Berardi… ma dove sei finito?!

Domenico Berardi

Domenico Berardi

Berardi ma dove sei finito?! Oramai di te si ricorda solo Massimiliano Allegri, perché i tuoi quattro gol gli hanno fatto saltare la panchina. La giovane promessa (perché per ora a mio modesto parere è solo una promessa) del Sassuolo, finalmente dopo tre giornate di squalifica, mercoledì torna in campo.
Non è che anche prima la sua presenza si fosse sentita. Dopo il poker ai rossoneri non ha fatto più gol (7 gare e 0 reti), anzi si è rimediato un bel rosso e tre giornate di squalifica, e non è stato convocato con l’Under 21. Va be’, cose che capitano!
Ma quello che non ho sopportato è stata la sua esaltazione come “il novello Messi” dopo le reti al Milan. Suvvia, andiamoci calmi! Perché ne ero convinta a gennaio e ora i fatti me lo confermano, che Berardi, aveva fatto sì delle buone partite e già 12 gol, ma a nominarlo nuovo messia del calcio mi sembrava troppo! Dopotutto ha ancora diciannove anni. Diamogli tempo, perché l’esaltazione dà alla testa!

A sentire alcuni sembrava che, il calcio italiano non potesse fare a meno di lui, che Prandelli se vuol vincere il Mondiale lo deve convocare e che il diciannovenne avrebbe dovuto spaccare il mondo. Per ora l’unica cosa che ha rischiato di spaccare è stata la faccia di Molinaro con una gomitata. Un bel teloavevodetto a chi ne straparlava alla grande mi sento di dirlo con tutto il cuore. Ora mercoledì torna in campo… non vedo l’ora di vedere le sue giocate. Spero arrivino… per il bene del Sassuolo. Voglio sperare ad essere io a sbagliarmi!

Quando Tevez segnava in Europa… Michael Jackson era ancora vivo

tevez

Stasera mezza Italia tiferà Fiorentina. O meglio, tiferà contro la Juventus. L’1-1 dell’andata di Europa League favorisce sulla carta i toscani, ma i bianconeri sono più velenosi e poi, quando è il tuo anno (almeno in campionato), vinci anche con un solo tiro in porta. Staremo a vedere…
Ma la cosa che mi fa sorridere e che ha catturato la mia attenzione è Carlos Tevez, che non segna in Europa dal 7 aprile 2009. Sì, avete capito bene… dal 2009. E pensare che la Juve lo ha comprato per vincere la Champions League… (anche se in campionato ha già fatto 15 gol).

Cioè, facendo un attimo due conti sono ben 5 anni. Era tutto un altro mondo:

  • L’Italia del calcio era ancora Campione del Mondo in carica
  • “The Millionaire” aveva appena vinto l’Oscar come miglior film
  • Michael Jackson era ancora vivo (morirà a giugno)
  • La mia nipotina Alice non era ancora nata (nascerà ad agosto 2009)
  • “Up” era il cartoon dell’anno
  • Barack Obama tre mesi prima aveva giurato come presidente Usa
  • Io vivevo in un’altra casa
  • L’Inter vinceva il campionato
  • Arisa cantava “Sincerità” e Lady Gaga “Poker Face”
  • Mia sorella andava ancora alle superiori

Stasera sarà proprio Tevez a guidare l’attacco della Juventus, alla ricerca della qualificazione ai quarti e di quel gol che sembra una leggenda. La Viola invece spera che il gol europeo dell’Apache sia rimandato ancora a data da destinarsi.

Non gli resta che esultare per i gol presi dalla Juve…

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Ci sono tifosi ai quali non resta che esultare per le disgrazie altrui. Sono discretamente circondata da tifosi milanisti e interisti e visto che le loro squadre sono in rovina, oramai non gli resta che esultare per i gol che subisce la Juventus. Anche ieri sera al pareggio della Fiorentina l’esultanza è stata delle migliori.
La Juve o la ami o la odi. E a chi non è un suo tifoso, sprigiona un’antipatia e un fastidio nei suoi confronti, pari solo al morbillo preso a luglio. Per alcuni è proprio una legge: quando gioca la Juve, con chiunque giochi, si tifa sempre l’altra squadra. Addirittura si esulta al gol che prende. Tifare contro… sempre e comunque.

Tutti i tifosi del Milan…

Questa sera il Milan si gioca il ritorno di Champions League in casa dell’Atletico Madrid e dovrà riscattare l’1-0 dell’andata. Ce la farà a passare il turno? Ecco le opinioni dei vari tifosi…

gastone

L’ottimista: crede nella remontada ed è fiducioso sul passaggio del turno. Nel calcio tutto è possibile…

 

 

 

 

paperino

 

  Il pessimista: ma con questa squadra dove andiamo? È un’impresa impossibile

 

 

 

topolino  Il realista: non siamo alla loro altezza, ma vista l’andata ce la possiamo giocare… e ce la giocheremo!

 

 

 


nonnapaperaIl nostalgico
nel 2007 contro il Bayern il Milan recuperò il risultato e vinse non solo a Monaco. Portò a casa la Champions

 

 

 

untitled Il cinico: non si vive di soli ricordi. Si deve giocare e basta!

 

 

 

 

Pippo Lo sbadato: ma perché stasera gioca il Milan?

 

 

 

 

Tu che tifoso sei?

Trattateci… come trattate la Gazzetta!

rosa

Oggi è lunedì e la maggior parte degli uomini comprerà o sfoglierà la Gazzetta dello Sport. È matematico. In fondo è l’unico oggetto rosa che tollerano vicino a loro. Pensando a questo mi è venuto in mente un piccolo teorema: il rosa è il colore delle donne, la Gazzetta è rosa, quindi la Gazzetta è donna. Forse è per questo che piace tanto agli uomini?! Poi ho anche pensato con un pizzico di rabbia: trattassero le donne con lo stesso rispetto con cui trattano la Gazzetta, saremmo davvero fortunate.
Infatti…

Quando la tengono in mano sono sempre attenti, guai a rovinarla

Quello che dice lei è Vangelo (lo ha detto la Gazzetta…)

Gli danno sempre retta e difficilmente la contraddicono

La portano sempre con loro

È l’amore di una vita (la conoscono fin da quando sono bambini)

Non la tradirebbero mai

Farebbero di tutto per averla (anche alzarsi dal letto e andare in edicola a comprarla)

La cercano sempre (anche quando sono in vacanza all’estero e costa il doppio)

Alcuni non potrebbero vivere senza

Di quello che dice, ne parlano sempre con gli amici

A volte è l’unica… lettura che fanno (help!)

Quindi, per piacere agli uomini dovremmo diventare rosa con le scritte nere? Nooo

Juve-Torino… il mio personale derby

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Anche io ho avuto il mio derby personale: Juventus-Torino. Qualche mese fa sono stata a Torino e per una giusta par condicio ho reso omaggio, a mio modo, a entrambe le squadre.
La prima tappa è stata a Superga e al monumento dedicato alla tragedia del Grande Torino. Sciarpe, fiori e messaggi ricoprono la lapide, che era avvolta da una coltre di nebbia, che rendeva tutto ancora più suggestivo e triste.

La seconda tappa del pellegrinaggio calcistico è stato lo Juventus Stadium. Decisamente tutta un’altra storia: il centro commerciale “Area 12” e il museo (nel quale però non sono entrata) sono l’esaltazione dei colori bianconeri. Un omaggio alla squadra in tutto e per tutto.

Insomma, in quei giorni ho vissuto il mio personale “derby della Mole”. Alla fine Torino è anche questo… 

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È la dura legge del gol…

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“È la dura legge del gol”. Max Pezzali lo sa bene (è pure interista!). “Fai un gran bel gioco però, se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono…” (ovviamente con gli accenti tutti spostati nel vero stile 883).
È quello che ieri è successo al Milan. Primo tempo giocato alla grande: una traversa, un palo e un rigore forse non dato (non sembrava nemmeno il Milan visto in campionato), ma poi il secondo tempo i rossoneri sono calati, Balotelli è uscito e l’Atletico Madrid ha sfruttato l’unica occasione che ha avuto, su un calcio d’angolo (prima non è che avesse fatto grandi tiri in porta). Ma, come insegna il nostro Max (non Allegri, sia chiaro) la difesa è tutto e nel corner, quella del Milan, è po’ mancata.
Ed ecco la dura legge del gol. Diego Costa non ha perdonato e l’ha buttata dentro.
Ora il ritorno l’11 marzo è durissimo per il Milan, ma come dicono tutti, il calcio è strano… e ci vuole anche un po’ di fortuna, quel “fattore C” che Seedorf aveva avuto nelle prime partite. Già sarà finito?! Speriamo di no.

Sanremo o San Siro?

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Sanremo o San Siro? Questa sera la scelta è dura. Macché! Stiamo scherzando?! Io non ho dubbi. Ma in casa ci sarà da litigare. Fortuna che siamo nel periodo storico in cui nelle abitazioni ci sono più televisioni che quadri. Ma chi prenderà la tivù “padronale”, e non dovrà andare in esilio in camera o in cucina? La lotta sarà dura. Forse già verso le 18 comincio a prendere posto…
A favore mio c’è che, in squadra, ho il padrone di casa, che in quanto tale ha di diritto la tivù migliore. Ma si sa che, di questi tempi il pater familias, in una casa di tutte donne, non ha più tanto peso. Ma per questa sera sono fiduciosa!
Quindi niente Sanremo e si vedrà Milan-Atletico Madrid.
L’unica musica che voglio sentire è la musichetta della Champions League e poi San Siro non è la “Scala del calcio” sempre di musica si parla. Per questo, accordiamo gli strumenti e speriamo di vedere:

un assolo di Kakà (che ultimamente non passa mai un pallone)

una difesa che non stoni (Rami e Bonera scaldate l’ugola e non solo)

un Balotelli in vena che diventi una rock star (non per le catene d’oro e i capelli improbabili)

un Taarabt che suoni un’altra musica

e un Diego Costa che sia solo un ospite straniero (tanti applausi ma nulla più)
Perché San Siro è San Siro…

Icardi, “giocare è la cosa che sa fare meglio”. Bah!

icardi

Oggi voglio riportare il commento di Wanda Nara, la fidanzata di Mauro Icardi, fatto su Twitter, dopo il suo gol di ieri sera contro la Fiorentina: “Non ho mai avuto dubbi,il problema è di quelli che parlano avevi solo bisogno di giocare per dimostrare ciò che meglio sai fare”. La domanda mi viene spontanea: se giocare è la cosa che sa fare meglio, le sue doti da amatore, tanto decantate, sono solo pura invenzione? O qualcuno ha esagerato un po’.

Vi lascio con questo dubbio…

Lavori pericolosi: intervistare Balotelli a fine partita

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Oggi voglio spezzare una lancia a favore di Marco Nosotti, il giornalista Sky che segue il Milan a bordo campo e che è incaricato di intervistare i giocatori, quelli che vengono nominati “Uomo partita Sky”, alla fine della gara. Bé, sono sicura che ogni volta che gli dicono che a vincere c’è Balotelli, Nosotti impreca dentro di se e rimpiange di non essere andato a lavorare in banca!
Perché intervistare SuperMario non è mai una passeggiata. Rischi sempre la vita (come chi addestra i coccodrilli o pulisce le gabbie dei leoni) o meglio che ti va un insulto. Risponde a monosillabi, come se ti stesse facendo un favore e la sua gioia di essere intervistato è pari a quella di uno che deve cavare un dente dal dentista. Non sprizza certo felicità da ogni poro. In quelle occasioni non è proprio un burlone, anzi fa decisamente saltare i nervi anche al giornalista più paziente.
Vedete bene, a me Balotelli piace e forse al suo posto (sempre stretto tra gossip e pressioni) risponderei anche io in quel modo: mi capita di farlo solo perché mi si arricciano i capelli o mi si rovina lo smalto, figuriamoci se ogni giorno leggessi cose che mi riguardano, più o meno, vere sui giornali. Ieri sera dopo il gran gol contro il Bologna si è ripetuto lo stesso teatrino: Nosotti cerca di essere simpatico e Balotelli risponde sempre con quella joie de vivre che lo contraddistingue. Anche se questa volta si è anche lasciato andare, dedicando il gol alla fidanzata.
Insomma, Nosotti hai tutta la mia solidarietà e comprensione e se un giorno avrai tu le balle girate durante un’intervista puoi prendere il microfono e ficcarlo in gola al calciatore di turno. Il mio applauso sarà per te!