Cara Juve… Lisbona ti piacerà!

questa scritta si trova all'entrata de L'Estadio da Luz di Lisbona

questa scritta si trova all’entrata de L’Estadio da Luz di Lisbona

La Juventus sorteggia il Benfica per la semifinale di Europa League. L’andata si giocherà il 24 aprile a Lisbona, mentre il ritorno il primo maggio a Torino. Questa mattina pensavo: chissà se la Juve affronterà i portoghesi in semifinale? Sarebbe, per me, decisamente divertente. Ora vi racconto perché…

Quattro anni fa sono stata in vacanza a Lisbona e, come avevo già scritto in un mio post precedente (https://colpoditacco.me/2014/01/08/se-faccio-un-viaggio-non-vuol-dire-che-vado-in-trasferta/), avevo fatto una capatina allo stadio. In quell’occasione, sotto un sole cocente e un caldo mai sentito prima (Lisbona ad agosto non la consiglio), ero stata a visitare lo stadio Da Luz dove gioca il Benfica. E proprio durante questo mio sopralluogo calcistico avevo scattato la foto qui sopra pubblicata, come testimonianza della stima e dell’amore che la Juve ha anche oltre confine. Quando un’immagine vale più di mille parole!
Ecco, ora a distanza di anni, questa foto, fatta solo per prendere in giro qualche amico, è decisamente tornata utile. Voglio avvertire quindi gli amici bianconeri, che a Lisbona saranno accolti sicuramente bene dai tifosi del Benfica e la foto lo testimonia senza ombra di dubbio… un sentimento espresso con chiarezza ed eleganza. Insomma, cara Juve a Lisbona già ti conoscono!
Dopo questa semifinale sarei proprio curiosa di vedere quali altre scritte appariranno nei pressi dello stadio… quasi quasi torno a Lisbona, che tra l’altro mi è piaciuta veramente tanto!

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entrata dello stadio

L'Estadio da Luz

L’Estadio da Luz

Quelli che… ce la faranno a tifare la Juve?!

Questa sera la Juventus giocherà il ritorno dei quarti di Europa League contro il Lione. E il dilemma di oggi degli italiani è: tifare per lei o no?
Dopotutto la Juve è rimasta l’unica squadra italiana in una manifestazione europea e l’eventuale vittoria dell’Europa League aiuterebbe il calcistico nazionale, oggi solo quarto nel ranking Uefa.
Per questo mi sono immaginata i diversi tifosi di calcio non juventini, che stasera tiferanno o guferanno i bianconeri.

 

tag-meme-sulle-fiabe-L-uESuWb Quelli che… tifo sempre le squadre italiane che giocano in Europa

Brontolo Grumpy Quelli che… mai tifare una squadra che non è la tua, in particolare la Juventus. I bianconeri vanno sempre gufati

150600000278-06082013-0119  Quelli che… sono anti-juventini per religione e nascita

Sette_Nani Quelli che… tiferanno Juve (tappandosi il naso) perché gioca contro una squadra francese: per i francesi non si tifa mai!

Dotto - Doc Quelli che… lo fanno solo per il ranking Uefa (il Portogallo non deve superarci)

 

gongolo  Quelli che… se esce la Juve… gongolano!

download Quelli che… piuttosto che guadare la Juve, vado a dormire

Quando gli ultrà erano i miei genitori…

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Ecco da dove nasce la mia passione per il calcio. In questa foto scattata durante la partita Perugia-Napoli (finita 2-2) nel gennaio del 1976 c’è mio padre a 24 anni (quello più a destra), con una coppia di amici (Stefano e Gabriella), che poi, anni dopo, sarebbero diventati i genitori della mia carissima amica Roberta. Accanto a lui c’era anche mia madre, ma la foto è stata tagliata (uff!). Però s’intravede nell’altra foto in basso (cerchiata in rosso).
Per loro seguire il Perugia (squadra della mia città) che all’epoca militava in serie A, era quasi una missione. Una tappa fissa ogni domenica e la Curva Nord (sede degli ultrà perugini) un luogo dove era impossibile mancare. Spesso sentendo i suoi racconti, lo invidio per aver vissuto quegli anni: gli anni del “Perugia dei miracoli” e dell’imbattibilità in campionato. Gli anni di Paolo Rossi, Novellino e Renato Curi (che morirà proprio un anno dopo in cui furono scattate le foto, nel 1977). Anni che la squadra difficilmente rivivrà. Io però posso dire di esserci stata e di aver vissuto lo stadio (ovviamente con lui) tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000.

Insomma, con due genitori che andavano regolarmente allo stadio e spesso in trasferta, non potevo che nascere io… e non potevano non trasmettermi la passione per il calcio.

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Altro che “The Walking Dead”… il finale shock è stato dell’Inter

Altro che Mazzarri con la bottiglia d'acqua

Come Mazzarri con la bottiglia d’acqua

Altro che finale shock per l’ultimo episodio di The Walking Dead, ieri sera il vero finale shock ce l’hanno avuto i tifosi dell’Inter. Vincevano 2 a 0 in casa del Livorno e hanno finito per pareggiare 2-2. Non male direi. Soprattutto l’assist che Guarin ha confezionato (involontariamente) per Emeghara, che in velocità ha infilato Samuel e battuto di destro Handanovic. Chissà se al fantacalcio gli danno un punto in più…?!

Fatto sta che oggi i tifosi sono inviperiti e il colombiano se lo vorrebbero mangiare vivo. Altro che The Walking Dead…
Solo alcuni mesi fa Guarin era incedibile, stamane invece sui social network appaiono frasi di questo genere: “Non è degno della maglia dell’Inter” e vorrebbero “mandarlo a fare qualche settimana di vacanza in Colombia”. Ma dopotutto nello stesso inno, l’Inter è definita “pazza”… qualcosa vorrà pur dire!  

Quello che ho… imparato guardando le partite

 

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Sono anni che vedo le partite di calcio e devo ammettere che di cose ne ho imparate tante, anche quelle che non hanno proprio a che fare col calcio giocato.

Ho imparato che nonostante i calciatori si allenino tutti i giorni per diverse ore, in alcuni momenti appena vengono sfiorati cadono. Nemmeno fossero le tessere del domino. Mi chiedo come mai…?! Mah!

Ho imparato che appena sputano o fanno cose peggiori con il naso (confesso di non sapere nemmeno come scrivere una cosa del genere) vengono inquadrati dalla telecamera. Preparano la saliva e… zac, la regia fa un fermo immagine di cinque secondi. Piccolo suggerimento: non è che dovete farci vedere proprio tutto di una partita, qualcosa potreste anche evitarcelo! Grazie.

Ho imparato che non tutti i falli sono uguali: quando vinci resti in terra venti minuti per un’unghia spezzata e fai entrare il medico, quando perdi ti rialzi e giochi anche con un taglio di venti centimetri in testa. Serve il medico? No, è solo un graffio.

Ho imparato che la parte migliore di una partita è quando la telecamera entra negli spogliatoi… Solo che, se ne beccasse mai uno nudo! Grrr

Ho imparato che allo stadio, quello che si siede vicino o dietro a te, è sempre un “fine” esperto di calcio e usa un linguaggio con il quale potrebbe rinnovare l’Accademia della Crusca. È un po’ come al cinema, se c’è uno con la tosse, stai pur certo che te lo ritrovi sempre seduto dietro!

Ho imparato che esiste uno spray miracoloso che guarisce ogni male. Chissà, se fa lo stesso effetto sui miei capelli? E soprattutto, dove si compra?!

Ho imparato che in molti vanno allo stadio solo per mangiare i semi salati e buttare le bucce per terra… prova a farlo a casa e ti ritrovi ricoverato con una commozione cerebrale, causata da tua madre o da tua moglie.

E poi dicono che il calcio è diseducativo…

Mi vuoi sposare… allo stadio?!

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Non vuoi rinunciare al calcio nemmeno la domenica in cui ti sposi? Non c’è problema: il calcio farà parte del tuo matrimonio.

I fissati del pallone non hanno limiti nemmeno il giorno delle nozze. E allora perché non sposarsi allo stadio? Sarebbe decisamente una location originale. Io, un pensierino ce lo farei! Sicuramente non ci sarebbero problemi di spazio, i mariti per una volta (sono sicura) parteciperebbero all’organizzazione, e altro che riso… si potrebbero tirare petardi finito il rito. Che finezza!

Comunque, non è un’idea così strana, visto che il comune di Torino mette a disposizione delle coppie lo stadio Olimpico. Sotto la curva, non a esultare per un gol, ma a scambiarsi le fedi!
Stessa idea era venuta anni fa anche al comune di Genova, che dava la possibilità di celebrare le nozze all’interno dello stadio Marassi. E poi che dire dei cake topper da mettere sopra la torta dedicati agli sposi amanti del calcio. Ma, la situazione decisamente più originale è quella che è accaduta in Spagna, dove la moglie ha sorpreso lo sposo durante le nozze, facendo intonare al coro della chiesa l’inno della Champions League. 
Quindi amiche se amate il calcio e l’idea potrebbe piacervi… tutti allo stadio per sposarsi! Altrimenti non parlatene mai coi vostri uomini (vietato fargli conoscere questa possibilità), potrebbero davvero apprezzare la location, con il rischio però, che dopo il rito ve li ritrovate a palleggiare a centro campo… Non so come, ma gli uomini,una palla, o un suo simile, per fare due palleggi lo trovano sempre. È uno dei misteri della vita!

Tutti i tifosi del Milan…

Questa sera il Milan si gioca il ritorno di Champions League in casa dell’Atletico Madrid e dovrà riscattare l’1-0 dell’andata. Ce la farà a passare il turno? Ecco le opinioni dei vari tifosi…

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L’ottimista: crede nella remontada ed è fiducioso sul passaggio del turno. Nel calcio tutto è possibile…

 

 

 

 

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  Il pessimista: ma con questa squadra dove andiamo? È un’impresa impossibile

 

 

 

topolino  Il realista: non siamo alla loro altezza, ma vista l’andata ce la possiamo giocare… e ce la giocheremo!

 

 

 


nonnapaperaIl nostalgico
nel 2007 contro il Bayern il Milan recuperò il risultato e vinse non solo a Monaco. Portò a casa la Champions

 

 

 

untitled Il cinico: non si vive di soli ricordi. Si deve giocare e basta!

 

 

 

 

Pippo Lo sbadato: ma perché stasera gioca il Milan?

 

 

 

 

Tu che tifoso sei?

Quando il tifo lo vivi col cuore

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Spulciando qua e là tra i siti di calcio ho trovato una storia che mi ha commosso (anche se non sono una dalla lacrima facile) e che ha catturato la mia attenzione. Ve la voglio raccontare.
C’è una foto che sta facendo il giro del mondo, di un tifoso dei Bohemians 1905 (siamo a Praga) che è seduto sugli spalti dello stadio a tifare la propria squadra. Fin qui niente di strano. Il fatto è che questo tifoso è non vedente, e nonostante questo, è regolarmente presente a tutte le partite in casa dalla sua squadra in compagnia del suo fedele cane.
Quest’immagine spiega, più di tante parole, che la passione, in questo caso per il calcio, non si vive solo con gli occhi, ma anche col cuore, con l’anima e con l’entusiasmo, che anche non vedendo, ti può trasmettere lo stadio. Racconta la parte emotiva dello sport, che supera qualsiasi ostacolo e che ti lega alla squadra con tutti i sensi che hai a disposizione.

Sarà retorico, ma per me questo è il bello del calcio, con la sua emotività e aggregazione.
È questo che mi spinge a seguirlo… non certo undici uomini in calzoni corti (quella è un’aggiunta).

Piccoli (forse) juventini nascono…

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Oggi non c’è notizia che tenga. Oggi è nato Leonardo! È questa la notizia da prima pagina. Per la precisione è nato alle 4.45 di questa mattina ed è già un piccolo uomo con i suoi 3.710 chilogrammi e un’altezza di 52 centimetri. Questi calzini sono stati il mio primo regalo, non che io tifi Juventus (sia ben chiaro), anzi per me è stato un vero sforzo comprarli, ma Leo è nato in una famiglia dove, la probabilità che possa tifare per questa squadra è molto alta. Oltre ovviamente al Foligno, questo era sottinteso. Cosa non si fa per amore…!

Comunque, Leonardo ancora sei troppo piccolo, ma se vuoi un consiglio, non farti mai influenzare nella vita, non solo riguardo al tifo (che tra l’altro è una delle poche cose che non si tradisce mai) e scegli sempre con la tua testa. E se non vorrai giocare a calcio e inizierai a seguire il basket, la pallavolo, l’hockey, la F1 o il cricket, poco importa, anzi forse anche meglio, l’importate è che quello che farai (o quello che seguirai) sarà spinto dalla passione. E se invece, deciderai di tifare Juve, va bé… ti vorrò bene lo stesso!
Certo, lo smacco più grande per il tuo papà sarebbe che tu tifassi Perugia e Inter. No, credo, che per lui sarebbe troppo!

Tifo, squadre di calcio e campanilismo a parte: benvenuto piccolo Leo!    

Il Super Bowl è come una Birkin

L'esultanza dei Seattle Seahawks

L’esultanza dei Seattle Seahawks

Ieri avrei voluto essere americana. Per mangiare pollo fritto, bere birra e guardare il Super Bowl. Mi ha sempre affascinato questa partita e tutto lo spettacolo che la circonda. Star che si esibiscono durante la pausa, spot milionari, vip in tribuna vestiti ad hoc e la sfida tra le due squadre migliori del NFL. Tutto in grande, come solo gli americani fanno fare. Il fatto è questo però: se non sei americano, il Super Bowl non lo senti veramente. C’è poco da dire. Non ti puoi emozionare per una cosa che conosci appena. Se non ami il calcio non aspetti con ansia la finale di Champions. Se non sei una donna non sbavi per le nuove scarpe di Manolo Blahnik o per una Birkin. Se non ami il cinema non ti interessa quando esce l’ultimo film di Scorsese o Allen. Insomma, se non sei nel giro giusto non lo apprezzi come si deve.

Ho anche provato a guardare la partita diverse volte, ma la mia conoscenza del football è al quanto scarsa e quindi tante giocate mi sfuggivano. Mi sentivo come quelli che fanno finta di essere esperti d’arte: stanno lì, guardano un quadro d’autore, ma vedono solo la cosa più ovvia, quella che vedono tutti, non riescono ad andare oltre, a percepire l’essenza (come dicono i colti!). Alla fine commenti il quadro come se commentassi il poster dei Backstreet Boys che avevi in camera da ragazzina. E secondo me il Super Bowl è così se non sei americano… lo puoi anche guardare, ma non ne capirai mai veramente l’essenza.