Come alza le coppe lui non lo fa nessuno….

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Il Real Madrid guidato da Carlo Ancelotti ha vinto il Mondiale per club e Iker Casillas ha alzato al cielo la sua ennesima coppa. Non c’è che dire… come alza lui le coppe non lo fa nessuno. Che stile! Che eleganza! Un vero professionista.

Mmmmm… questa mattina vorrei essere proprio una “donna trofeo”, per essere afferrata e alzata in aria da Casillas come la coppa del Mondo.

Roma-Milan… speranze e preghiere di due tifose

Questa è la sera di Roma-Milan. Ma soprattutto questa è Roma-Milan vista attraverso gli occhi di due donne tifose, che sperano in un bel incontro – non col principe azzurro – ma tra le due squadre, in un gran gioco e in un risultato positivo, che però non potrà essere per entrambe. Una delle due resterà delusa, anche con un pareggio.

Le speranze di una romanista (Luna)
downloadMi dispiace che stasera saremo rivali, seppur per una sera, ma spero per una volta di non  prendere il gol dell’ex – una nostra maledizione-, di non sprecare ogni volta 1000 palle gol – un classico della Roma in questi ultimi tempi- e per una volta di non soffrire fino al 90° più recupero, perché, si sa, a noi le cose facili non ci piacciono, siamo masochisti, “ce piace soffrì”. Vorrei evitare di prendere il gol del pareggio, o peggio ancora della sconfitta, nei minuti di recupero e, se dovessimo perdere farlo, per merito dell’avversario piuttosto che per demerito della Roma. Infine, mi piacerebbe poter vedere Galliani, Silvietto e Pippo piangere: in fin dei conti noi dobbiamo stare col fiato sul collo alla Juve e non possiamo perdere punti. La Juve non la molliamo, e anche se saremo sempre gli eterni secondi, questo non accadrà mai. Quindi in bocca alla Lupa e che vinca il migliore!

 

Le preghiere di una milanista (Agnese)
ac_milanLa rivalità, se sana, è divertente! Non credi Luna? Le mie, più che speranze sono preghiere. Il Milan l’ultima partita prima della pausa natalizia spesso la stecca… è quasi una tradizione come la tombola e il pandoro. Quindi da milanista spero che si inverta la tradizione, che segnino tutti gli ex romanisti in campo, che si giochi una partita decente – mi accontenterei di replicare quella col Napoli (magari con lo stesso risultato) e soprattutto vorrei che per una volta non vinca il migliore, ma il Mi…an!
L’ipotesi che la Juve, perdendo la Roma, possa prendere il largo… macchisenefrega! Il Milan deve vincere, il campionato è ancora lungo e la Roma se vuole la può riacciuffare. Non tiferò mai contro la mia squadra. Nemmeno fosse stata l’ultima della stagione. Infine, prego per una difesa che non traballi, un centrocampo compatto e un attacco degno di essere chiamato così. Ok, sembra quasi un’utopia, ma voglio credere nel miracolo del Natale!

 

P.s. ringrazio Luna del blog “Cippe’s” per la collaborazione!

Mi manca Balotelli…

Ok, lo dico pubblicamente: mi manca Balotelli. Mi mancano le sue ballotellate, mi manca quando rispondeva a tono a quei saccenti opinionisti di Sky, mi manca quando faceva le interviste post partita con Marco Nosotti e aveva l’aria di chi avrebbe preferito fare una lavanda gastrica pur di non rispondere alle domande, e mi mancano persino i suoi (pochi) gol al Milan. Oh, a me è sempre piaciuto e il fatto che si sta perdendo mi dispiace parecchio. Che parlano più di lui i giornali di gossip rispetto a quelli di calcio mi rammarica molto. Il suo problema non sono i piedi, ma la testa.

Mario-Balotelli

A Liverpool è triste Mario, sente la nostalgia di casa. Gioca poco, non segna e ne combina una al giorno. Inoltre, la stampa inglese non gliene passa una e non perde occasione per informarci quotidianamente su quello che fa, con chi va a letto, con chi esce, dove va, cosa mangia e cosa beve. Lo so (sulla mia pelle) che la stampa è in crisi, e che Balotelli vende, ma datevi una calmata. Ma i Reali li avete messi da parte?

L’ultima balotellata, o presunta tale, è quella che gli ha procurato una multa di 25 mila sterline e la squalifica di una giornata per un post pubblicato su Instagram e ritenuto razzista.
La FA (Football Association) ha squalificato il calciatore per un’immagine pubblicata che raffigurava SuperMario (non lui, ma l’omino baffuto dei videogiochi) con la scritta: “Sii come Mario, è un idraulico italiano, creato da giapponesi, parla inglese e somiglia a un messicano. Salta come un nero e raccoglie monete come un ebreo“.
Balotelli, visto il putiferio che si era scatenato, si era subito scusato, spiegando che i suoi intenti erano anti-razzisti e aggiungendo che per ragioni di discriminazione razziale aveva sofferto per tutta la vita. Sì, perché Balotelli, se qualcuno non se ne fosse accorto, è scuretto, quindi accusarlo di razzismo per “salta come un nero”, mi sembra un po’ bizzarro e fuori luogo. E’ un po’ come accusare Gigi D’Alessio, per una battuta sui napoletani, di razzismo territoriale… Cioè, ne ha combinate di peggio… suvvia!

Quindi scatta l’accusa di antisemitismo per il “raccoglie monete come un ebreo”? Ma è ironia: sul web si leggono cose peggiori, per non parlare di quello che dicono “alcuni politici”, o presunti tali, su mussulmani, immigrati e cose affini. Da brividi! Se non sbaglio Woody Allen ci ha costruito una carriera ironizzando sulla comunità ebraica newyorkese e la federazionecinematograficaebreaamericana, non mi sembra sia mai intervenuta. Ma è Allen e ovviamente può fare e dire tutto.
Non è mica un calciatore di colore spesso vittima nei nostri stadi di buuu razzisti. Perché allo stadio puoi urlare di tutto, ma guai a pubblicare una vignetta su Facebook. Mi è capitato personalmente di assistere a degli insulti razzisti rivolti a lui a San Siro (con tanto d’interruzione della partita da parte dell’arbitro) fatti da dei tifosi romanisti e mi è salito un tale nervoso che sarei voluta tornare a casa… e mandare al diavolo Milan-Roma.

Va be’… nonostante multe, squalifiche, post, insulti e razzismo a parte… mi manca Balotelli.

Ma giocano anche stasera….?!

Stasera torna il campionato. Oddio di giovedì? Non riesco a stargli dietro nemmeno io… è una vera fatica. Ma quando arriva la pausa natalizia? Dài basta calcio… è ora di comprare regali!

La notizia che la giornata di campionato inizia questa sera ha provocato le reazioni e i commenti più disparati:

Chi gioca al fantacalcio (preparare di corsa la formazione entro le 19)

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I tifosi (per loro è sempre una gioia)

Frozen (2013) Olaf (voiced by Josh Gad)

Basta… ma giocano sempre (chi odia il calcio non ne può più)

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 Giovedì gnocchi… non calcio (John Smith è il più gnocco dei principi Disney. Su questo non ho dubbi)

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I confusi (ma il giovedì non si giocava l’Europa League?)

cenerentola

Scusa… stasera guardo la partita e poi esco (prometto, è l’ultima del 2014)

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Ho tradito il calcio con il teatro… ma non ditelo in giro

Va bene lo ammetto, ma non ditelo troppo in giro, ne va della mia reputazione e di quella del mio blog.

1,2,3… lo dico: sia sabato che ieri pomeriggio non ho visto nessuna partita di calcio. Ecco l’ho detto!
Ho sbirciato solo Juve-Sampdoria, giusto perché a quell’ora pranzavo e poi nulla più.

Ho rimpiazzato il calcio con il teatro. Dopotutto, trovo che il teatro sia molto simile allo stadio – è vietato storcere il naso per l’accostamento, perché ci sono spettacoli più indecenti di una partita e partite più spettacolari di una pièce teatrale – in entrambi i casi ci si siede in base a quanto si vuole spendere: platea, palchi, loggione sono un po’ come tribuna, curva e terzo anello, (il cinema su questo è più democratico). Si assiste allo spettacolo, si applaude, si fischia, si commenta, ci si emoziona, insomma si partecipa attivamente come in una partita. A fine primo tempo si va la bar: allo stadio prendi una birra o un caffè Borghetti, a teatro un tè o dell’acqua.

In tutti e due i casi scegli cosa vedere in base ai gusti, in base a quanto ti possa piacere un attore e assisti all’evento. Poi torni a casa più o meno entusiasta… in base al risultato ottenuto.

Ecco, ieri ho sostituito il calcio col teatro e sono uscita con lo stesso spirito di quando si esce dallo stadio dopo che la tua squadra ha vinto. Decisamente soddisfatta. Ho applaudito, ho riso e mi sono persino commossa, cosa che a teatro non mi era mai accaduto (che volete, avrò la lacrima facile in questo periodo).

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Ah, dimenticavoMilan-Napoli però l’ho vista. Che volete… al cuor non si comanda e poi lo spettacolo è finito giusto in tempo per farmi assistere alla partita.
Dico pure per fortuna… e quando mi ricapita di vedere il Milan vincere e giocar discretamente? Sicuramente nel 2015… se va bene!

Chi gioca domenica? (è possibile una domanda più facile?)

Non ci sono più i weekend di una volta. Se uno volesse seguire tutte le partite di questa giornata di campionato dovrebbe non alzarsi più dal divano fino a lunedì sera, mettersi un catetere – o magari approfittare del bagno nei momenti di pausa tra un match e l’alto – ed estraniarsi dal mondo per tre giorni. Perché questa giornata di campionato (non è la prima) dura ben tre giorni.

Questi lunghi weekend calcistici sembrano un mix tra le sagre di paese (per la durata) e le attività di un villaggio turistico (per gli orari scadenzati).

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Il primo incontro è previsto per sabato alle 18 (così per prendere confidenza), il secondo invece è alle 20.45 (per passare la serata in compagnia).
Domenica non prendete impegni: s’inizia alle 12.30 col gioco aperitivo (Juve-Samp), si prosegue alle 15 con tre incontri post-pranzo, per merenda alle 18 c’è Cesena-Fiorentina e in serata Milan-Napoli. Il tutto si conclude lunedì con ben due partite: una precena alle 19 e una post alle 21. In pratica, un impegno continuo, senza un attimo di pausa. Tre giorni di full immersion nel calcio. Chi resiste è un vero eroe!

Oramai la domanda: “che partite ci sono domenica?” diventa inopportuna e rispondere non è così semplice. Perché, tecnicamente domenica ci sono solo cinque partite a tre orari diversi… due partite invece sono sabato e due lunedì, ma in questo caso si svolgono ad altri orari, che però non sono né uguali tra loro né gli stessi di domenica. Ok, mi sono persa. Se lo vuoi sapere compra la Gazzetta o guarda il televideo.  Non so che altro dirti!

Ora devi essere più diretto e devi specificare la squadra che vuoi guardare altrimenti non ne esci vivo. Non puoi restare vago, perché non otterrai mai la risposta che cerchi, ma ti pioveranno addosso cento informazioni e gli orari più assurdi. E alla fine ti ritroverai ancora a chiedere: “Ok, ma la Fiorentina gioca?! E soprattutto quando?”  

La tivù ci ha rovinato la domenica…

Piccoli calciatori crescono… anche grazie a Tascout

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Oggi vi voglio parlare di Tascout, il primo social network per ragazzi under 18 che condividono la passione per il calcio. Tascout è pronto ad accogliere giovani calciatori di tutto il mondo che vogliono condividere il proprio talento, scambiarsi consigli, emozioni, valori, insomma, creare una community che ruoti intorno alla loro passione. Non è certo una cosa da poco.
Ora vi spiego meglio. Con il nuovo social network si può esibire la propria bravura in video, ma anche commentare quello degli altri, seguire i calciatori più talentuosi e sfidarli per guadagnare punti e trofei.
Tascout dà visibilità a bambini e ragazzi di tutto il mondo senza barriere sociali, geografiche ed economiche e di condividere, mediante la socializzazione, i valori positivi dello sport più bello del mondo: il calcio.
L’idea è venuta dopo aver letto la storia di Pety, il calciatore brasiliano che a soli 13 anni ha firmato un contratto con il Real Madrid grazie ai video caricati dal padre su YouTube – spiega l’ideatore, Claudio Del Gusto dichiara -. Così abbiamo deciso di offrire ai giovani talenti di tutto il mondo una vetrina, ma soprattutto una piattaforma online semplice e sicura dove poter vivere il calcio a 360 gradi”.
Ragazzi di tutto il mondo usano Tascout per conoscersi e restare in contatto, condividendo il sogno e la possibilità di essere notati più velocemente da osservatori, procuratori e settori giovanili.
Il progetto è già un successo online grazie alla nutrita community creatasi sui social network: sono oltre 17mila i fan di Tascout su Facebook che ogni giorno mostrano le loro qualità e la loro bravura.

Mi piace il calcio… e allora?!

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Oggi voglio dedicare questo post a quelli che non capiscono e trovano aliena la mia passione per il calcio. Ed elencare le frasi più o meno carine che mi sono state rivolte per questo.

Numero uno

“Segui il calcio? Pensavo fossi una persona intelligente”. Perché ovviamente chi segue il calcio è un cretino. Calcio è sinonimo di poca intelligenza. Va be’, se la pensi così… puoi pure sparire. 

Numero due

“Agné… ancora pendi tempo a guardare le partite?! Cambia sport”. Ecco, questa è una frase che spesso me la sono detta pure tra me e me, ma per ora non è mai successo. Forse non succederà mai. 

 Numero tre

“Hai aperto un blog sul calcio???? Ma davvero?!” Sì, ho aperto un blog sul calcio… Su che altro dovevo aprirlo? Non ho mocciosi per casa, non sono scrivere poesie, non racconterei mai le mie vicende (e sfighe) amorose in giro, non sono una fashion victim e odio cucinare. Quindi il calcio mi sembrava la soluzione più adatta…  

Numero quattro

“Cambia squadra!” Mai. Si cambiano uomo, partito politico, amicizie, lavoro, città e gusti sessuali, ma la squadra Mai. 

Numero cinque (vietata ai minori)

“Invece di seguire 11 uomini sudati preferisco stare dietro a una donna bagnata”.
Questo è stato un commento non molto velato che mi hanno scritto sul blog appena aperto. Iniziamo bene. Diciamo che, essendo stato scritto da un uomo non posso dargli torto, ma certo la finezza non è stata delle migliori.

Io invece adoro seguire 11 uomini sudati… anzi 22 per la precisione!

Io tifo per le italiane (erano anni che non succedeva)

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Juventus e Roma vogliono (devono) restare in Europa. Per la precisione nell’Europa che conta, nel salotto buono per intenderci. Ma lo meritano veramente? Possono effettivamente collocarsi tra le 16 squadre migliori del continente?

Per la grinta in campo? Sì. Per il gioco proposto? A volte. Per il merito? Ma sì, via.
Per il calcio italiano sarebbe una spinta d’entusiasmo, un barlume di speranza per tornare in alto, anche solo per sentire la musichetta della Champions per almeno altre due partite.

Stasera e domani Juve e Roma si giocano il tutto per tutto: dentro o fuori, in Champions o in Europa League, sconfitte o vincitrici. Per una volta far mettere il broncio a spagnoli e inglesi non sarebbe male.

Ho deciso (lo dico a denti stretti), tiferò per le italiane. Negli anni passati ammetto di non averlo sempre fatto, dopotutto non ho mai detto di essere sportiva, anzi in alcune occasione ho proprio gufato spudoratamente. Ma quest’anno voglio cambiare, anche solo per avere nei prossimi giorni qualcosa da scrivere sul blog, anche se mi è venuta in mente una chicca di frase da scrivere se la Juve esce (alla peggio la uso domani).

Va bene, basta discutere: l’Italia deve restare nell’Europa che conta… che ne dicano Grillo e Salvini.
Oops, questi due in questo caso d’entrano poco!

Influenza e Juve… il mio weekend inizia nel peggiore dei modi

influenza

Il mio weekend inizia nel peggiore dei modi. Ho l’influenza da due giorni e non c’è verso che mi passi (era dalle scuole medie che non mi ammalavo. Forse è per questo che ci mette tanto ad andarsene: deve recuperate il tempo che mi è stata lontano. Esci da questo corpo!) e stasera gioca di nuovo la Juventus! Ma gioca tutte le sere…?! Fatemi capire… Io ‘ste giornate di campionato spezzettate non le capisco proprio. Non sono più “giornate” di campionato, potremmo chiamarlo “weekend lungo di campionato che inizia il venerdì e finisce di lunedì”. Sembra più una sagra di paese…

Comunque, Juventus e influenza sono un binomio difficile da sopportare… soprattutto se si uniscono lo stesso giorno. Insomma, mancano i pidocchi, un nuovo film di JeanClaude Van Damme e il pacchetto può essere completo.

C’è da dire però, che Fiorentina-Juventus è una partita che mi è sempre piaciuta: per la rivalità tra le due squadra, perché la Fiorentina spesso ha fatto lo sgambetto ai bianconeri e perché potrebbe rivelarsi un incontro divertente. Potrebbe non essere una partita così scontata…

Nel frattempo, armata di fazzoletti, aspirine e pasticche per la gola, mi toccherà guardare la partita (ho pure il divano tutto per me questa sera) e ripeterò come un mantra: “Influenza esci da questo corpo… e tu Mario Gomez fai entrare quella palla!“.