Juve-Torino… il mio personale derby

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Anche io ho avuto il mio derby personale: Juventus-Torino. Qualche mese fa sono stata a Torino e per una giusta par condicio ho reso omaggio, a mio modo, a entrambe le squadre.
La prima tappa è stata a Superga e al monumento dedicato alla tragedia del Grande Torino. Sciarpe, fiori e messaggi ricoprono la lapide, che era avvolta da una coltre di nebbia, che rendeva tutto ancora più suggestivo e triste.

La seconda tappa del pellegrinaggio calcistico è stato lo Juventus Stadium. Decisamente tutta un’altra storia: il centro commerciale “Area 12” e il museo (nel quale però non sono entrata) sono l’esaltazione dei colori bianconeri. Un omaggio alla squadra in tutto e per tutto.

Insomma, in quei giorni ho vissuto il mio personale “derby della Mole”. Alla fine Torino è anche questo… 

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Sanremo o San Siro?

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Sanremo o San Siro? Questa sera la scelta è dura. Macché! Stiamo scherzando?! Io non ho dubbi. Ma in casa ci sarà da litigare. Fortuna che siamo nel periodo storico in cui nelle abitazioni ci sono più televisioni che quadri. Ma chi prenderà la tivù “padronale”, e non dovrà andare in esilio in camera o in cucina? La lotta sarà dura. Forse già verso le 18 comincio a prendere posto…
A favore mio c’è che, in squadra, ho il padrone di casa, che in quanto tale ha di diritto la tivù migliore. Ma si sa che, di questi tempi il pater familias, in una casa di tutte donne, non ha più tanto peso. Ma per questa sera sono fiduciosa!
Quindi niente Sanremo e si vedrà Milan-Atletico Madrid.
L’unica musica che voglio sentire è la musichetta della Champions League e poi San Siro non è la “Scala del calcio” sempre di musica si parla. Per questo, accordiamo gli strumenti e speriamo di vedere:

un assolo di Kakà (che ultimamente non passa mai un pallone)

una difesa che non stoni (Rami e Bonera scaldate l’ugola e non solo)

un Balotelli in vena che diventi una rock star (non per le catene d’oro e i capelli improbabili)

un Taarabt che suoni un’altra musica

e un Diego Costa che sia solo un ospite straniero (tanti applausi ma nulla più)
Perché San Siro è San Siro…

Milan-Atletico, come l’appuntamento con l’uomo dei sogni. Se sbagli sei fregata

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Per un tifoso del Milan, mercoledì sarà un giorno tra gioie e dolori. Un giorno che speri passi velocemente e senza fare troppi danni e feriti. Un po’ come quando arriva una tromba d’aria. I rossoneri affronteranno negli ottavi di Champions League l’Atletico Madrid, una delle squadre più informa del momento, prima nel campionato spagnolo. Mercoledì sarà per Seedorf la prova del nove e anche il milanista più ottimista sa che sarà veramente dura. Ma le partite sono strane e imprevedibili, quindi… nulla è certo.

Ora amiche cercherò di spiegarvi il senso della gara in questione.

È un po’ come un super appuntamento con un uomo bellissimo, divertente e intelligente (sempre che ne esistano di uomini così, ma parliamo per ipotesi). Ovviamente non vedi l’ora di giocarti questa partita, ma se sbagli solo una mossa sei fregata. In una sera ti giochi il tutto per tutto. Anche se hai preparato tutto nei minimi particolari (vestito giusto, trucco perfetto e capelli da urlo) può esserci sempre la variante x che fa andare tutto storto e mandare la serata alle ortiche. Rischi quindi di farti parecchio male e di tornare a casa con due belle sberle (metaforiche). Facendo dei danni che, nella gara di ritorno (un secondo appuntamento sempre se ci sarà) non saranno più recuperabili. Il principe in questo caso potrebbe trasformarsi in un vero rospo da mandare giù.

Stesso discorso vale per il Milan, che dovrà dare il meglio di se, non sbagliare nulla e cercare il gol in contropiede. Insomma, non dovrà fare errori. Altrimenti il secondo appuntamento con L’Atletico sarà davvero inutile. Per un mercoledì da…   

Lei guarda le partite, lui legge romanzi: quando le parti s’invertono…

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Esistono uomini che non amano il calcio. Che non lo guardano in tivù e che non giocano al fantacalcio. Alla Gazzetta preferiscono i libri. Alla Champions preferiscono Scorsese.
Insomma, e se la tifosa fosse lei e non lui?
Lei che segue il calcio, che legge la Gazzetta e che, tra una superpartita in tivù e un programma sul trucco, sceglie la prima. Diciamo la verità, è un caso abbastanza raro, ma esiste… ve lo assicuro!

Capita infatti, che lui non giochi a calcio, anzi che lo odi proprio, che conosca a malapena il nome dei giocatori più famosi e che guardi solo la Nazionale, ma solo perché è un “momento aggregativo”.

Lei passa la domenica spaparanzata sul divano per seguire tutti i risultati, lui fa tutt’altro: legge o guarda film. Per lei il calcio è il pane quotidiano, ne discute con gli amici, se ne informa, per lui è uno sport inutile e noioso, che fa solo sprecare tempo. Lei tenta di coinvolgerlo, ma lui risponde: “Perché devo complicarmi la vita?”.

Lui non è mai andato allo stadio e non gli verrebbe mai in mente d’indossare la maglia di una squadra, il fantacalcio è qualcosa che conosce solo perché i suoi amici non parlano d’altro, ma non ha la minima intenzione di giocarci.
Lei invece pagherebbe per far parte di un gruppo di fantacalcio, per lei dare allo stadio è sempre emozionante e divertente e dorme spesso con la maglia dei giocatori che più le piacciono. È lei quella che riconosce un fuorigioco, lui preferisce i “giochi fuori”.

Ma c’è un linguaggio che li unisce, quello del cinema.  Per questo lei ha provato a spiegare a lui, la bellezza di una partita, come può essere Milan-Barcellona o Juventus-Real Madrid, paragonandola a un film di Martin Scorsese. “L’attesa per l’evento è sempre alta, vanno in scena grandi interpreti e raramente resterai deluso dallo spettacolo”. Lui, prima ha storto il naso: “Sono eventi imparagonabili”, ha sentenziato, ma poi pensandoci bene il paragone non gli è affatto dispiaciuto. E i loro mondi si sono per un attimo incontrati.

Ok! tutto questo sembra un mondo capovolto, perché nella vita “normale”, la situazione si verifica spesso al contrario, ma vi assicuro che esistono anche casi come questo. 

Che piacere rivederti…

Pablo Daniel Osvaldo, anni 28

Pablo Daniel Osvaldo, anni 28

Osvaldo è tornato. Via, un po’ se ne sentiva la mancanza. Non solo per le sue giocate. Siamo sincere…
Alzava un po’ l’asticella dei bonazzi in campionato. E per noi donne questo è un motivo in più per guardare le partite…
Quell’aria da cattivo ragazzo, la somiglianza con Johnny Depp (così dicono) anche se io non ce la vedo tanto, e quel suo fare, fuori e dentro dal campo, da bello e dannato. Le tante donne, i diversi figli, e le risse con i compagni di squadra. È decisamente uno che non si annoia e non fa annoiare. Certo, ora con Llorente e Osvaldo l’attacco della Juventus non acquista solo peso e tecnica. Acquista anche fascino. Povero Tevez! Provo quasi simpatia. Ma questi sono solo commenti da donna… gli “esperti” noteranno ben altre caratteristiche. Comunque, Osvaldo… è un piacere rivederti!

Le tre “P” della domenica

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Domani è domenica. E per me la domenica perfetta è quella che vede protagoniste le tre “P”: poltrona, plaid e pallone. Quali “P” avevate pensato!? Su via… mica sono un maschiaccio…
Penserete che sia una pigrona!? Sì, è vero, ma non me ne vergogno… perché dovrei!?
Lo dico chiaramente, la domenica non sono tipo da andare per negozi o per centri commerciali. Se volete questo, grazie, chiamare qualcun’altro. La domenica si sta a casa a guardare la partita o si va allo stadio. Non si discute. Tutti quelli che ho intorno lo sanno! Prendere o lasciare.
Piccolo consiglio amiche, se proprio volete uscire, aspettate il fischio finale… la mia attenzione a quel punto sarà totale. Un tifoso nel corso di una partita non sarà mai in grado di starvi a sentire, quindi potrebbe dirvi dei sì o dei no, che poi nemmeno ricorda di averli mai detti.

Per voi invece qual è la domenica ideale?

Odio i negozi di mobili… preferisco (Im)mobile

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Pensando ultimamente ai negozi che hanno aperto nella mia città, mi è venuta in mente una considerazione…
Non riesco a capire cosa ci sia di tanto bello nell’andare la domenica da Ikea? Io personalmente tra lo stadio e Ikea, scelgo lo stadio. Senza il minimo dubbio. Nei corridoi dell’azienda svedese (ma anche in altri negozi di questo genere) ci sono stata, ho passeggiato tra gli scaffali pieni di accessori per la casa, lenzuola e mobili di ogni dimensione, ma il mio limite di sopportazione è subito salito alle stelle. Non vedevo l’ora di uscire…
Io non trovo particolarmente divertente, al contrario di moltissime altre donne, i negozi di arredamento in generale. Non passerei mai e poi mai le mie giornate lì dentro, curiosando e prendendo appunti sulle dimensioni di un mobile o discutendo con un’amica, o peggio ancora con un uomo, del colore o su come starebbe bene nel mio salotto un determinato oggetto. Sfatiamo questo mito! Non tutte le donne amano questi negozi, non tutte le donne costringerebbero il loro uomo a passare ore e ore tra puff e divani di pelle. Non tutte le donne lì raggiungono l’estasi! Cento volte meglio lo stadio. Almeno ci si diverte, si canta, ci si emoziona e ci si arrabbia. Lo so, come già detto, faccio parte di una categoria di donne un po’ anomala, ma pur sempre della categoria donne… ma per fortuna non siamo tutte uguali. Insomma, ai negozi di mobili io preferisco (Im)mobile… intendo Ciro Immobile, il giocatore del Torino!

Se faccio un viaggio… non vuol dire che vado in trasferta

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Oggi voglio lasciare da parte il calcio giocato e voglio parlare della tifosa che è in me.
Ho trascorso alcuni giorni a Torino con il solo scopo di visitare la città e di dedicarmi ai musei (non amo solo il calcio… vorrei specificare). Ma la stranezza è che, benché i miei amici mi conoscono più che bene e conoscono le mie altre passioni, quando ho detto loro che sarei andata in gita a Torino, la prima cosa che hanno pensato è stata: “Ma vai in trasferta a vedere una partita?”, Ma noooo!
Vado a gustarmi la città sabauda, che tra l’altro, mi è piaciuta molto. Ecco, tutti hanno pensato che il mio viaggetto avesse solo uno scopo calcistico. Quindi vorrei specificare, che se faccio una gita fuori porta non è detta che mi trasformi per forza in una ultrà!
Ovviamente una capatina allo Juventus Stadio ce l’ho fatta, ma solo per curiosità e per vedere da vicino questa struttura tanto decantata. Dai! Tifosa o no della Juventus, sei a Torino e non vai a vedere lo Juventus Stadio…!? In più, fa parte della mia tradizione da cicerone: quando vado a visitare delle nuove città, italiane o straniere che siano, un giretto allo stadio, per me, è d’obbligo. È successo quando sono stata a Lisbona, quando sono stata a Monaco (L’Allianz Arena è veramente spettacolare), per non parlare di Berlino, Barcellona e Milano. In tutti i casi ne è valsa la pena.
Nel mio itinerario personale, dopo i musei, le piazze, i centri cittadini, c’è lo stadio… solo dopo metto ristoranti e negozi!

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