Per l’Inter… è tutta una questione di Pioli per risalire

Quindi se ho capito bene, l’Inter ha finalmente trovato il suo tanto cercato allenatore. E’ lui: Stefano Pioli. Ha sbaragliato la temibile concorrenza di Macelino. Che poi ‘sto Marcelino… ma chi è? Non è che i cinesi pensavano a Lippi?

“Per la panchina dell’Inter chiamiamo Marcellino Lippi, è già qui in Cina”. Poi si saranno capiti male e hanno ripiegato su Pioli.

Caro Pioli, hai la faccia da brava persona, quindi mi viene spontaneo dirti: ma in che pasticcio ti sei andato a cacciare? Ma chi te lo ha fatto fare? Stavi tanto bene a casina tua e persino pagato dalla Lazio. Facevi le tue cose, nessuno di dava fastidio. Avevi pure tutti i weekend liberi. Ricordati, i soldi non sono tutto.

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Con Pioli l’Inter tornerà a salire?

Ora tutte le mattine avrai a che fare con Icardi sempre su di giri e con ore di sonno arretrato per colpa di Wanda, dei numerosi figli e delle discoteche; con Candreva che già alla Lazio non eravate amiconi; con Nagatomo che mangia sushi anche a colazione; con Brozovic che posta selfie anche dopo uno starnuto; con Kondogbia, ecco con lui è meglio non averci molto a che fare sopratutto se nudo… Insomma, hai proprio una bella gatta da pelare. E, visto che i tuoi capi sono cinesi, c’è il caso che il gatto dopo averlo pelato te lo fanno anche mangiare. Ma non te potevi fare gli affaracci tuoi?

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Ti ritrovi in uno spogliatoio spaccato o a breve spaccheranno lo spogliatoio: non so tra le due qual è peggio! Ah, dimenticavo, in uno sgabuzzino troverai anche Gabigol, è come nuovo… mai utilizzato. Non spaventarti.

Inoltre, mannaggia a te, la prima partita che affronterai, da neo allenatore dell’Inter, è il derby e come da tradizione, la prima partita, un allenatore la vince sempre.
Che dirti di più: alla peggio sarai uno dei tanti che è passato e si è seduto su quella panchina, ha visto giocare quattro ragazzini e poi se n’è andato, non ti preoccupare è quello che fanno tante persone ai giardini. E loro lo fanno pure gratis.

Il primo fa ingrassare (poesia del giorno)

Niente Primi,

che poi coi carboidrati 

si ingrassa

Per questo il Milan resta (a) secco… anche se non sta attento alla linea (del fuorigioco)

Vittoria del Milan… gioire con moderazione (ma anche no)

Dopo anni di astinenza si torna a godere (almeno un po’). Almeno fino alla prossima giornata di campionato, cioè mercoledì, vorrei vivere nell’illusione che il Milan è tornato ad essere una squadra. Una squadra che gioca a pallone discretamente. Una squadra, che ha battuto la Juve.

Oramai il tifoso del Milan è disincantato, vive alla giornata (di campionato), non fa progetti, accetta quello che accade con un entusiasmo moderato, perché è facile tornare nel baratro. Sta in silenzio, ma gode interiormente. Eccome se gode!! Gode sopratutto perché gli amici juventini non si sono fatti sentire. Strano, sono tutti in silenzio stampa.

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Ma oltre a godere, ringrazia. Ringrazia Locatelli per il gol e Donnarumma per la parata. Ringrazia il barbiere di Paletta che gli ha tagliato i capelli, trasformandolo in un Sansone al contrario. Via i capelli… sono arrivati dei piedi decenti. Ringrazia Mondella per aver creato una squadra. Ringrazia Suso, Romagnoli e Niang per aver dato una speranza. Ringrazia gli arbitri? Forse sì, forse no. Ringrazia per aver vinto una partita alla maniera della Juve. Eccecavolo, per una volta!

Ma come dice Rossella… mercoledì prossimo è un altro giorno! Cavolo così presto…

 

Chiudo con un piccolo pensiero per i miei amici interisti 

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In attesa di Milan-Juve

…quindi questa sera c’è Milan-Juve!

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Mi sono rimaste circa 7 ore per sperare… non toglietemi illusione di vedere una bella partita con un bel risultato. O anche una brutta partita, ma sempre con un bel risultato. Insomma, il bel risultato lo voglio. Eccome se lo vogliooooo!!

Milan, dalla frutta al secondo (ma chi ci crede)

E’ inutile dirlo e ridirlo, ma il Milan secondo nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Nemmeno il tifoso più ottimista. Magari in questa posizione durerà solo per una settimana, magari per un mese o fino a maggio: non si sa. Si sa solo che a queste altezze non ci eravamo più abituali… oddio, mi stanno venendo le vertigini!

Sabato c’è Milan-Juve e sicuramente tutto verrà ridimensionato. O anche no. Ma come no? Sicuramente sì. Non facciamoci false illusioni.

Ecco, un Milan secondo è quasi incredibile come il fatto che la biografia di Mauro Icardi nessuno l’abbia riletta prima della pubblicazione. Ma l’Inter, un ufficio stampa ce l’ha?! Certo che ce l’ha. Lo so per certo, perché anni fa lo contattai per richiedere un’intervista con Marco Materazzi. Quindi mi dico: ma una sbirciatina a quelle pagine gliela potevano pure dare.

 

Comunque, biografie, Inter, Icardi… importa poco. L’importante è il secondo posto del Milan. Non accadeva da anni… un po’ come il passaggio della cometa: chissà quando ricapiterà.

Il Milan secondo è come un parcheggio in centro… quando lo vedi non credi che sia reale

Il Milan secondo è come un messaggio che aspettavi da mesi… lo guardi, lo leggi e rileggi, ma pensi che non è per te. Che è impossibile quello che hai davanti agli occhi.

Ma stiamo parlano del Milan, del Milan contemporaneo, quindi poche illusioni, molta realtà ed è meglio vivere alla giornata (di campionato).

Gli uomini pensano al calcio, le donne allo shopping

Evvai con i cliché. Questa convinzione è dura a morire. Lo dimostrano le scritte apparse sulle porte dei bagni della catena di hotel Pentahotels. Sulla porta delle signore c’è la scritta “shopping”, mentre su quella per gli uomini “calcio”.

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Ovviamente non potevo non dire la mia, non so perché ma mi sono sentita chiamata in causa

Conosco donne e uomini che potrebbero essere facilmente scambiati per smontare questo luogo comune.

Donne che fanno acquisti il minimo indispensabile, così da avere un guardaroba decente per non uscire in pigiama, e uomini che non sanno nemmeno se il Genoa gioca in serie A

Uomini che fanno più shopping in una settimana di quanto io possa farlo in un anno, e donne che hanno più magliette di calcio che di H&M

Uomini che si gasano con i saldi e donne che lo fanno con un gol

Uomini che inviano foto degli acquisti appena fatti e donne che inviano quelle con indosso la maglia di calcio

Uomini che non hanno mai messo piede allo stadio e donne che non sono mai entrate da Armani

Uomini che sanno abbinare i colori e donne che alcuni colori insieme non li metterebbero mai (rischio di ricreare bandiere di squadre avversarie)

Insomma, potrei andare avanti per ore (mi fermo per non annoiarvi) confutando questo stereotipo oramai sorpassato, ma preferisco pensare a Italia-Spagna di questa sera… mentre mi provo le scarpe che ho comprato ieri.

Va be’ ogni tanto faccio shopping anche io, che credete!

Che maglia (seconda versione)

La nostra amica blogger Cippy mi ha inviato questa foto dove si esprime il reale valore e il significato delle maglie di alcune squadre. Che ne dite?

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Che maglia… (a volte è meglio giocare senza)

Questa stagione calcistica sta regalando diverse soddisfazioni in fatto di look sul campo. Non c’è che dire!

Bologna ed Empoli versione uniposca

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La Juve in stile animalier che fa tanto Roberto Cavalli

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Le lattine di Fanta e Sprite di Roma e Inter, io avrei puntato su un energy drink

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Il Deportivo Palencia Balompié mette in mostra i muscoli

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Io e Ronaldo

Oggi Ronaldo, Ronaldo Luís Nazário de Lima, il Fenomeno, no Cristiano Ronaldo CR7 – per capirci – compie 40 anni.
Nonostante sia legato principalmente all’Inter, ho diversi episodi che me lo ricordano. Due su tutti sono indimenticabili.

Il primo risale all’estate del 1999. Andai al mare con le mie amiche e un mio amico a Riccione. Quelle vacanze in cui vai in spiaggia alle 2 del pomeriggio, tanto per intenderci. Nella palazzina dove c’era la nostra casa in affitto c’erano due appartamenti con dei ragazzi, tanti ragazzi, solo ragazzi maschi.
Da una parte, quelli che avevamo soprannominato i peones, facevano le canne tutto il giorno e stavano sempre in casa, da quello che avevamo capito. Nell’altro appartamento invece c’erano gli ultrà… che dai cori che intonavano erano tifosi dell’Inter. Ronaldo in particolare era il soggetto più cantato.

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“Il fenomeno ce lo avete voi… ma vinciamo noi”

Be’, dopo quattro giorni di cori interisti non ne potevo più. Convinci le mie amiche a intonare: “Il fenomeno ce lo avete voi… ma vinciamo noi”. Nel 1999 il Milan, infatti, aveva vinto lo scudetto, tra l’altro a Perugia. Funzionò, iniziarono a risponderci da un appartamento all’altro, in uno scambio di cori da stadio degno del miglior San Siro. Solo che un giorno, la mia amica pagò per tutti: mentre era sul terrazzo le arrivò una secchiata d’acqua gelata. La finimmo con i cori! Però Ronaldo rimase con noi per l’intera vacanza.

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Le lacrime di Ronaldo

Il secondo episodio è legato al famoso 5 maggio 2002, quando l’Inter perse lo scudetto contro la Lazio. Le lacrime di Ronaldo furono indimenticabili, come gli sfottò che mandai ai miei amici interisti… giorni e giorni di “insulti” a distanza tramite sms. Tra questi c’era anche il tipo che all’epoca mi piaceva, quindi… grazie Ronaldo per avermi fatto divertire!  

Poteva essere mio padre…

Sabato pomeriggio durante il derby Perugia-Ternana è morto un uomo.

E’ morto lì, allo stadio, mentre guardava la sua squadra del cuore… ed è stato proprio il suo cuore a tradirlo. Le due tifoserie si sono ammutolite, hanno tolto gli striscioni e il gioco si è fermato. Si cercava di capire quello che stava succedendo: sia allo stadio che dalla televisione.
L’arbitro ha fatto riprendere il gioco, ma le due squadre, hanno avuto buon senso e non hanno giocato. O meglio si sono passate il pallone per far trascorrere il tempo che rimaneva. Sarebbe stato privo di umanità giocare a calcio, mentre sugli spalti veniva praticato il massaggio cardiaco a una persona.

Non entro nel merito di come è stata gestita la cosa, se bene o se male. Di cosa andava fatto, di come la Lega di serie B ha agito facendo riprendere il gioco. Del perché i media nazionali hanno a malapena riportato la notizia: forse perché, quando gli ultrà e i giocatori si comportano umanamente e con eleganza non fanno notizia. Meglio risse e carche della polizia.

Penso solo che quell’uomo poteva essere mio padre

Perché anche lui sarebbe dovuto essere lì, in quel settore, quel pomeriggio a guardare la partita

Perché aveva la sua stessa età

Perché era un ex arbitro come lui

Perché era un tifoso del Perugia da quando era giovane

Perché era un abbonato storico

Perché è la prima cosa che ho pensato quando ho visto la scena in tivù

Perché poteva essere il padre di molti di noi