Inter-Napoli: da grandi speranze a… speriamo di tornare grandi

Questo è il weekend di Inter-Napoli. Le promesse (poco mantenute) di questo inizio stagione. Potremmo definirle due nobili in declino, insomma, due signore che in questo momento non se la passano proprio bene: hanno rispettivamente 10 e 8 punti di distanza dalla prima della classe. Una partita di grandi speranze per ognuna delle due squadre, perché un probabile scontro al vertice è diventato un incontro di metà classifica.

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Ad agosto avevano Grandi Speranze… oggi la Speranza è di (tornare) Grandi! 

Torni e trovi tutto capovolto…

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OOoh ma stiamo scherzando?! Basta allontanarsi per qualche giorno e tutto si capovolge… nulla è più come prima. Essendo stata all’estero ho captato notizie calciofile qua e là, ora sto cercando di tirare le fila e, devo ammetterlo, fatico a raccapezzarci qualcosa.
Allora se ho ben capito…

– Antonio Conte ha preso l’Italia e Balotelli l’ha lasciata (ma non era meglio il contrario?!)

– Il Napoli è GIA’ fuori dalla Champions League (non ho ancora disfatto la valigia e questi già si sono rimangiati la scorsa stagione e rovinato questa. Bene!)

– Il Milan è più spuntato dei pastelli che avevi nell’astuccio delle medie (chissà quando e se arriverà mai una punta degna di nota. Alla peggio io farei rigiocare Inzaghi. Tra i milanisti mi sembra quello più in forma)

– La Juventus sogna di portare in Italia Falcao (ma non giocava già nella Roma?! Forse quello è un altro)

– La Roma è caricata a palla per quest’inizio di stagione (speriamo non esploda)

– Giuseppe Rossi è infortunato (be’ questa è l’unica certezza. Certe cose è difficile che cambino)

– Antonio Cassano litiga con i compagni (anche qui nulla di nuovo. Tutto nella norma)

– L’Inter sembrerebbe in gran forma (questa sì che è una novità)

– Il calciomercato si sta concludendo: chissà quali sorprese?! (secondo me, nessuna)  

Va be’! Alla fine non è che mi sia persa granché… altri due giorni e avrò recuperato tutte le mie lacune. In fondo è solo calcio.

Napoli, occhio all’ansia da prestazione nei preliminari

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E per il Napoli… (rullo di tamburi) c’è l’Athletic Bilbao. Holèèè. Nel sorteggio di Champions League i partenopei pescano per i playoff (ma che fortuna!) gli spagnoli. L’andata si giocherà al San Paolo il 19 agosto (ore 20.45), mentre il ritorno ci sarà il 27 al San Mames (ore 20.45). Saranno dei preliminari decisamente duri e impegnativi. Non certo una passeggiata e centrare l’obiettivo è fondamentale. Niente distrazione e dritti alla meta, l’ansia da prestazione è assolutamente vietata. Un po’ come nella migliore tradizione dei preliminari… calcistici e non! Dare sempre il meglio!

Suvvia, non è che sia andata poi così bene al Napoli, siamo sinceri. Ha pescato una delle squadre più forti che poteva trovare: peggio solo se si imbatteva nell’Arsenal o nel Porto. Benitez però è tranquillo, almeno in apparenza, e ha subito fatto sapere tramite Twitter che: “L’Athletic è forte, ma noi siamo pronti alla sfida. Sarà una bella partita, una sfida molto intensa. Il Napoli comunque è preparato e determinato a raggiungere il suo obiettivo”. Contenti loro…

Comunque, incrociamo le dita, perché già le squadre italiane in Champions sono solo tre… almeno che ci siano tutte e tre. Quindi noi tifiamo Napoli (tiè) e che… degli ottimi preliminari (di Champions) possano portare all’estasi!  

Dopotutto, questi sono gli unici preliminari che gli uomini apprezzano e ai quali dedicano attenzione…

 

Addio all’allenatore filosofo

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Oggi non potevo non rendere omaggio a Vujadin Boskov, morto ieri a 82 anni.  Centrocampista e allenatore serbo, in Italia ha giocato con la Sampdoria, prima di guidarla allo storico scudetto del 1990-1991. Tra gli altri club che ha allenato ci sono stati Ascoli, Roma, Real Madrid, Napoli e Perugia. Resteranno però di lui i suoi aforismi, oramai indelebili nella memoria calcistica collettiva. Ed è proprio con alcune delle sue mitiche frasi che lo voglio ricordare… gli elogi sportivi li lascio fare ad altri più bravi.
Ecco le mie preferite:

Se mettessi in fila tutte le panchine che ho occupato, potrei camminare chilometri senza toccare terra

Se vinciamo siamo vincitori se perdiamo siamo perditori

Rigore è quando arbitro fischia

Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0

Io penso che per segnare bisogna tirare in porta. Poi loro sono loro, noi siamo noi

Se io slego il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo

Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma pure compagni

No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area

Nel calcio c’è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono

La mia grossa preoccupazione è prendere un gol meno dell’avversario

Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello

Più bravi di Boskov sono quelli che stanno sopra di lui in classifica

Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili

Grandi squadre fanno grandi giocatori. Grandi giocatori fanno spettacolo e migliore calcio

Ciao mitico allenatore!

 

 

Quando gli ultrà erano i miei genitori…

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Ecco da dove nasce la mia passione per il calcio. In questa foto scattata durante la partita Perugia-Napoli (finita 2-2) nel gennaio del 1976 c’è mio padre a 24 anni (quello più a destra), con una coppia di amici (Stefano e Gabriella), che poi, anni dopo, sarebbero diventati i genitori della mia carissima amica Roberta. Accanto a lui c’era anche mia madre, ma la foto è stata tagliata (uff!). Però s’intravede nell’altra foto in basso (cerchiata in rosso).
Per loro seguire il Perugia (squadra della mia città) che all’epoca militava in serie A, era quasi una missione. Una tappa fissa ogni domenica e la Curva Nord (sede degli ultrà perugini) un luogo dove era impossibile mancare. Spesso sentendo i suoi racconti, lo invidio per aver vissuto quegli anni: gli anni del “Perugia dei miracoli” e dell’imbattibilità in campionato. Gli anni di Paolo Rossi, Novellino e Renato Curi (che morirà proprio un anno dopo in cui furono scattate le foto, nel 1977). Anni che la squadra difficilmente rivivrà. Io però posso dire di esserci stata e di aver vissuto lo stadio (ovviamente con lui) tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000.

Insomma, con due genitori che andavano regolarmente allo stadio e spesso in trasferta, non potevo che nascere io… e non potevano non trasmettermi la passione per il calcio.

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Pillole di calcio: somministrare con cautela!

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La giornata di serie A (che si conclude oggi) ha regalato ieri pillole calcistiche davvero interessanti. Ecco le mie 10 preferite: 

  • L’Inter dopo 34 giornate ottiene un rigore e lo sbaglia… cosa vuoi di più dalla vita!
  • Il Napoli perde a Parma come una provinciale… (si potrà dire ancora provinciale, ora che le province non ci saranno più?!) e De Laurentiis litiga con un tifoso napoletano, nemmeno fosse colpa sua se la squadra ha perso…
  • Il Sassuolo vince ad Atalanta (pardon a Bergamo). Incredibile!
  • Mattia Destro fa tre gol a Cagliari e, oltre a far esonerare Lopez, porta la Roma a meno cinque dalla Juventus (almeno per ora).
  • Immobile (solo di nome) è capocannoniere con 18 gol.
  • Cristiano Ronaldo fa un miracolo degno di Gesù… Con un suo gol sveglia un ragazzino in coma da tre mesi. Ammazza… pensa che gol ha fatto!
  • Minala, il calciatore della Lazio dall’età indecifrabile, (come i giochi da tavola: dai 10 ai 99 anni) ha debutto in serie A.
  • Mario Balotelli e Fanny sono tornati insieme (visto che SuperMario ieri era libero). Si decidessero una volta per tutte…
  • Cambio di panchina anche a Catania: via Maran, ora c’è Pellegrino.
  • Una tifosa in Arabia Saudita ha regalato una Ferrari al suo calciatore del cuore per incoraggiarlo (questo mi fa capire che in Arabia Saudita i tifosi sono più ricchi dei calciatori… ho decisamente sbagliato Stato!).

Ci sono partite che rovinano la manicure

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Questa sera tre italiane scendono in campo per giocarsi l’Europa League. Mi permetto, a voi tifose di Juventus, Fiorentina o Napoli, di darvi un piccolo consiglio da donna: evitate oggi di farvi la manicure. Perché, ci sono partite che la rovinano. Potete stanne certe! Unghie perfette, fresche di manicure… bastano 90 minuti e sono distrutte. Ne so qualcosa.
Prima del fischio d’inizio hai unghie lunghe e curate degne di una star, finita la partita ti ritrovi le mani femminili come quelle di un meccanico.
La palla non entra, o non dovrebbe entrare, e le unghie cadono una dopo l’altra come i dieci piccoli indiani di Agatha Christie. In genere s’inizia dal mignolo (almeno io faccio così) perché è il dito più innocuo: già dopo le prime azioni critiche l’unghia sparisce. Poi tocca all’indice della mano sinistra e al medio della destra. E via via tutte le altre dita. E anche se nella testa senti una vocina che ti urla di smettere, i denti continuano la loro tremenda opera. Come fossero senza controllo.
Più tentate in questa pratica sono le ex mangiatrici di unghie, per loro ricaderci è sempre molto facile, soprattutto quando l’occasione è ghiotta e la tensione è in agguato.
Insomma, alla fine di una partita molto sentita, come può essere Juventus-Fiorentina, le unghie rischiano di fare una brutta fine. Per fortuna che stasera non ci saranno i tempi supplementari, altrimenti addentare i polpastrelli sarebbe un attimo.

Napoli-Roma, un secondo posto per due

Gonzalo Higuain

Gonzalo Higuain

Napoli-Roma vale il secondo posto e l’accesso diretto in Champions League. La Roma potrebbe allungare (a quel punto sarebbe quasi imprendibile) e il Napoli potrebbe invece avvicinarsi e sperare di chiudere il campionato dietro alla Juventus. Ma l’osservato speciale di questa sera, almeno per me, è Gonzalo Higuain.
Da quando è arrivato in Italia mi ha conquistata, non solo con le sue giocate da vero numero 9 (già 20 gol in stagione), ma per il suo modo da anti-divo. Da uno che gioca (e segna) e basta.  Non ha atteggiamenti da star, non appare sui giornali di gossip (oltre a quando ha rischiato di sfigurarsi a Capri) e non ha invaso l’Italia con super fidanzate e mazzi di donne  (almeno da quello che sappiamo noi). Higuain ci piace!
Non è un bellone super sexy, ma ha il suo perché: barba incolta e capelli con un taglio classico (niente creste, rasature bizzarre o ciuffi sparati di qua e di là). Insomma, uno che sarebbe potuto venire in classe con te o potrebbe essere un amico di vecchia data.

Comunque, tornando alla partita di stasera (ore 20.45) credo che sarà un bello spettacolo… visto anche, come erano andate le due sfide di Coppa Italia. Buon calcio a tutti!  

Napoli in maglia multicolor

Napoli in maglia multicolor

Il Napoli ha presentato la nuova maglia “Xtreme”, che sarà in vendita da febbraio. Va bé che è Carnevale, ma c’è un limite a tutto… mi chiedo come sarà vedere 10 giocatori in campo con questi colori sgargianti. Una mimetica che non si nota, non c’è che dire!

Dai capelli di Perin al twitter di lady Cassano

Mattia Perin

Mattia Perin

È lunedì e tra me e me, pensavo cosa resta di questa prima giornata di ritorno di campionato. Ho provato a fare una lista, come si fa con la spesa, e tra le cose buone, brutte e cattive, di roba ce n’è.

–          C’è la Juve sempre più regina del campionato, c’è l’Inter che perde e va in crisi (che poi non è tanto una novità) e c’è Seedorf che ha vinto la sua prima partita con il Milan, nonostante il gioco fosse come quello di Allegri… mah!

–          C’è Carolina Marcialis, moglie di Cassano, che su Tweet non ha perso occasione per dimostrare la sua conoscenza dell’italiano e dell’anatomia umana.

–          C’è la doppietta di Matri con la Fiorentina. Al Milan non segnava nemmeno nelle partitelle di allenamento. Resuscitato!

–          Ci sono i capelli di Perin che, sotto il diluvio di Genova, si sono incollati alla sua faccia. Sarà riuscito in serata a staccarli!?

–          Ci sono gli striscioni anti-Napoli apparsi allo stadio di Bologna. Io ancora devo capire quando lo sfottò, da tale diventa insulto raziale. Su dài, alla fine siamo allo stadio, non dico che tutto è concesso, ma un botta e risposta colorito tra territori è sempre stato divertente. Forse arriveremo a cantare: “Napoli, Napoli vai a quel paese” o “Roma birichina oppure torinesi maleducati”.