Inizia il campionato… allora si fa festa!

FH74-00011

E poi dicono dell’Italia?! Che siamo fissati con il calcio e che quando gioca la nazionale il Paese si ferma. Bé c’è anche chi fa peggio di noi. Ad esempio gli americani, che manco a dirlo sono sempre esagerati con tutto.
La loro ultima idea è quella di rendere “L’Opening Day”, cioè l’inizio della stagione della MLB, festa nazionale. Per loro infatti quel giorno è molto di più che l’inizio del campionato di baseball: è un simbolo di rinascita. È l’arrivo della primavera, è un giorno di speranza.
La MLB calcola che circa 22 milioni di americani il giorno dell’Opening Day va in ferie e quindi perché non rendere quel giorno festa? Per questo è stata organizzata una raccolta di firme (ne servono minimo 100.000) da presentare alla Casa Bianca e considerando che all’inizio della stagione manca quasi un mese (il via è il 31 marzo) e solo dopo tre giorni si erano già raccolte 47mila firme, si può dire che l’obiettivo è quasi raggiunto.  Quindi, che festa nazionale, sia!

A confronto la fissazione per il calcio degli italiani è solo un semplice passatempo. Oppure si potrebbe prendere spunto (visto che si copia sempre dagli americani) e quando inizia il campionato, tutti a casa!

Milan-Juve vs Oscar: the winner is…

Mancano poche ore alla  Notte delle stelle. È  infatti il weekend di Milan-Juventus e della cerimonia degli Oscar. Per questo motivo non sapendo cosa scegliere, ho provato a mischiare gli eventi e a farli sfidare tra loro. Riunendo così le mie grandi passioni.

Migliore protagonista 

leonardo_dicaprio-2013-Golden-globes-tagroom imagesXU80A1ZK
Leonardo DiCaprio vs Kakà
Faccia da eterni ragazzini. E se Kakà il suo “premio d’oro” lo ha già vinto, speriamo che Leo possa fare lo stesso.

Migliore chioma 

antonio_conte imagesEK3WDDTC
Antonio Conte vs Jared Leto
I capelli sono un po’ il loro marchio di fabbrica. Non si può parlare di loro e non pensare alla loro discussa chioma.

Miglior ex bidone

Llorente  imagesOZKS3HTM
Fernando Llorente vs Matthew McConaughey
E chi se li aspettava? Il primo quando è arrivato in Italia era considerato un bidone e poi è esploso. Anche il secondo, prima del film “Dallas Buyers Club”, era un vero e proprio bidone del cinema.

Miglior regista

Juventus v Parma FC - Serie A  mcqueen
Andrea Pirlo vs Steve McQueen
Uno in campo, l’altro dietro la macchina da presa: dirigono che è una bellezza.

Miglior straniero (inaspettato)

sorrentino  imagesHQSYVYSQ
Paolo Sorrentino vs Adel Taarabt
Sono entrambi i due stranieri che non ti aspetti. Per loro potrebbe essere una serata indimenticabile.

Miglior location

Dolby Theatre  sansiro2
Dolby Theatre vs San Siro
Qui la scelta è dura. Entrambi sono due grandi palcoscenici dove si sono esibite tantissime star.

Quanti anni hai, stasera?!

Samuel Eto’o

Samuel Eto’o

“Quanti anni hai, stasera… quanti me ne dai, bambina” cantava Vasco Rossi. Questa strofa calza a pennello con le ultime vicende anagrafiche dei calciatori, che pur di giocare, si abbassano l’età.

Ma quelle non erano le attrici? Che dopo gli anta hanno un’età indefinita?!
Questa moda c’è anche nel calcio, basta pensare all’ultimo caso che ha visto protagonista Joseph Marie Minala, il giocatore della Lazio, che per qualcuno avrebbe 42 anni. Dal Senegal infatti, era arrivata la voce: “Ho 42 anni, non 17”, parole attribuite dal portale Senego.net al calciatore stesso. Ma la smentita è prontamente arrivata a confermare la data di nascita presente sul passaporto. I dubbi comunque restano, perché a vederlo non sembra proprio un diciassettenne.
Poi ci sono stati i dubbi di Mourinho sull’età di Eto’o: “Non ha 32 anni, forse 35 anni”. Dubbi alimentati anche dalle parole dell’ex fidanzata del calciatore: “ha più di 39 anni, perché è nato nel 1974 ed è evidentissimo che sia più vecchio dell’età che aveva detto di avere la prima volta che arrivò in Europa”. Anche qui la vicenda resta nebulosa.

In passato c’erano stati altri casi come questi. Chi non ricorda il brasiliano Luciano, che arrivato al Chievo dicendo di chiamarsi Eriberto e di essere 4 anni più giovane di quanto poi si è scoperto, o la lunghissima vita calcistica di Taribo West, ex difensore di Inter e Milan. Quest’ultimo, quando andò a giocare a Belgrado nel 2002, diceva di avere 28 anni, ma si scoprì poi che di anni ne aveva 40.

E poi dicono delle donne…?! Questi calciatori sono sempre più vanitosi…

Joseph Marie Minala

Joseph Marie Minala

E se l’assist non lo fa Pirlo…?

calcio7

Quando i termini calcistici si adattano alla vita reale: uno di questi è l’assist.

Secondo la definizione: l’assist è il tiro del giocatore che consente al compagno di segnare un gol. Insomma, è quel tiro che serve per andare a rete. Questo nel gergo calcistico.
Ma spesso ho incontrato gente che ti fa degli assist, mentre parli con loro, che Pirlo e Totti se li sognano. Ti servono su un piatto d’argento una battuta o a volte una cattiveria (sì lo ammetto!) che non cogliere l’occasione è veramente uno spreco. La battutaccia se l’ha attirano come una calamita. È come se ti dicessero: “Vai colpisci pure, sono pronto”. Perché, diciamo la verità, qualcuno se lo merita anche.
Ti fanno, appunto, un assist talmente preciso che andare a rete (facendoli spesso rimanete male) è facile come per Cristiano Ronaldo.

Altri invece, pure sempre dei notevoli distributori di assist, ti dispiace colpirli e fargli perdere la faccia, ma l’invito è talmente goloso che non resisti. Quindi, in questo caso, vai comunque a rete, ma non esulti dopo il gol, come un vero ex. Fai il tuo dovere, ma l’esultanza è troppo.

Infine ci sono altri soggetti i quali è impossibile prenderli in contropiede (sempre restano in tema calcistico) perché hanno sempre la difesa schierata e non abbassano mai la guardia. Bé, con queste persone smarcarsi per andare a rete non è per niente facile. Sarebbe in difficoltà persino Messi.

C’è un indonesiano in coma…

Italian Soccer Serie A - Inter vs Cagliari

Oggi pensavo tra me e me: ma Thohir sa quello che sta facendo? Perché ogni volta che le telecamere lo inquadrano a San Siro non riesco a non chiedermi: “Ma saprà cosa sta guardando?”, “Avrà capito che deve tifare per quelli vestiti di nerazzurro?”. Ieri infatti, per non sbagliarsi ed esultare al gol del Cagliari si è messo una sciarpina come promemoria, che gli ricordava i colori che doveva tifare.

Il neo presidente dell’Inter dispensa in tribuna sorrisi e saluti a destra e sinistra, ma a me dà la sensazione di voler essere da tutt’altra parte. E di pensare: “Ma chi me lo ha fatto fare? Non potevo comprarmi un villaggio turistico a Santo Domingo. Risparmiavo e mi abbronzavo”.
Ieri addirittura non è risuscito più nemmeno a camuffare “il suo entusiasmo” (pari a quello di uno che sta in fila dal dottore da ore e non vede l’ora che sia il suo turno per andare via) e ha cominciato a sbadigliare e ad appisolarsi. Certo, la partita non aiutava e il pari in casa dell’Inter non è certo esaltante. Ma secondo me, Thohir il calcio lo odia proprio, non lo capisce e si trova a suo agio a San Siro come un ermellino ad una sfilata di Annabella di Pavia. Prima o poi gli fanno la pelle, è sicuro!

Su, indonesiano non abbatterti, il campionato finisce a maggio, non manca molto! Poi potrai sparire fino ad agosto. Nessuno sentirà la tua mancanza.

Juve-Torino… il mio personale derby

juventus_stadium

Anche io ho avuto il mio derby personale: Juventus-Torino. Qualche mese fa sono stata a Torino e per una giusta par condicio ho reso omaggio, a mio modo, a entrambe le squadre.
La prima tappa è stata a Superga e al monumento dedicato alla tragedia del Grande Torino. Sciarpe, fiori e messaggi ricoprono la lapide, che era avvolta da una coltre di nebbia, che rendeva tutto ancora più suggestivo e triste.

La seconda tappa del pellegrinaggio calcistico è stato lo Juventus Stadium. Decisamente tutta un’altra storia: il centro commerciale “Area 12” e il museo (nel quale però non sono entrata) sono l’esaltazione dei colori bianconeri. Un omaggio alla squadra in tutto e per tutto.

Insomma, in quei giorni ho vissuto il mio personale “derby della Mole”. Alla fine Torino è anche questo… 

CIMG3518

È la dura legge del gol…

883-la_dura_legge_del_gol!-front

“È la dura legge del gol”. Max Pezzali lo sa bene (è pure interista!). “Fai un gran bel gioco però, se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono…” (ovviamente con gli accenti tutti spostati nel vero stile 883).
È quello che ieri è successo al Milan. Primo tempo giocato alla grande: una traversa, un palo e un rigore forse non dato (non sembrava nemmeno il Milan visto in campionato), ma poi il secondo tempo i rossoneri sono calati, Balotelli è uscito e l’Atletico Madrid ha sfruttato l’unica occasione che ha avuto, su un calcio d’angolo (prima non è che avesse fatto grandi tiri in porta). Ma, come insegna il nostro Max (non Allegri, sia chiaro) la difesa è tutto e nel corner, quella del Milan, è po’ mancata.
Ed ecco la dura legge del gol. Diego Costa non ha perdonato e l’ha buttata dentro.
Ora il ritorno l’11 marzo è durissimo per il Milan, ma come dicono tutti, il calcio è strano… e ci vuole anche un po’ di fortuna, quel “fattore C” che Seedorf aveva avuto nelle prime partite. Già sarà finito?! Speriamo di no.

Conte non ha mai avuto fortuna con il Capello

Antonio Conte

Antonio Conte

Non avrei mai pensato di arrivare a dirlo, ma sono d’accordo con Antonio Conte. Oddio, l’ho detto! Perché Conte non è che sia un simpaticone, ma tutta questa diatriba tra lui e Fabio Capello me lo ha fatto rivalutare. Ho trovato le sue risposte a mister Capello decisamente appropriate.  Ha fatto proprio bene. Ma d’altronde l’allenatore della Juventus con i capelli non è mai tanto andato d’accordo. Sono un po’ il suo tallone d’Achille. Spesso si è parlato della sua chioma spuntata così dal nulla: un giorno era pelato e il giorno dopo aveva un crine da fare invidia a Satomi di “Kiss me Licia”. Miracoli della scienza! È come un Sansone dei nostri tempi: più i capelli crescono (con trapianti e parrucchini) più ha forza e vince. Potrebbe essere questo il suo segreto… 
Fatto sta che Conte non vuol essere preso a capelli (con quello che gli sono costati!) da Capello e risponde ad una antipatia nata nel 2004 quando l’allenatore della Russia lo estromise sia dalla rosa che dallo staff della Juventus. Se l’era legata al dito o chissà, magari aveva fatto una treccina ai capelli per ricordarsi la vendetta…?!

Milan-Atletico, come l’appuntamento con l’uomo dei sogni. Se sbagli sei fregata

prince

Per un tifoso del Milan, mercoledì sarà un giorno tra gioie e dolori. Un giorno che speri passi velocemente e senza fare troppi danni e feriti. Un po’ come quando arriva una tromba d’aria. I rossoneri affronteranno negli ottavi di Champions League l’Atletico Madrid, una delle squadre più informa del momento, prima nel campionato spagnolo. Mercoledì sarà per Seedorf la prova del nove e anche il milanista più ottimista sa che sarà veramente dura. Ma le partite sono strane e imprevedibili, quindi… nulla è certo.

Ora amiche cercherò di spiegarvi il senso della gara in questione.

È un po’ come un super appuntamento con un uomo bellissimo, divertente e intelligente (sempre che ne esistano di uomini così, ma parliamo per ipotesi). Ovviamente non vedi l’ora di giocarti questa partita, ma se sbagli solo una mossa sei fregata. In una sera ti giochi il tutto per tutto. Anche se hai preparato tutto nei minimi particolari (vestito giusto, trucco perfetto e capelli da urlo) può esserci sempre la variante x che fa andare tutto storto e mandare la serata alle ortiche. Rischi quindi di farti parecchio male e di tornare a casa con due belle sberle (metaforiche). Facendo dei danni che, nella gara di ritorno (un secondo appuntamento sempre se ci sarà) non saranno più recuperabili. Il principe in questo caso potrebbe trasformarsi in un vero rospo da mandare giù.

Stesso discorso vale per il Milan, che dovrà dare il meglio di se, non sbagliare nulla e cercare il gol in contropiede. Insomma, non dovrà fare errori. Altrimenti il secondo appuntamento con L’Atletico sarà davvero inutile. Per un mercoledì da…   

Icardi, “giocare è la cosa che sa fare meglio”. Bah!

icardi

Oggi voglio riportare il commento di Wanda Nara, la fidanzata di Mauro Icardi, fatto su Twitter, dopo il suo gol di ieri sera contro la Fiorentina: “Non ho mai avuto dubbi,il problema è di quelli che parlano avevi solo bisogno di giocare per dimostrare ciò che meglio sai fare”. La domanda mi viene spontanea: se giocare è la cosa che sa fare meglio, le sue doti da amatore, tanto decantate, sono solo pura invenzione? O qualcuno ha esagerato un po’.

Vi lascio con questo dubbio…