Al Milan non resta che guardare le coppe… in bacheca

Oggi pensavo che questo fosse il modo migliore parlare di Champions League… dopotutto il Milan le coppe ora le guarda solo in bacheca!

Direttamente dal museo di “Casa Milan” ecco le sue Champions, anzi ne manca addirittura una, perché sono sette.

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e pensare che ci sono squadre italiane (senza fare nomi) a cui basta una mensola o nemmeno quella, perché non hanno nulla da esporre!

Spettatori inediti, per un strano campionato…

Non so come commentare queste prime giornate di campionato, perché è un campionato strano. Ma anche molto divertente. Non c’è una squadra lanciata per la vittoria finale, non c’è – per ora – un verdetto scontato.

Quello che posso dirvi è che sabato ho inaugurato le visioni delle partita della Juve a casa del mio amico juventinissimo. L’ultima partita vista insieme era finita 2-1 (finale di Champions), quella di sabato ha avuto lo stesso risultato… sto seriamente pensando che non verrò più invitata!

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Comunque c’è stato qualcuno che ha seguito Napoli-Juve con molto più interesse di a me: il gatto Zlatan, che non si è nemmeno spaventato di vedere quel cane di Hernanes.

In Napoli-Juve non ci sarà J…

In attesa di Napoli-Juve, il big match di questo weekend di campionato, volevo presentarvi – per chi non la conoscesse già – J, la nuova mascotte della Juventus!

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   …ora non resta che aspettate il dentista del Minnesota! (cit.)

Turno infrasettimanale…

Non è altro che un modo per far assaporare ad alcune squadre il brivido di giocare di martedì e mercoledì! 
Infatti, c’è chi non lo fa da tempo, chi non lo ha fatto mai e chi probabilmente non lo farà mai…

Buon infrasettimanale a tutti! 

Ai tacchetti ho preferito i tacchi

In questo weekend ho visto le partite in modo altalenante. Ho visto il Milan che finalmente mi ha convinto, ma non vorrei dirlo troppo ad alta voce. Ho visto un pezzo di Carpi-Fiorentina, ma senza troppa attenzione e nulla più. Sono stata molto indisciplinata!

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Ok, prometto che nei prossimi giorni sarò più attenta, anche perché è ora d’iniziare a gufare l’Inter… per i miei gusti mi sembra troppo sola, lì in cima… un po’ della mia attenzione potrà essere solo che positiva. Cioè, mica vorrà vincere il campionato così…? Machedavvero…

Però intanto, ho scelto le scarpe per la foto del calendario di giovedì… non tutto il weekend è stato inutile! Sono decisamente le scarpe di ColpodiTacco.

Pronta per il mio derby… a distanza

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Mancano ancora diverse ore al derby Inter-Milan… ma io mi sono portata avanti con la preparazione! La maglietta è pronta. In questo weekend vorrei tanto essere nata a Milano – solo per questo weekend sia ben chiaro – per respirare il derby da vicino e per viverlo in città, allo stadio e tra la gente che si sfotte, che scherza e commenta la partita.

Il derby a distanza è un po’ come l’amore a distanza: ha tutto un altro sapore. E’ bello ugualmente, ti fa lo stesso battere il cuore, ti fa sognare ed emozionare, ma non è come averlo accanto. Non è come viverlo da vicino, non è come toccarlo con mano (in modo più o meno figurato) e non è come respirare la stessa aria.

Il derby a distanza ti farà, sì, emozionare… ma ti lascerà anche un po’ di amaro in bocca, perché vuoi o non vuoi non lo vivi appieno da protagonista. Ma da spettatore lontano…

Una sera alla radio con Colpo di Tacco

Mercoledì sera è stata una sera decisamente particolare e molto divertente. Ho partecipato, insieme a Colpo di Tacco, alla trasmissione sportiva “Tre uomini e un pallone” in onda sulla radio toscana “RadioCanele7”.
In genere sono io che faccio le domande… questa volta, invece, è toccato a me essere intervistata!
Oltre, a essermi divertita da matti ed essermi sentita molto a mio agio, posso anche vantarmi per essere stata la prima donna a partecipare a questo programma sportivo condotto da Simone Cola, Gabriele Mannocci e Fabio Pradal. Un programma che raccoglie il meglio del calcio sul web: dalla serie A, al calcio estero, fino al folklore e le storie dei protagonisti del pallone (questo è il link del blog https://treuominieunpallone.wordpress.com/).

Ho parlato anche di voi, miei follower e, anche se è una cosa un po’ sdolcianta (quindi non molto il mio genere) vi ringrazio di cuore per il sostegno quotidiano che mi date e per il fatto che se vengo notata nel selvaggio molto del web è anche grazie a voi.

Comunque, se vi va di sentire la chiacchierata tra me e i ragazzi del programma, questa è la registrazione. Buon ascolto!

Orgogliosa della Curva Nord

Questo striscione è apparso domenica pomeriggio in curva Nord durante la partita Perugia-Como. Questo, oltre a rendermi orgogliosa della mia città e dei suoi ultrà, mi piace perché può fa capire a quelli che storcono il naso sul calcio e i suoi tifosi, che le curve posso essere ben altro… non solo un insieme di vandali, teppisti e delinquenti.

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“Barili pieni, innocenti annegati. Questa è la legge dei Paesi “avanzati”! Welcome Refugees”.

All’Italia serve una mano per vincere

Dopo la mano de dios… è arrivata quella di Pellé. All’Italia è servita una mano per vincere con la temibilissima Malta.

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Una partita al limite della noia… ho faticato seriamente per riuscire a guardarla tutta, farcita dall’inutile commento tecnico di Giovanni Trapattoni. Non perché uno è stato un grande allenatore, deve per forza essere un divertente telecronista. Perché, a questo punto, visto che so abbinare i colori, pensavo di diventare stilista e creare una mia linea di abbigliamento. Ma per favore!

Già le telecronache Rai sono pessime, ieri con Trapattoni e l’espertissimo Aldo Montano si è toccato il massimo. Ma Montano, non faceva lo spadaccino?! Ma che cosa c’entra col calcio… Ha parlato di pallone con la stessa competenza di uno che incontri al bar il lunedì mattina e sissignore vuole farti l’analisi tecnica di Atalanta-Chievo. Pur non capendoci una mazza…

E pensare che era tutta colpa di Balotelli e Prandelli se l’Italia giocava male… oddio, mi sembra che questi due non ci siano più, ma l’Italia gioca ancora maluccio… Ma il vostro ct, pardon il nostro, saprà trasmettere un buon gioco… perché per ora ha trasmesso alla squadra solo la sua antipatia.

L’asta del fantacalcio… la seconda Asta più importante per un uomo

Signore mie, fatevene una ragione: sono iniziate le aste del fantacalcio. Nei prossimi giorni sarete invisibili. Le vostre gambe non saranno mai attraenti come quelle di Bacca.

Perché la “seconda asta” più importante nella vita di un uomo (per alcuni forse anche La più importante) è quella del fantacalcio.  

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Maschi, più o meno giovani, si riuniscono nelle case come dei veri e propri carbonari al grido: “Quest’anno Higuain non mi sfuggirà!”.
Con loro, solo poche cose ma fondamentali: computer, fogli con la lista dei giocatori con il rispettivo ruolo e valore di mercato, cibo e birra. Non gli serve altro.
Potrebbero andare avanti per giorni in un girone di urla, rilanci, offerte più o meno pazzesche, acquisti oculati o azzardati. Squadre costruite con criterio o assemblate dalla fede calcistica.
Insomma, il solito duello: cuore o cervello! Ma essendo maschi… secondo voi con cosa penseranno?! Forse, forse, non potendo rischiare di fare una squadra merdosa e subire così gli sfottò degli amici per l’intero campionato, potrebbero usare, sorprendentemente il cervello. Almeno due volte l’anno – nell’asta di settembre e nel mercato di gennaio – lo usano.

L’asta del fantacalcio mette anche in mostra la forza virile nell’ottenere ciò che si vuole, strappandolo da sotto in naso a un avversario. Una lotta per il territorio al limite del primordiale: “Io sono più forte e ora lo vedi”.

Perché a un fantacalcista sfegatato (non so nemmeno se il termine esiste. Ma io invento) puoi soffiargli una tipa adocchiata in un locale o un parcheggio sotto casa… ma non Dzeko. Quello non te lo perdonerà!