Pillole di calcio: somministrare con cautela!

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La giornata di serie A (che si conclude oggi) ha regalato ieri pillole calcistiche davvero interessanti. Ecco le mie 10 preferite: 

  • L’Inter dopo 34 giornate ottiene un rigore e lo sbaglia… cosa vuoi di più dalla vita!
  • Il Napoli perde a Parma come una provinciale… (si potrà dire ancora provinciale, ora che le province non ci saranno più?!) e De Laurentiis litiga con un tifoso napoletano, nemmeno fosse colpa sua se la squadra ha perso…
  • Il Sassuolo vince ad Atalanta (pardon a Bergamo). Incredibile!
  • Mattia Destro fa tre gol a Cagliari e, oltre a far esonerare Lopez, porta la Roma a meno cinque dalla Juventus (almeno per ora).
  • Immobile (solo di nome) è capocannoniere con 18 gol.
  • Cristiano Ronaldo fa un miracolo degno di Gesù… Con un suo gol sveglia un ragazzino in coma da tre mesi. Ammazza… pensa che gol ha fatto!
  • Minala, il calciatore della Lazio dall’età indecifrabile, (come i giochi da tavola: dai 10 ai 99 anni) ha debutto in serie A.
  • Mario Balotelli e Fanny sono tornati insieme (visto che SuperMario ieri era libero). Si decidessero una volta per tutte…
  • Cambio di panchina anche a Catania: via Maran, ora c’è Pellegrino.
  • Una tifosa in Arabia Saudita ha regalato una Ferrari al suo calciatore del cuore per incoraggiarlo (questo mi fa capire che in Arabia Saudita i tifosi sono più ricchi dei calciatori… ho decisamente sbagliato Stato!).

Il Milan farà la fine del Titanic?

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La squadra sta andando a picco come il Titanic, il capitano Seedorf che doveva cambiare la rotta, ora ha bisogno della balia Galliani e tutto si decide tra la partita con la Lazio e quella contro la Fiorentina. Altro che due scogli da superare… questi sono davvero due bei iceberg! Se il Milan ci sbatte, farà un gran botto.
Chissà alla fine se ci sarà qualche giocatore e dirigente che riuscirà a salire sulla scialuppa e a salvarsi oppure finiranno tutti a picco?
Il Milan rischia di non essere più “Il re del mondo!”

Ma cosa hanno in testa?!

Quale donna andrebbe in giro con dei capelli così strani? Io me lo domando ogni volta che li vedo in campo. È vero, in fatto di capelli tra uomo e donna c’è un abisso. E i calciatori rappresentano l’apoteosi di questo.
È inimmaginabile che una donna possa andare a fare la spesa, uscire con le amiche o recarsi al lavoro con in testa le acconciature di Gervinho, Nainggolan o Paletta. Preferirebbe la morte. Questi invece hanno il coraggio di farsi vedere in mondovisione. Sono veramente degli eroi!
Ecco la mia personale classifica (perché noi donne, oltre ai piedi, guadiamo anche il look dei calciatori).

Stile “Stele di Rosetta”

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Nainggolan e Balotelli tra strisce, mezze lune e geroglifici, usano la testa per scrivere!

In piscina con le creste

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Portatori sani di creste sono El Shaarawy e Hamsik. Ogni volta che li vedo mi chiedo: “come fanno a mettersi la cuffia per andare in piscina?!”

La variante Pogba

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Racchiude in se, sia la cresta stile scopettone per pulire la cappa del camino, che le strisce per attraversare la strada. Che mix!

Help… un parrucchiere

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Paletta (neo convocato in Nazionale) un salto dal parrucchiere lo deve fare. Prandelli dovrebbe obbligarlo. Altrimenti abbassa la media del look dell’Italia.  Anche Pandev è ora che si dia una rasata. Quel ciuffo in mezzo alla pelata non si può guardare. Nemmeno il vecchietto vicino a casa mia andrebbe in giro così.

Uno snorky in campo

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“Palacio ma perché hai quel filo svolazzante attaccato alla testa?!” Ma sei uno snorky cresciuto? Penso che, se lo tagliasse potrebbe rinsavire e decidere di lasciare l’Inter.

Treccine vaganti

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Dire che Gervinho ha l’attaccatura alta è un eufemismo, perché in pratica ha i capelli solo dietro, come fossero attaccati con la colla. Non togliere mai la fascia! Nemmeno sotto la doccia…

Ma cosa hanno in testa?

È la dura legge del gol…

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“È la dura legge del gol”. Max Pezzali lo sa bene (è pure interista!). “Fai un gran bel gioco però, se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono…” (ovviamente con gli accenti tutti spostati nel vero stile 883).
È quello che ieri è successo al Milan. Primo tempo giocato alla grande: una traversa, un palo e un rigore forse non dato (non sembrava nemmeno il Milan visto in campionato), ma poi il secondo tempo i rossoneri sono calati, Balotelli è uscito e l’Atletico Madrid ha sfruttato l’unica occasione che ha avuto, su un calcio d’angolo (prima non è che avesse fatto grandi tiri in porta). Ma, come insegna il nostro Max (non Allegri, sia chiaro) la difesa è tutto e nel corner, quella del Milan, è po’ mancata.
Ed ecco la dura legge del gol. Diego Costa non ha perdonato e l’ha buttata dentro.
Ora il ritorno l’11 marzo è durissimo per il Milan, ma come dicono tutti, il calcio è strano… e ci vuole anche un po’ di fortuna, quel “fattore C” che Seedorf aveva avuto nelle prime partite. Già sarà finito?! Speriamo di no.

Sanremo o San Siro?

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Sanremo o San Siro? Questa sera la scelta è dura. Macché! Stiamo scherzando?! Io non ho dubbi. Ma in casa ci sarà da litigare. Fortuna che siamo nel periodo storico in cui nelle abitazioni ci sono più televisioni che quadri. Ma chi prenderà la tivù “padronale”, e non dovrà andare in esilio in camera o in cucina? La lotta sarà dura. Forse già verso le 18 comincio a prendere posto…
A favore mio c’è che, in squadra, ho il padrone di casa, che in quanto tale ha di diritto la tivù migliore. Ma si sa che, di questi tempi il pater familias, in una casa di tutte donne, non ha più tanto peso. Ma per questa sera sono fiduciosa!
Quindi niente Sanremo e si vedrà Milan-Atletico Madrid.
L’unica musica che voglio sentire è la musichetta della Champions League e poi San Siro non è la “Scala del calcio” sempre di musica si parla. Per questo, accordiamo gli strumenti e speriamo di vedere:

un assolo di Kakà (che ultimamente non passa mai un pallone)

una difesa che non stoni (Rami e Bonera scaldate l’ugola e non solo)

un Balotelli in vena che diventi una rock star (non per le catene d’oro e i capelli improbabili)

un Taarabt che suoni un’altra musica

e un Diego Costa che sia solo un ospite straniero (tanti applausi ma nulla più)
Perché San Siro è San Siro…

Milan-Atletico, come l’appuntamento con l’uomo dei sogni. Se sbagli sei fregata

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Per un tifoso del Milan, mercoledì sarà un giorno tra gioie e dolori. Un giorno che speri passi velocemente e senza fare troppi danni e feriti. Un po’ come quando arriva una tromba d’aria. I rossoneri affronteranno negli ottavi di Champions League l’Atletico Madrid, una delle squadre più informa del momento, prima nel campionato spagnolo. Mercoledì sarà per Seedorf la prova del nove e anche il milanista più ottimista sa che sarà veramente dura. Ma le partite sono strane e imprevedibili, quindi… nulla è certo.

Ora amiche cercherò di spiegarvi il senso della gara in questione.

È un po’ come un super appuntamento con un uomo bellissimo, divertente e intelligente (sempre che ne esistano di uomini così, ma parliamo per ipotesi). Ovviamente non vedi l’ora di giocarti questa partita, ma se sbagli solo una mossa sei fregata. In una sera ti giochi il tutto per tutto. Anche se hai preparato tutto nei minimi particolari (vestito giusto, trucco perfetto e capelli da urlo) può esserci sempre la variante x che fa andare tutto storto e mandare la serata alle ortiche. Rischi quindi di farti parecchio male e di tornare a casa con due belle sberle (metaforiche). Facendo dei danni che, nella gara di ritorno (un secondo appuntamento sempre se ci sarà) non saranno più recuperabili. Il principe in questo caso potrebbe trasformarsi in un vero rospo da mandare giù.

Stesso discorso vale per il Milan, che dovrà dare il meglio di se, non sbagliare nulla e cercare il gol in contropiede. Insomma, non dovrà fare errori. Altrimenti il secondo appuntamento con L’Atletico sarà davvero inutile. Per un mercoledì da…   

Lavori pericolosi: intervistare Balotelli a fine partita

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Oggi voglio spezzare una lancia a favore di Marco Nosotti, il giornalista Sky che segue il Milan a bordo campo e che è incaricato di intervistare i giocatori, quelli che vengono nominati “Uomo partita Sky”, alla fine della gara. Bé, sono sicura che ogni volta che gli dicono che a vincere c’è Balotelli, Nosotti impreca dentro di se e rimpiange di non essere andato a lavorare in banca!
Perché intervistare SuperMario non è mai una passeggiata. Rischi sempre la vita (come chi addestra i coccodrilli o pulisce le gabbie dei leoni) o meglio che ti va un insulto. Risponde a monosillabi, come se ti stesse facendo un favore e la sua gioia di essere intervistato è pari a quella di uno che deve cavare un dente dal dentista. Non sprizza certo felicità da ogni poro. In quelle occasioni non è proprio un burlone, anzi fa decisamente saltare i nervi anche al giornalista più paziente.
Vedete bene, a me Balotelli piace e forse al suo posto (sempre stretto tra gossip e pressioni) risponderei anche io in quel modo: mi capita di farlo solo perché mi si arricciano i capelli o mi si rovina lo smalto, figuriamoci se ogni giorno leggessi cose che mi riguardano, più o meno, vere sui giornali. Ieri sera dopo il gran gol contro il Bologna si è ripetuto lo stesso teatrino: Nosotti cerca di essere simpatico e Balotelli risponde sempre con quella joie de vivre che lo contraddistingue. Anche se questa volta si è anche lasciato andare, dedicando il gol alla fidanzata.
Insomma, Nosotti hai tutta la mia solidarietà e comprensione e se un giorno avrai tu le balle girate durante un’intervista puoi prendere il microfono e ficcarlo in gola al calciatore di turno. Il mio applauso sarà per te!

Questo è dedicato a te… a(mmm)ore!

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San Valentino? No grazie. Volevo allegramente glissare su questa ricorrenza. Dai, ma chi lo festeggia più San Valentino!? Poi, forse, sarei risultata troppo cinica (non che me ne importi, perché lo sono davvero) e allora ho pensato di raccogliere qualche dedica d’amore fatta dai giocatori dopo un gol o dopo una vittoria. Alcune lette ora, fanno alquanto sorridere. Le coppie in questione hanno fatto una finaccia… ma l’amore è anche questo!

Su tutte c’è la dedica di Mario Balotelli “Raffaella ti amo” apparsa sulla sua maglietta dopo un gol col Manchester City. O i cuori che Pato spargeva a destra e a sinistra prima per la moglie Sthephany Brito (matrimonio che fallì dopo pochi mesi) e poi per Barbara Berlusconi (anche quella storia sappiamo com’è finita).

Ok, oggi è la festa dell’a(mmm)ore basta parlare di relazioni finite. Così ricordiamo Totti (detta così non è molto allegra) che mostrò la maglietta con scritto “6 unica” nel 2002 e “6 sempre unica” nel 2012. Un messaggio speciale per la sua Ilary. Andando indietro nel 1996 non si può non ricordare l’esultanza con la dedica più famosa di sempre: Batistuta segna e corre verso la telecamera, ci entra con tutta la faccia e urla: “Irina te amo”. C’è poi Kevin Prince Boateng, che dopo una rete era solito proporre una “M” con le dita, l’iniziale della fidanzata Melissa Satta.

Indimenticabile è poi il bacio più romantico della storia del calcio. Quello che Iker Casillas ha dato alla fidanzata Sara Carbonero che lo intervistava dopo la vittoria del Mondiale. Resterà negli annali. Oppure la proposta di matrimonio fatta in tv da Leonardo alla giornalista di Sky Anna Billò. Leo ad Anna: “Se ho domande? Sì, una: vuoi sposarmi?”.

Ah l’amoreeee colpisce al cuore anche questi uomini tutti muscoli e tatuaggi. 

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La domenica che non ti aspetti

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La domenica che non ti aspetti. Calcisticamente parlando, s’intende. Spalmata sul divano ho assistito a cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Figuriamoci aspettarle…

Non ti aspetti la Juventus che vincendo 2-0 pareggia a Verona 2-2 all’ultimo minuto. Non ti aspetti un pietoso 0-0 nel derby della Capitale. Non ti aspetti il primo gol in Italia (anche se inutile) dopo 8 minuti di Adel Taarabt. Non ti aspetti (o forse sì) che nell’Inter segni Samuel. Non ti aspetti una pentola lanciata in campo in Verona-Juventus (chi va allo stadio con una pentola!?). Non ti aspetti che Mandorlini esulti al gol del pari come faceva Carletto Mazzone. Non ti aspetti che le lacrime di Balotelli arrivino fino alla Casa Bianca. Non ti aspetti che ancora si parli di moviola in campo.

Chissà domenica prossima cosa ci aspetterà? 

 

 

La donna dei perché… domande che non avranno mai una risposta

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Oggi mi sento molto la “donna dei perché”. E mi sono venute in mente delle domande che non troveranno mai una risposta… Ma perché?

Ma quando i giocatori di una stessa squadra vanno a Coverciano per il ritiro della Nazionale, prendono una sola macchina? Come quando si va a cena con gli amici…?

Se un giocatore non gioca e resta in panchina, la farà la doccia? O dice: “Oggi no, tanto non ho sudato”

Perché Paletta del Parma non si fa un taglio più sbarazzino? Che appena suda un attimo i capelli gli spariscono in testa

Ma il codino di Palacio a che serve? Mi ricorda lo scoubidou di quando ero bambina. Chissà se glielo tirano per fargli dire sì…

Ma Hernanes è davvero andato all’Inter per vincere? Ma dai, c’è un limite a tutto. Mica qui crediamo alle favole… La frase mi sembra più un ossimoro che un’affermazione

Balotelli perché piangeva in panchina? Per la prestazione deludente in campo o per gli alimenti che dovrà passare alla Fico…

Ora che non c’è più la terna arbitrale, ma sono in sei… come si organizzano per le docce? Tirano una monetina come per far scegliere il campo o la palla a inizio gara?

Perché non ci si può più insultare allo stadio? A già, per gli insulti resta solo il Parlamento

Massimiliano Allegri ora, che fa tutto il giorno… Starà in panchina ai giardinetti?

I tifosi dell’Inter con chi se la prenderanno ora che Branca “poco leon” se n’è andato? Ah già, c’è il magnate indonesiano 

Per oggi basta fare domande…