La “Febbre a 90” di Zeus (ecco il suo Arsenal)

L’Arsenal di Zeus… anche gli dei tifano!

Parlare di FC Arsenal significa discorrere di una squadra che, tolti i fasti del periodo degli Invincibili, immancabilmente stazionerà nel terzo/quarto posto della Premier League e si impantanerà ai quarti della Champions League (quando ci arriva). Parlare di FC Arsenal comporta guardare le grandi del calcio prendere i riconoscimenti che meritano e tirarsi su il morale, quando l’impresa riesce, con FA Cup e Community Shield. Riconoscimenti da poco, lo so, ma per una squadra che, in potenza, è un gioiello… beh, significa solo farsi prendere il fegato e triturarlo.
Una particolarità dei Gunners? La nomea di aver fatto da nave-scuola/trampolino per una pletora di giocatori che, adesso, stanno facendo la fortuna in squadre avversarie (Man City, United, Tottenham etc etc).
Tolto Ferguson, che ormai è nel Valhalla dei grandissimi allenatori di una squadra inglese, il più longevo allenatore è rimasto Arsène Wenger.
Dicono di lui: “bravissimo, ma odia in maniera viscerale perdere“. Ormai deve averci fatto il callo (non vince qualcosa di significativo da epoche), anche se c’è sempre un Mourinho a caso che riesce a prenderlo per il culo tanto da farlo uscire di testa.
A parte queste considerazioni varie ed eventuali, cosa si può dire della squadra? Grande scuola calcio, ottimo sviluppo dei giovani (forse una delle pochissime, insieme al Barcellona e le squadre di pedigree inferiore, ad utilizzare in maniera estensiva i giovani del proprio vivaio e i giovani in generale), gioco spumeggiante ma poco concreto e un’ostinazione verso il 4-2-3-1 che è quasi stoica.
Partiamo con la squadra, anche se è difficile trovare una formazione base (visti i tantissimi infortuni e i cambi di posizione dei giocatori).

PETR CECH  – PORTIERE
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In porta metto Petr Cech, anche se per “anzianità” nell’Arsenal dovrei mettere David Ospina. L’ex numero 1 del Chelsea  è stato scaricato senza troppi complimenti (ma facendosi pagare profumatamente) per far posto a quel fenomeno di Courtois. Chi ha comprato l’esperienza di Cech? L’Arsenal.
Diciamolo subito: i Gunners, in porta, non hanno mai avuto un campione neanche a pagarlo oro. Dopo Seamann, Lehmann e i due polacchi (di cui uno in prestito alla Roma), ecco fare la sua comparsa il portierone ceco. Un portiere solido, non molto spettacolare, ma che riesce a trasmettere sicurezza, esperienza e robustezza ad una linea difensiva che, da sempre, balla più di una zattera nel mare in tempesta.

HÉCTOR BELLERIN – TERZINO DESTRO
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La fascia destra, per molti anni, è stata battuta da Sagna (nazionale francese, ora ai nemici del Man City) e questo ha portato a diversi dubbi sulla sua successione. Chi prendere? Chi può avere le caratteristiche del francese: polmoni d’acciaio, sovrapposizioni e avanti-indietro come un pendolino? La prima scelta è stata Debuchy (dal Newcastle – adesso in prestito), ma l’esplosione del giovane Héctor Bellerin ha convinto tutti. Lo spagnolo è arrivato sulla fascia destra e l’ha tenuta con i denti, portando in dote una maturità sorprendente per i suoi 21 anni.

LAURENT KOSCIELNY – CENTRALE DIFENSIVO
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Perso capitan Vermaelen (compagno di tante battaglie e passato a spolverare la panchina al Barcellona), uno dei baluardi della difesa dei Gunners è questo francese. Koscielny è un difensore che mi piace: veloce, reattivo e, quando ci scappa, riesce anche a farsi trovare nel posto giusto per un colpo sotto porta. Ha, come da tradizione Arsenal, un difetto: leggerezza assoluta o troppa foga. Dipende. La solidità mentale non è mai stata una delle protagoniste dell’Arsenal e da qua si spiegano cappelle e svarioni da farti bestemmiare in tutte le lingue.

PER MERTESACKER – CENTRALE DIFENSIVO

Mertesacker è il tipico difensore centrale che io detesto, calcisticamente parlando. Alto, lento, goffo e poco reattivo. Lo scatto del tedescone è al rallenty e la velocità di punta è pari a quella di uno in attesa alle Poste. Compensa queste grosse mancanze con la capacità nel colpo di testa (grazie all’altezza, grazie al chezz..), al posizionamento e al carisma dato dall’esperienza. Nonostante tutti questi fattori, mi rende insicuro e non gli affiderei mai le chiavi di una mia ipotetica difesa calcistica.

NACHO MONREAL – TERZINO SINISTRO
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Dopo Bellerin, ecco un’altro spagnolo a dominare la fascia: questa volta la sinistra.
Se la contende con Kieran Gibbs, inglese e prodotto del vivaio Gunners, ma quest’anno ha decisamente messo la freccia e ha staccato il suo contendente di 10 misure (=convocazioni). Ammetto di non averlo mai seguito molto, ma Wenger ci deve aver visto del buono per tenerlo saldamente in fascia, forse e dico forse, per una maggiore attitudine difensiva rispetto a Gibbs (che ha una vocazione offensiva più accentuata).

AARON RAMSEY – CENTROCAMPISTA CENTRALE
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Insieme al suo sempre infortunato compagno di squadra Wilshere, Ramsey rappresenta uno dei maggiori talenti inglesi degli ultimi anni. Passa senza problemi dal ruolo di centrale di centrocampo, rigorosamente a due, o trequartista centrale nel tre dietro le punte. Ramsey è il centrocampista che vorreste in tutte le squadre, dotato di buoni colpi, visione di gioco, resistenza e capacità di segnare (6 gol quest’anno). Wenger gli ha affidato la squadra, e le 34 presenza lo dimostrano, scalzando dal ruolo uno come Arteta… acquistato, a suo tempo, per tamponare la fuga di Fàbregas (ora ai nemici del Chelsea).

FRANCIS COQUELIN – CENTROCAMPISTA CENTRALE
FrancisCoquelin
Metto Coquelin solo perché è difficile trovare un vero centrocampista che “fa legna in mezzo al campo”. Flamini ha giocato meno e Cazorla è un trequartista riadattato. Arteta, dopo i fasti, sente l’età avanzare ed è meno presente. Detto questo, ecco perché Francis Coquelin è il prescelto. Prodotto del vivaio Gunners, il francese è il tipico mediano dai piedi buoni. Non ha tecnica da vendere, ma almeno garantisce quella solidità centrale di cui, una formazione a trazione anteriore come quella dei Gunners, ha bisogno come l’acqua nel deserto.

THEO WALCOTT – ALA/ATTACCANTE DESTRO
Theo Walcott is close to committing to Arsenal, according to his manager, after showcasing his attac
Dopo la difesa e il centrocampo “arretrato”, ecco che arriviamo al clou della formazione. Sulla fascia destra avrei potuto mettere anche Chamberlain, ma il numero di presenze complessive premia Walcott. Con 36 presenze e 8 gol, Walcott non si segnala come un goleador nel senso classico… anzi… ma è una costante spina nel fianco delle difese. La sua velocità di punta è incredibile e, se lanciato bene, riesce a superare senza problemi molti dei difensori delle squadre avversarie. Il problema è che la velocità un problema se si arriva spompi, annebbiati o con le gambe pesanti… Ma questo è un difetto non correggibile per uno di 27 anni.

MESUT ÖZIL – TREQUARTISTA
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Secondo tedesco in formazione dopo Per, Mesut è quello che si può chiamare genio&sregolatezza. Özil ha la capacità di essere determinante con passaggi illuminati, un’ottima visione di gioco e tecnica/palleggio eccellenti, ma è maledetto dal morbo dei grandi fantasisti del calcio: sparisce. Quando non ha voglia di giocare, semplicemente sparisce dal campo e diventa irrintracciabile. Mi ricordo ancora la partita Brasile – Germania del Mondiale, tutti facevano i fenomeni e lui, a parte qualche colpo decisivo, pascolava per il campo. Il suo enorme talento (pareggiato dalla sua bruttezza) è anche la sua grande condanna… ma l’ha fatto comparire per ben 7 volte sul tabellino dei marcatori quest’anno.

ALEXIS SÁNCHEZ – ALA/ATTACCANTE SINISTRO
sanchez
A completare il tridente offensivo dietro la punta centrale c’è Alexis Sánchez. Il cileno è uno dei giocatori che mi piacciono: veloce, tecnico, caparbio e capace di incidere sulla partita. Tutta un’altra classe rispetto al suo corrispettivo sulla destra. La questione è semplice: Sánchez ha i colpi del fuoriclasse, Walcott quelli del buon giocatore. Arrivato dal Barcellona per un TIR di soldi, l’ala sinistra non ha mancato di mettere il suo zampino in diverse occasioni (11 gol quest’anno) e diventare in breve tempo un beniamino dello stadio. Non può risolvere sempre lui la situazione togliendo le castagne dal fuoco, ma avercene di attaccanti come lui in squadra.

OLIVIER GIROUD – PUNTA CENTRALE/BOA
Olivier_Giroud
L’Arsenal ha comprato Welbeck dai nemici del Man Utd, ma il francese ha un ruolino di marcia impressionante (45 convocazioni, 45 volte è sceso in campo – con 20 gol segnati quest’anno). Importantissimo nel gioco di Wenger, Giroud è la classica boa centrale di un sistema giocato tutto sulla velocità e tecnica del trio dietro di lui. Il francese è il finalizzatore, la punta che apre gli spazi e va a prendersi il pallone, e botte, facendo salire la squadra. Nonostante il suo grandissimo lavoro per i Gunners (e uno score importante), non è mai fra i bomber più titolati o citati. Caso molto strano (teniamo conto che era capocannoniere in Francia prima di sbarcare in Inghilterra), ma spiegabile per il lavoro oscuro a cui si sottopone per gran parte della partita e per la “poca spettacolarità”, ovvio, del ruolo che si è ritagliato in squadra.

Cosa si può dire di più di questa squadra? Un team estremamente talentuoso, giovane, con solisti d’eccezione e un gioco di squadra che è spesso piacevole da vedersi (viste le fitte trame di passaggi in velocità, che sono caratteristica principale della compagine inglese). Il problema è che non sono concreti: arrivano fino ad un certo punto e poi non riescono ad arrivare al traguardo. Non si capisce se è mancanza di grinta loro o è Wenger che non riesce a trasmettere quella fame e quella spinta nervosa continua per l’Arsenal anche nelle fasi finali.
Il dubbio rimane, visto che Wenger è stato l’allenatore degli Invincibili… formazione che è riuscita a primeggiare in Inghilterra per molti anni.

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36 pensieri su “La “Febbre a 90” di Zeus (ecco il suo Arsenal)

  1. L’ha ribloggato su Music For Travelerse ha commentato:
    Questa è la risposta a chi pensava che sapessi parlare MALE solo di musica! Eh no, signore&signori, so parlare MALE anche di calcio.

    Ringrazio molto Colpoditacco che ha accettato di “sporcare” il suo blog con il “mio Arsenal” eheh

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