E’ già passato un anno?! (Auguri piccolino)

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E’ già passato un anno! Sembra ieri che ho pensato: “E se facessi nascere un blog sul calcio?!” Non mi è servito nemmeno un fidanzato: ho fatto tutto da sola! Gli uomini non è che poi servono a molto…

E ora eccoci qui… oggi il mio piccolino compie un anno.

E’ quasi un ometto. E’ cresciuto e nemmeno me ne sono accorta: l’ho nutrito, coccolato e fatto crescere giorno dopo giorno. Non gli ho fatto mancare nulla. E lui, nel suo piccolo, qualche soddisfazione me l’ha data: la notte dorme, mangia ai suoi orari e non dà grandi problemi. Insomma, dove lo metti sta! Continua a leggere

Mi piace il calcio… e allora?!

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Oggi voglio dedicare questo post a quelli che non capiscono e trovano aliena la mia passione per il calcio. Ed elencare le frasi più o meno carine che mi sono state rivolte per questo.

Numero uno

“Segui il calcio? Pensavo fossi una persona intelligente”. Perché ovviamente chi segue il calcio è un cretino. Calcio è sinonimo di poca intelligenza. Va be’, se la pensi così… puoi pure sparire. 

Numero due

“Agné… ancora pendi tempo a guardare le partite?! Cambia sport”. Ecco, questa è una frase che spesso me la sono detta pure tra me e me, ma per ora non è mai successo. Forse non succederà mai. 

 Numero tre

“Hai aperto un blog sul calcio???? Ma davvero?!” Sì, ho aperto un blog sul calcio… Su che altro dovevo aprirlo? Non ho mocciosi per casa, non sono scrivere poesie, non racconterei mai le mie vicende (e sfighe) amorose in giro, non sono una fashion victim e odio cucinare. Quindi il calcio mi sembrava la soluzione più adatta…  

Numero quattro

“Cambia squadra!” Mai. Si cambiano uomo, partito politico, amicizie, lavoro, città e gusti sessuali, ma la squadra Mai. 

Numero cinque (vietata ai minori)

“Invece di seguire 11 uomini sudati preferisco stare dietro a una donna bagnata”.
Questo è stato un commento non molto velato che mi hanno scritto sul blog appena aperto. Iniziamo bene. Diciamo che, essendo stato scritto da un uomo non posso dargli torto, ma certo la finezza non è stata delle migliori.

Io invece adoro seguire 11 uomini sudati… anzi 22 per la precisione!

La “domenica bestiale” del tifoso perdente

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Il tifoso perdente è una persona da cui è bene stare lontano. Soprattutto nei minuti successivi alla fine della partita. Potrebbe non rispondere delle proprie azioni e rovinare dei rapporti per sempre.

Il tifoso perdente se la prende con tutti: giocatori, allenatore, arbitro, commentatore Sky, cane che è sempre tra i piedi, il vicino di posto allo stodio e persino con il padre che gli ha trasmesso la passione per questo (maledetto) sport e di conseguenza per quella (maledetta) squadra: “Mannaggia a te. Non potevi tifare la Roma, la Juve o il Real Madrid??!

Il tifoso perdente ha degli sbalzi d’umore, che nemmeno una donna in sindrome premestruale. Ecco, pensate se il tifoso perdente è una donna in sindrome premestruale: in pratica un demonio. Capace di incenerirti solo per aver fatto uno starnuto.
Passa dalla rabbia all’ira, dagli insulti alle imprecazioni, dalla delusione allo scoramento totale, fino a odiare tutte le altre squadre, gli altri tifosi e persino tutti gli amici che seguono il calcio che in questo momento sono più felici di lui.

Il tifoso perdente arriva persino a rinnegare i colori per i quali ha sempre tifato: “Bastaaa, cambio squadra!”, ” ‘Sti coglioni non li guardo più!”, “Ho deciso, inizio a seguire il basket”.

Ma il suo picco il tifoso perdente lo raggiunge quando diventa vittima degli sfottò che gli arrivano, sistematicamente, da amici o presunti tali. E qui c’è l’imbarazzo della scelta…

Ecco alcune chicche che ho ricevuto ultimamente:

“Io godoooo”, “E’ veramente molto triste quando le (poche) gioie calcistiche non provengono dalle vittorie della squadra che tifi ma dalle (ancor meno) sconfitte di quella che odi”, “La musichetta della Champions chissà per quanti anni non la risentirai”, “Con chi gioca il Milan mercoledì?”, “L’avete presa una sassata”, “Hai vinto il trofeo Berlusconi, ci sei andata a fare i caroselli in giro?”.

C’è chi, quando apre il cellulare la mattina trova:”Buongiorno principessa!” o “Buona giornata amore” e chi… “Ancora guardi quegli 11 morti”, “Era meglio che venivi a mangià con noi invece di guardà la partita”.

E’ proprio dura la vita del tifoso perdente…. ma lo consola in fatto che tutto è una ruota e prima o poi si prenderà le sue rivincite… con gli avversari e con gli amici!

Il tifoso perdente però sa anche sbollire velocemente e, già dopo un’ora, pensa alla prossima partita! 

Il portiere e l’attaccante: amici… per i capelli (e non solo)

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“Due sportivi due ragazzi per il calcio sono pazzi, son portiere e attaccante… loro vogliono sfondare e campioni diventare per poter così giocare nella squadra nazionale…” 
Oggi ho sfoderato tutta la mia conoscenza musicale abbinata ai cartoon… cioè, ma che citazione (seppur scontata) ho tirato fuori?!

Perché, Genoa-Milan non è solo una partita per un posto nei piani alti della classifica, ma è anche lo scontro-incontro tra Mattia Perin e Stephan El Shaarawy. Il portiere e l’attaccante. Amici da sempre, cresciuti insieme nelle giovanili del Genoa e futuri protagonisti in nazionale (almeno si spera).

Due che dei capelli hanno fatto il loro marchio di fabbrica: la cresta sempre super ingellata di Stephan (non gli si sposta un capello nemmeno dopo 90 minuti di gioco. Ma come fa?! Solo Zanetti faceva meglio) e il taglio da bravo ragazzo con frangia lunga, (“con la quale prende la mira per parare” – parole sue) di Mattia.

I capelli però non rispecchiano la loro personalità: perché da quello che ho letto e dalle interviste rilasciate, il primo è introverso, posato e tranquillo, mentre il secondo è più estroverso e ha quella vena di follia tipica dei portieri. Forse è per questo che sono tanto amici, si completano a vicenda.

Il verdetto della partita?! Il cuore mi direbbe una cosa sola, ma Perin mi sta decisamente simpatico… sarà per il mio debole per i portieri e per quelli con la frangia.
Comunque, Genoa-Milan è la sfida tra Mattia e Stephan: chissà chi vincerà?! Il portiere o l’attaccante? L’estroverso o l’introverso? Il rossoblu o in rossonero? Le mani o i piedi?

 

Influenza e Juve… il mio weekend inizia nel peggiore dei modi

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Il mio weekend inizia nel peggiore dei modi. Ho l’influenza da due giorni e non c’è verso che mi passi (era dalle scuole medie che non mi ammalavo. Forse è per questo che ci mette tanto ad andarsene: deve recuperate il tempo che mi è stata lontano. Esci da questo corpo!) e stasera gioca di nuovo la Juventus! Ma gioca tutte le sere…?! Fatemi capire… Io ‘ste giornate di campionato spezzettate non le capisco proprio. Non sono più “giornate” di campionato, potremmo chiamarlo “weekend lungo di campionato che inizia il venerdì e finisce di lunedì”. Sembra più una sagra di paese…

Comunque, Juventus e influenza sono un binomio difficile da sopportare… soprattutto se si uniscono lo stesso giorno. Insomma, mancano i pidocchi, un nuovo film di JeanClaude Van Damme e il pacchetto può essere completo.

C’è da dire però, che Fiorentina-Juventus è una partita che mi è sempre piaciuta: per la rivalità tra le due squadra, perché la Fiorentina spesso ha fatto lo sgambetto ai bianconeri e perché potrebbe rivelarsi un incontro divertente. Potrebbe non essere una partita così scontata…

Nel frattempo, armata di fazzoletti, aspirine e pasticche per la gola, mi toccherà guardare la partita (ho pure il divano tutto per me questa sera) e ripeterò come un mantra: “Influenza esci da questo corpo… e tu Mario Gomez fai entrare quella palla!“.

 

L’unico scontro che possiamo accettare è quello in campo

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Ancora mi ricordo le parole della mia maestra delle elementari che ai maschi ripeteva sempre: “Una donna non si tocca nemmeno con un fiore“. Non solo oggi, che è la giornata contro la violenza sulla donne, ma tutti i giorni: domani, dopodomani, tra una settimana, un mese…. sempre.

Il problema è che, se ancora c’è bisogno di una giornata per ricordare agli uomini che le donne non si toccano… care amiche, siamo ancora messe malissimo.

Vantaggi di avere un’amica tifosa…

Credi che avere un’amica che ama il calcio non sia nulla di che, anzi pensi vivamente che sia una rottura?! Be’ ti sbagli di grosso. Ok, la domenica a volte non esce, il mercoledì preferisce la Champions a te, ma ti assicuro che ci sono anche tanti lati positivi. Io ne ho trovati almeno sette.

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Un bignami a portata di mano

Hai iniziato a uscire con un ragazzo che ama il calcio e la tua conoscenza su questo sport si ferma all’11 contro 11. Niente paura. La tua amica tifosa in mezz’ora ti aggiorna su tutto: classifica, gol, regole di gioco, campionato e coppe. Un bignami con la frangia a vostra disposizione.

Ti trasforma in Ilaria D’Amico

Ti serve di sapere il risultato di una partita o far finta di essere esperta durante una conversazione con i colleghi? Che problema c’è: basta fare la telefonata a casa o mandare un messaggio su whatsapp alla tua amica e… potrai sfoggiare una cultura calcistica degna di Ilaria D’Amico.

Consigli per gli acquisti 

È il compleanno del tuo ragazzo/marito e vuoi regalargli la maglia della sua squadra del cuore, ma non hai la benché minima idea di quale giocatore comprare. Lei ti saprà suggerire la scelta giusta, evitando di regalare al tuo lui la maglia del quarto portiere o di un Padoin qualsiasi.

 Repertorio infinito di canzoni

Dopo aver girato per ore in macchina e aver cantato tutto il repertorio pop italiano, comprese le sigle dei cartoni animati, con lei al tuo fianco l’ugola resta calda. Si parte con i cori da stadio e gli inni delle squadre. Allegria assicurata!

Ti farà scoprire un mondo sconosciuto

Porterà alla tua attenzione dei super gnocchi che altrimenti non avresti mai conosciuto. Lei segue il calcio, ma guarda anche i calciatori: dopotutto è sempre una donna. Quindi ti farà conoscere dei calciatori “con notevoli qualità” non solo tecniche, che tu non avresti mai scovato.

Ti salva dalla solitudine

Il tuo ragazzo/marito vuole stare a casa a guardare la partita? Tu inviti la tua amica tifosa, l’unica che lui sopporta in queste circostanze, così non sarai costretta a stare tutta la sera da sola. Lei, con un occhio guarderà il pallone e con l’altro chiacchiererà con te. Soluzione perfetta per tutti.

Una spia perfetta

È in grado di toglierti tutti i dubbi quando il tuo lui ti dice che ha la serata fantacalcio o va allo stadio di venerdì. Lei sa per certo se è possibile o no. La serata fantacalcio a metà novembre è solo una bufala…

 

 

Curi raccontato da chi quel giorno c’era…

Il 30 ottobre nella mente dei perugini ha solo un significato. La morte di Renato Curi avvenuta nel 1977 durante la partita Perugia-Juventus.

Curi      Anche per quelli come me che non erano presenti per motivi anagrafici. Ma nel corso degli anni i miei genitori mi hanno raccontato spesso quel giorno. Un giorno rimasto ben impresso nella loro memoria.  Erano in curva nord con i loro amici, come facevano ogni domenica. A Perugia c’era la Juve, proprio quella Juve a cui Curi l’anno prima aveva segnato un gol storico. Tutti erano elettrizzati e pronti a una gran partita, nonostante il tempo brutto.

Quel giorno pioveva, già di per se non era una bella giornata. Ma peggiorò rapidamente in torno alle 15.34, cinque minuti dopo l’inizio del secondo tempo (la gara era iniziata alle 14.30), quando Curi, dopo uno scatto a metà campo, si accasciò a terra. Bettega e Scirea chiamarono subito l’attenzione dei medici che entrano subito in campo.

Dalla curva la sensazione non era delle peggiori. Nessuno si accorse della gravità della cosa. Tutti pensarono a un malessere, visto che uscì in barella, e di conseguenza a una sostituzione di gioco come tante altre. Nessuno pensò al peggio. Invece, Curi morirà poco dopo a causa di un arresto cardiaco a soli 24 anni.

La partita continuò normalmente, ma nel giro di poco tempo le voci del suo malore e della probabile morte arrivarono ai tifosi. Un passaparola terribile che li informava della tragedia. Tutti rimasero gelati e increduli, compresi i miei genitori che avevano la sua stessa età. Ma com’è possibile che accada questo a un ragazzo così giovane e in salute? E’ la domanda che si fecero tutti. La commozione e le lacrime presero il posto del tifo e delle canzoni. Ma solo all’uscita dello stadio arrivò la certezza, perché la sua morte venne dichiarata ufficialmente alle 16.30, proprio in contemporanea del fischio finale.

Poche settimane dopo, il 27 novembre, lo stadio sarà intitolato alla sua memoria.

Io non c’ero quel giorno, ma sentirlo raccontare da chi ne è stato testimone è come averlo vissuto una piccola parte. Spesso mi è sembrato persino di pensare di esserci stata veramente. Forse in quel momento tutti i tifosi erano con lui… anche quelli che ancora dovevano nascere.

Lode a te Renato Curi!

Ora siamo anche su Twitter

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Amici, se proprio non potete fare a meno di me… ora mi trovate anche su Twitter https://twitter.com/colpoditacco_

Come minimo dovete seguirmi in tantissimiii. Al mio tre tutti a seguirmi. 1 2 3… via

E’ partito l’inseguimento!

 

Oggi tocca a voi… con i vostri ricordi allo stadio!

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Ieri nel mio post ho raccontato alcuni miei ricordi legati allo stadio. Ricordi che mi porto nella memoria e che, in un modo o nell’altro, resteranno con me per sempre. Oggi tocca a voi… Che ne dite di raccontarmi il vostro primo ricordo dello stadio o uno che vi è restato  nel cuore in modo particolare?! Insomma, voglio la vostra voce calcistica…

L’idea mi è venuta perché alcune persone su Facebook, hanno commentato il post di ieri, raccontandomi i ricordi più belli per loro, quelli che non dimenticheranno mai.
Eccone alcuni che ho raccolto:

“Mi ricordo le giornate trascorse in curva nord… e poi in gradinata quando ero incinta”

 “Il primo ricordo… il gol di Renato Curi alla Juventus sotto la Curva Nord…c’ero…”

 “C’è anche chi ricorda il Santa Giuliana! Prima mio padre e poi io”

 “Io partirei prima di tutto dal gol contro la Juve del grande Renato, 16 maggio 1976 e poi vedere il Perugia segnare alle grandi non ha prezzo”

Quindi… qual è la vostra cartolina dallo stadio?! Forza non fate i timidi…