Ibra, le magnifique

Io adoro quest’uomo. Adoro le sue frasi, oltre che i suoi gol. Non avrà vinto la Champions League o il Pallone d’oro come Messi e Ronaldo, non vincerà mai un mondiale, ma è un vero protagonista e personaggio del calcio moderno. Il suo modo di fare mi fa impazzire.

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Ha vinto l’ennesimo campionato con il Paris Saint Germain, con ben otto giornate d’anticipo: che dire il campionato francese è proprio avvincente… e poi se n’è uscito con una delle sue frasi: “Se al posto della Torre Eiffel mettono una mia statua, resto al Psg”. 

Ovviamente, a uno come Ibra risponde anche la Torre Eiffel, che dal suo profilo Twitter ufficiale gli ha detto: “Mi piace molto il tuo umorismo Ibrahimovic e la vista di Parigi è così bella da qui, ma la Torre sono io”.

Ora ci divertiamo un po’… voi, amici lettori, quale calciatore mettereste al posto di un monumento?

Totti il Colosseo, Maldini o Rivera il Duomo di Milano, Zanetti o Mazzola il Castello Sforzesco, Del Piero o Platini la Mole Antonelliana, Maradona il Maschio Angioino… a voi le scelte!

Donne con la palla e (le palle)

Il 23 marzo del 1895 a Londra, si gioca la prima partita ufficiale di calcio femminile tra il Nord e il Sud della città. Le prime, vestite in rosso, vincono 7-1.

Ecco cosa scrisse la stampa di loro: “Pochi minuti sono stati sufficienti a dimostrare che il calcio da parte delle donne, se le British Ladies possono essere prese come criterio, è totalmente fuori questione. A un calciatore sono richieste velocità, giudizio, abilità e coraggio. Nessuna di queste quattro qualità è stata mostrata sabato. Per gran parte della gara le donne vagavano senza meta sul campo in un trottare senza grazia”. 

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Commento non proprio incoraggiante, ma il calcio, che da anni era presente in Inghilterra, poteva essere giocato anche dalle ragazze:  questa l’idea di Nettie Honeyball, che sarebbe passata alla storia come la creatrice del calcio femminile. Il suo vero nome era Jessie Allen, cassiera di una drogheria che si era appassionata al football ascoltando i discorsi  dei clienti del suo negozio. Per questo decide di fondare la prima lega calcistica femminile pubblicando un annuncio sui giornali: nel 1894, nasce così il “British Ladies Football Club”, al quale in breve tempo si uniscono trenta giovani donne.

Insomma, donne, che sono entrate in un mondo prettamente maschile… che poi così maschile lo è solo in Italia!

 

*Se volete avere più informazioni vi consiglio di leggere il post di Un uomo nel pallone

Inter-Juve… e Alidivelluto

Gino e Ambrogio sono amici da tutta la vita. La fabbrica, il sindacato, ora la pensione. Vivono da sempre in quella casa, un po’ fatiscente, ingresso ballatoio. Anche loro si sentono un po’ così a volte. La mattina al bar, al pomeriggio un bicchiere di vino e la partita a scopa. Quando va bene un bel cantiere dove andare a guardare e passare il tempo.

Tutti i giorni, ma non oggi. Oggi c’e’ Inter-Juve. La fede calcistica li ha sempre divisi. Gino è bianconero, Ambrogio neroazzurro.

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La partita non si può guardare assieme, non Juve-Inter, la partita è una cosa seria. Seduti davanti alla televisione, separati solo da un muro di mattoni. Al calcio di inizio il silenzio è assoluto. 3 a 0 non è un bel risultato da cui partire. L’Inter affronta la partita in modo esemplare. Tiro di Perisic, Ambrogio sussulta, gli scappa un grido. Hernanes perde palla, così impara a cambiare casacca, palla a Brozovic. GOL! Ambrogio urla, Gino di là dal muro lo sente… e tace.

Traversa di Ljajic. Chissà se Gino ha ancora quel sorriso beffardo.

Intervallo. Silenzio. Tutti e due orecchio sul muro a cercare di capire che sta facendo l’altro.
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Per Juve-Inter si è accreditato anche l’Aldilà

Il nostro inviato, Adriano, dal Conad Stadium racconta, con degli ospiti d’eccezione, la super sfida Juve-Inter.

Juve – Inter non è una partita come tutte le altre ma LA partita per antonomasia, il classico derby d’Italia. Ogni anno tifosi comuni e non e sportivi in generale se ne dicono di ogni colore, in uno spirito che va dall’agonistico alla Guerra Termonucleare.

Nella variegata offerta sportiva televisiva nazionale, si segnala una trasmissione per equilibrio e rispetto di entrambe le parti: il Processo di Biscardi, che è andato in onda con una puntata speciale dedicata alla partitona dell’anno.

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Con la nota calma e pacatezza che contraddistingue l’Aldone nostrano, abbiamo potuto gustare gli interventi di entrambe le campane mediante l’eccezionale presenza in studio dei fantasmi di Gianni “Naso d’oro” Agnelli e Peppino “Ronaldo” Prisco, che hanno dato la loro versione sulla partita.

Dopo essersi stretti sportivamente le ectoplasmiche falangi, Prisco si conta le dita e Agnelli lancia sguardi pacchiani.

Alla domanda su chi potrebbe essere la migliore in campo, Naso d’oro Agnelli afferma “Che vinca la Juve o che vinca il migliore? Sono fortunato, spesso le due cose coincidono!“, mentre Prisco ribatte diplomaticamente con un “Sono tifoso dell’Inter e di tutte le squadre avversarie che a turno incontrano Milan e Juve. Cioè noi, quindi vinceremo!” per poi dare il colpo di grazia con “Sogno di battere la Juve a tempo scaduto con un gol segnato in fuorigioco o con la mano. Meglio se in fuorigioco e con la mano“.

E tra sfottò e accuse reciproche con un Biscardi in chiara ed evidente difficoltà (“Parlate tre-quattro alla volta che se no si cabisce il niende“), Agnelli conclude la puntata affermando che “La vera gara tra noi e la milanese sarà a chi arriverà prima: noi a mettere la quarta stella, loro la seconda“.

In attesa del verdetto del campo, dal Conad Stadium a voi la linea.

E comunque per me è calcio d’angolo.

 

*Ringrazio il blogger Adriano  (https://thedarksideof.ilmondodijim.it) per questo suo contributo.

L’Europa per le italiane è come Narnia… tutto un altro mondo

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-Ma Fiorentina e Napoli non giocavano il calcio migliore?

-Sì, in Italia, ma superate le Alpi sono diventate squadre mediocri

-Quindi le Alpi sono un po’ come l’armadio di Narnia?

-Esatto. Di là, è tutto un altro mondo… e la conquista è impossibile.

 

Agli ottavi è passata solo la Lazio, dove incontrerà lo Sparta Praga… diciamo che gli è andata di lusso!

Roma-Palermo… la cronaca di Adriano

Una cronaca decisamente particolare. E’ un regalo del blogger Adriano (https://thedarksideof.ilmondodijim.it) per Colpoditacco.

Parte lo speaker con le formazioni delle squadre. La Roma gioca col 4-3-2-1 (prefisso 02) al posto del 5-5-5 di vecchia memoria con i seguenti lampioni: Szczesny; Maicon, Manolas, Rudiger, Digne; Florenzi, Keita, Nainggolan; Salah, Pjanic; Dzeko. Allenatore Luciano Spalletti, con la testa ancora più lucida del solito per far rimbalzare meglio i fischi piovuti come manna dal cielo.

Il Palermo risponde con un 3-5-2 abbastanza scarso con: Alastra; Struna, Gonzalez, Andelkovic; Morganella, Hiljemark, Brugman, Jajalo, Pezzella; Vazquez, Gilardino. Allenatore Giuseppe Iachini, il sosia non ufficiale
di Serse Cosmi.

Poco prima di cominciare la gara si sente un unico coro dalla curva: “Un capitano, c’è solo un capitano”. Si scoprirà più tardi che ad intonarlo erano dei tifosi juventini nostalgici di Del Piero. Si alza invece un Totti visibilmente commosso, ma era tutto un fraintendimento: in realtà era solo provato da una memorabile pizza tonno e cipolle mangiata poco prima e si era alzato per chiedere un po’ di birra per digerire.

Fischio di inizio e si comincia:
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Chiacchiere da bar

Oggi non possiamo non parlare del “caso Totti”. Oppure sì, possiamo non parlarne. Anzi no, ne parliamo o meglio ne parlate voi.

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Voglio sapere la vostra opinione: Totti non si tocca o Spalletti deve fare le scelte giuste per il bene della squadra? Quando le bandiere diventano ingombranti vanno ammainate senza troppo rumore?

Tra un caffè e un altro non posso non pensare anche alla partita di stasera… Perugia-Trapani, con il ritorno di Cosmi al Curi.
Ah già, non c’è solo quella, c’è anche Napoli-Milan. Non vorrei nemmeno pensarci: il Napoli scenderà in campo con il coltello tra i denti, due bombe in tasca e il mitra in mano, per vincere e riprendersi la vetta della classifica. Oppure, chi lo sa… non c’è due senza tre. Parlo di sconfitte (dopo quella con la Juve e quella in Europa).
Come diceva il buon Battisti: lo scopriremo solo vivendo! O comunque, entro le 22-45.

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Se questi argomenti non vi piacciono, potremmo fare un po’ di gossip sul mondo dei blogger… quanto mi diverte! Scegliete voi, oggi argomento libero…

Diversi tipi di amore

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Stasera la Roma torna a giocare in Champions e lo fa alla grande, affrontando il Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Sarà una serata impegnativa, anche peggio di un primo appuntamento. Se non saranno pronti e concentrati, rischieranno di fare cilecca e una brutta figura. Basta tenere a freno l’emozione e lasciarsi andare… una sorpresa può sempre scapparci!  Proprio come in un’uscita a due…

In campo ci vuole culo…

Ma San Valentino è la festa degli innamorati o dei sederi all’aria? No, perché in Olanda, due squadre di seconda lega, per celebrare il Santo (ternano, tra l’altro) hanno visto bene di entrare in campo con delle modelle in mutande di pizzo, invece che, come di consueto, con dei bambini. Una sorta di sfilata di sederi su un campo di calcio. Dopotutto nel gioco ci vuole culo…

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I giocatori, infatti, hanno fatto il loro ingresso sul terreno di gioco, tenendo allegramente per mano delle modelle decisamente poco vestite. Chissà quei poveri bambini che fine hanno fatto?

Io dico, ok che calcio e donne sono un binomio che attira sempre l’attenzione, ma forse non si sta un tantino esagerando? Non dico per la presenza di belle ragazze, ma per come sono state esibite mezze nude, in un luogo decisamente maschilista.
Potevano scendere in campo anche vestite, infondo era una partita di calcio non una sfilata di Victoria’s Secret. La culotte di pizzo nera non era indispensabile. Va bene, io parlo da donna, ma certe cose le trovo fuori luogo e superflue.

Mi chiedo poi come sarà avvenuta la scelta: sono stati i giocatori a scegliere le ragazze? Sono state le ragazze a scegliere il giocatore da accompagnare? E’ stata fatta una riffa? Si è andati in ordine alfabetico?

A fine partita poi, ognuno ha portato a casa la sua ragazza? O sono state spedite via come i bambini?

Io spero solo che sia stata un’entrata sporadica, insomma che non diventi l’abitudine, altrimenti pretendo che le calciatrici e le pallavoliste arrivino sul campo da gioco accompagnate da super fighi mezzi nudi con una cultura medio-alta. In pratica, uomini inesistenti…

Juve-Napoli… parola ai tifosi

Per questa partita ho deciso di scegliere due tifosi d’eccezione: Il Pinza, milanese juventino e Gintoki, gatto napoletano. Un bell’applauso per entrambi i miei cari blogger!

Al mio tre, avete la possibilità di parlarvi a distanza. Alcune regole: niente spintoni, insulti razzisti, sputi o parole troppo pesanti, che offendono mamme e fidanzate.

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1,2,3… a voi la parola 

Gintoki: “Ti saluto da lontano tifoso juventino… non ti posso stringere la mano, perché non vorrei che un arbitro nei paraggi mi fischiasse un rigore contro per il contatto! :P”

Il Pinza: “Tanti ma tanti auguri, che se Maradona era megl ’e Pelè, Gonzalo è megl’e Maradona!!! Forza Napoli!!! Forza ‘o Ciucc’!!!”

Il pronostico… (averei potuto scrivermelo addosso come le vere “esperte” di calcio) invece lo lascio dire a loro

Gintoki: “Oddio, non ci riesco…va be’ o la va o la va: 0-2, GH e Calleti”

Il Pinza: “Direi un bel 3-1 per la Juve”

 

*Spero che questo post non abbia l’effetto di quelli dello scorso anno, per questo sono rimasta neutrale e non ho espresso il mio giudizio.