punizione? Il bello è, che la maggior parte di loro sono under 30 o poco più grandi. È una cosa che non concepisco proprio. Se penso ai miei amici, tranne qualche caso, a 24 anni nessuno pensava di sposarsi: i pensieri più frequenti erano le vacanze, la laurea e il divertimento. Non certo pannolini, pappe e confetti.
Almeno, fatelo per noi che non possiamo fare spese pazze, che dobbiamo sposarci, non solo per amore ma anche per dividere un affitto o un mutuo, e che goderci la vita vuol dire andare al massimo al ristorante.
Perché sposarsi a 20 come Pato, fare tre figli come Maxi Loper e Wanda Nara, o sfornare eredi come David Beckham che già a 36 anni aveva 4 pargoli?! Io conosco uomini di 40 anni che hanno l’istinto paterno di Erode. Quindi l’età conta poco. Forse insieme al talento calcistico sono nati con un istinto paterno e una vocazione da famiglia Mulino Bianco. Ho i miei dubbi al riguardo… quindi la mia è una domanda che non avrà mai una risposta!

Ma cosa hanno in testa?!

Quale donna andrebbe in giro con dei capelli così strani? Io me lo domando ogni volta che li vedo in campo. È vero, in fatto di capelli tra uomo e donna c’è un abisso. E i calciatori rappresentano l’apoteosi di questo.
È inimmaginabile che una donna possa andare a fare la spesa, uscire con le amiche o recarsi al lavoro con in testa le acconciature di Gervinho, Nainggolan o Paletta. Preferirebbe la morte. Questi invece hanno il coraggio di farsi vedere in mondovisione. Sono veramente degli eroi!
Ecco la mia personale classifica (perché noi donne, oltre ai piedi, guadiamo anche il look dei calciatori).

Stile “Stele di Rosetta”

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Nainggolan e Balotelli tra strisce, mezze lune e geroglifici, usano la testa per scrivere!

In piscina con le creste

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Portatori sani di creste sono El Shaarawy e Hamsik. Ogni volta che li vedo mi chiedo: “come fanno a mettersi la cuffia per andare in piscina?!”

La variante Pogba

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Racchiude in se, sia la cresta stile scopettone per pulire la cappa del camino, che le strisce per attraversare la strada. Che mix!

Help… un parrucchiere

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Paletta (neo convocato in Nazionale) un salto dal parrucchiere lo deve fare. Prandelli dovrebbe obbligarlo. Altrimenti abbassa la media del look dell’Italia.  Anche Pandev è ora che si dia una rasata. Quel ciuffo in mezzo alla pelata non si può guardare. Nemmeno il vecchietto vicino a casa mia andrebbe in giro così.

Uno snorky in campo

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“Palacio ma perché hai quel filo svolazzante attaccato alla testa?!” Ma sei uno snorky cresciuto? Penso che, se lo tagliasse potrebbe rinsavire e decidere di lasciare l’Inter.

Treccine vaganti

Gervinho
Dire che Gervinho ha l’attaccatura alta è un eufemismo, perché in pratica ha i capelli solo dietro, come fossero attaccati con la colla. Non togliere mai la fascia! Nemmeno sotto la doccia…

Ma cosa hanno in testa?