Festa a cinque in Europa League (ma gli ottavi non sorridono)

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Festa a cinque per le italiane in Europa League. Non era mai accaduto che l’Italia portasse ben cinque squadre negli ottavi di questo torneo. Napoli, Inter, Torino, Roma e Fiorentina fanno fare un passo in avanti al tanto bistrattato calcio italico e regalano un po’ di speranza agli appassionati di questo sport. Una flebile luce in fondo al tunnel. Oh, se non si vince quest’anno la coppa… non si vince più!

Ok, non sarà il massimo torneo, non saremo tra le regine d’Europa, ma bisogna essere realisti e scendere un gradino, accontentandosi – si fa per dire – dell’Europa League. Torneo che le italiane negli anni passati avevano snobbato, per concentrarsi sulla Champions e sistematicamente essere inghiottite dalle super potenze europee.

Bisogna farsene una ragione: in questi anni siamo da Europa League. Non possiamo più permetterci di sfoggiare una Birkin, siamo in ristrettezza economica, al massimo ci possiamo permettere una Chanel o un bauletto Louis Vuitton, che restano comunque delle signore borse.

Intanto, fresche di sorteggio ecco gli abbinamenti per gli ottavi di finale: Zenit – TorinoWolfsburg – InterNapoli – Dinamo Mosca e il derby Fiorentina – Roma.

Forse poteva andare meglio?! Per il Torino sicuramente, non facile nemmeno la sfida dell’Inter, così come l’incognita derby italiano. Per il Napoli l’accoppiamento migliore.
Onestamente c’erano avversarie più abbordabili…

Il Super Bowl è come una Birkin

L'esultanza dei Seattle Seahawks

L’esultanza dei Seattle Seahawks

Ieri avrei voluto essere americana. Per mangiare pollo fritto, bere birra e guardare il Super Bowl. Mi ha sempre affascinato questa partita e tutto lo spettacolo che la circonda. Star che si esibiscono durante la pausa, spot milionari, vip in tribuna vestiti ad hoc e la sfida tra le due squadre migliori del NFL. Tutto in grande, come solo gli americani fanno fare. Il fatto è questo però: se non sei americano, il Super Bowl non lo senti veramente. C’è poco da dire. Non ti puoi emozionare per una cosa che conosci appena. Se non ami il calcio non aspetti con ansia la finale di Champions. Se non sei una donna non sbavi per le nuove scarpe di Manolo Blahnik o per una Birkin. Se non ami il cinema non ti interessa quando esce l’ultimo film di Scorsese o Allen. Insomma, se non sei nel giro giusto non lo apprezzi come si deve.

Ho anche provato a guardare la partita diverse volte, ma la mia conoscenza del football è al quanto scarsa e quindi tante giocate mi sfuggivano. Mi sentivo come quelli che fanno finta di essere esperti d’arte: stanno lì, guardano un quadro d’autore, ma vedono solo la cosa più ovvia, quella che vedono tutti, non riescono ad andare oltre, a percepire l’essenza (come dicono i colti!). Alla fine commenti il quadro come se commentassi il poster dei Backstreet Boys che avevi in camera da ragazzina. E secondo me il Super Bowl è così se non sei americano… lo puoi anche guardare, ma non ne capirai mai veramente l’essenza.