Ibra il “colombiano”

Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic

Cercasi attaccante disperatamente. La Colombia vuole Ibrahimovic. Da quando Falcao si è infortunato la nazionale sudamericana è disperata. Quando ho letto questa notizia non ho potuto fare a meno di ridere.
C’è da dire che la cosa è buffa. Un po’ come le auto: si rompe un pezzo, allora ne cerco un altro…
Ora vi racconto per bene. Il giocatore del Monaco è ko e questo gli farà saltare il Mondiale. Ed allora cosa fare? Nell’era di internet, che c’è di meglio del far partire una campagna, via Twitter, per naturalizzare Ibrahimovic e farlo così scendere in campo con la maglia della Colombia.
#NaturalizaIbra, questo il trend creato sul social network per sperare di avere lo svedese in campo. Chissà se Ibra accetterà? C’è da dire che da buon mercenario qual è, potrebbe pure accettare l’offerta, o magari prenderla in considerazione. Dopotutto si parla di giocare un Mondiale.
A questo punto io proporrei di naturalizzare Gareth Bale, che con la nazionale gallese non andrà in Brasile. Prandelli, fossi in te ci farei un pensierino!

Altro che calcio… io scommetto sull’Oscar

Toni Servillo in "La Grande Bellezza"

Toni Servillo in “La Grande Bellezza”

The winner is… Queste tre parole già mi fanno venire la pelle d’oca. Chissà quest’anno chi si porterà a casa quel ragazzone di nome Oscar!? Come vi avevo già accennato, il calcio non è la mia unica passione… quindi, vi chiedo scusa, ma oggi (ri)faccio uno strappo alla regola… Anche se quello di cui voglio parlarvi un po’ attinente allo sport lo è: le scommesse. Sì, avete capito bene, io scommetto sulla notte degli Oscar. È divertente scommettere sulle partite di calcio e sullo sport in generale e qualche volta, soprattutto in passato, è capitato. Quello però che mi diverte è scommettere su chi vincerà l’Oscar. E anche quest’anno lo farò. Ho deciso. Ho dato per questo una sbirciata alle quote che propone ad oggi la Snai. Il dubbio è sempre quello: andare sul sicuro e vincere poco, oppure puntare sulle quote alte rischiando di non vincere nulla? Questo è il dilemma…

Ecco qualche suggerimento per le quote. “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino è il favorito per il premio quale miglior film straniero con una quota di 1,65 per la vittoria, mentre per “Il sospetto”, la quota è 3,00. Molte meno chance hanno “Alabama Monroe” (7,50), “Omar” (25) e “The Missing Picture” (40). Per quanto riguarda invece l’Oscar per il miglior film, in testa c’è “12 anni schiavo”, quotato 1,38, in vantaggio su “Gravity” a 3,75.  Gli altri film sono un po’ fuori: “American Hustle” offerto a 12, “The Wolf of Wall Street” a 50, “Captain Phillips” e “Dallas Buyer Club” a 100, “Her”, “Nebraska” e “Philomena” a 150.
Alfonso Cuaron sembra aver già in tasca la statuetta per la miglior regia: è quotato 1,12 e stacca nettamente Steve McQueen quotato 6,00. Seguono poi David O’Russel a 25, Martin Scorsese a 66 e Alexander Payne a 100. Questa premiazione durante la serata si può anche saltare… Mah!
Passando al miglior attore protagonista, qui la cosa mi sconcerta un po’. Il più sicuro è Matthew McConaughey con quota 1,30 rispetto a Chiwetel Ejiofor (5,00), e a Leonardo DiCaprio (8,00); per Bruce Dern la quota è 33, Christian Bale è a 66. Due parole le voglio spendere per McConaughey: premetto che ancora non ho visto il film (magari mi ricredo) ma pensare di vederlo con in mano un Oscar… è da brividi! Per lui già sarebbe tanto un Telegatto! Ma non voglio giudicarlo a scatola chiusa… Mmmm
Quasi scontata invece la vittoria di Cate Blanchett (1,10) verso l’Oscar quale miglior attrice protagonista: sembrano già fuori gara Amy Adams (12), Sandra Bullock (16), Judi Dench (25) e Meryl Streep (33). Cate in film di Allen è fantastica!
Stesso discorso per la statuetta assegnata al miglior attore non protagonista, con Jared Leto (1,15) ampiamente in vantaggio su Michael Fassbender (7,00), Jonah Hill (20), Barkhad Abdi (25) e Bradley Cooper (33). Infine, per la miglior attrice non protagonista con 1,40 c’è Lupita Nyong’o, seguono Jennifer Laurence quotata 3,30, Sally Hawkins 25, June Squibb 33 e Julia Roberts 40.

Ok, questi sono i numeri. Ora non resta che decidere se giocare con la testa o con il cuore… Va bè! Ho tempo fino al 2 marzo alle 12.

Leonardo DiCaprio in "The Wolf of Wall Street"

Leonardo DiCaprio in “The Wolf of Wall Street”

Il fuorigioco… questo sconosciuto

Arbitro_Holly_e_Benji

Sei un vero esperto di calcio? Ok, allora devi saper riconoscere un fuorigioco…
Visto che il mio obiettivo è quello di spiegare il calcio alle donne che lo odiano, oggi ho pensato di parlare, o meglio di cercare di spiegare: il fuorigioco. Questo sconosciuto.
“Un’entità” che secondo gli uomini, noi donne, non siamo in grado di capire. Ma perché!? Se lo capiscono loro, per noi è una passeggiata… fidatevi!
C’è da dire che dall’inizio del nuovo campionato, questa regola, ha subito dei cambiamenti. Ecco, questo non aiuta… Grrrr
Comunque, in principio era semplicemente che, se al momento di un passaggio, tra un giocatore della squadra attaccante e la linea di porta c’erano meno di due giocatori (uno dei quali è spesso il portiere, ma può anche non esserlo), quell’attaccante era in fuorigioco. In pratica se il pallone veniva indirizzato verso un giocatore in fuorigioco la bandierina del guardalinee scattava verso l’alto e fermava l’azione.
È un po’ come se fai una torta (attaccante), la metti in forno (difensore), ma la tiri fuori prima che sia cotta (momento del passaggio). Il risultato è pessimo, la torta da schifo e… il gol non è valido.
Adesso qualcosa è cambiato. Entrano in gioco ancora più varianti.
Devo ammettere che per capire questa nuova regola mi ci sono volute diverse spiegazioni. Ora proverò a spiegarla anche a voi.
La nuova regola fa si che un passaggio volontario di un avversario rimette in gioco l’attaccante, che al momento del precedente passaggio non lo era. Ma non sempre. Va considerata infatti anche la distanza e la possibilità d’interferenza dell’attaccante nei confronti del difensore. Se c’è una distanza di 4-5 metri non è fuorigioco, se la distanza è meno di un metro e mezzo allora l’attaccante è in fuorigioco. Quindi il giocatore non deve intervenire sull’azione e deve stare a una certa distanza dal difensore che lo rimette in gioco.

Spero di essere stata abbastanza chiara. In caso contrario vi suggerisco di guardare sul sito dell’Aia, oppure di vedervi il film “Full Monty”: in una scena gli attori si muovono in linea alzando le mani, mimando deliberatamente la trappola del fuorigioco applicata dalla difesa dell’Arsenal, nel tentativo di coordinare il loro spogliarello. Ma questa ovviamente è un’altra storia!

Scena del film "Full Monty"

Scena del film “Full Monty”

Spiegaglielo con il calcio… capiranno!

Girando nel web ho trovato gli spot promozionali diffusi dal magazine sportivo spagnolo Líbero, che ribadiscono la mia tesi di alcuni giorni fa. Infatti, parlavo proprio del fatto che, per farsi ascoltare dagli uomini, bisogna parlare di calcio. Non da tutti, voglio specificare, ma da molti.
Bè in Spagna hanno pensato la stessa cosa (avranno letto mica il mio post!?) e hanno realizzato una serie di pubblicità in cui si punta sul cliché che avvolge molti appassionati di pallone e soprattutto sulla convinzione che hanno molti parenti e amici di quegli appassionati: l’idea è quella che sia molto più semplice farsi ascoltare se si spiega ogni cosa tramite metafore calcistiche.
Ognuno di questi spot vede protagoniste delle donne che spiegano ai loro uomini delle situazioni comuni come: portare fuori la spazzatura, mettere fine a una storia d’amore, andare a pranzo dai suoceri o sconsigliare l’acquisto di un attrezzo inutile, e lo fanno appunto utilizzando il gergo calcistico. Ogni spot si conclude con lo stesso messaggio: “Se te lo spiegano con il calcio, ci arrivi”.
Ecco, la mia teoria alla fine non era poi così sconsiderata…
Questo post, donne, è per voi che tentate ogni giorno di far fare delle cose agli uomini che avete intorno. Dovete imparare a parlare come Fabio Capello e Cesare Prandelli… vedrete come scatteranno sull’attenti!

Il “fattore C” del Milan

milan

Oggi voglio spendere due parole sul “Fattore C”. E quella C non sta per campo. Perché nello sport e nella vita in generale la fortuna serve, serve davvero. Come mi diceva sempre mia nonna: “è meglio nascere fortunati che ricchi” (che filosofa!).
Il Milan in queste due giornate di campionato ha avuto un bel “fattore C”. Domenica scorsa ha vinto grazie a un rigore, assolutamente legittimo, ma regalato dal giocatore del Verona a pochi minuti dalla fine. Oggi stessa storia. Al 42’ del secondo tempo, non si sa perché, ma Cabrera del Cagliari fa un ingenuo fallo di mani al limite dell’area (mi chiedo cosa gli avranno detto i suoi quando è tornato nello spogliatoio) e Balotelli su punizione segna il gol che dà il via alla rimonta rossonera. Dopo due minuti raddoppia Pazzini.
Le partite del Milan erano state entrambe bruttine, con tanti sprechi e poco gioco. Ma alla fine è il risultato che conta. Seedorf ha portato a casa già sei punti e questo è fuori discussione.
Certo che conta la tenacia, il fatto che i rossoneri non mollano, che hanno fatto 13 gol negli ultimi 15 minuti, che hanno grandi giocatori e via dicendo… ma il “fattore C” ha avuto il suo peso. Bisogna essere sinceri. Però mi chiedo: durerà? E soprattutto, basterà in Champions League?
Seedorf che la fortuna sia con te!

Le tre “P” della domenica

Bridget-Jones

Domani è domenica. E per me la domenica perfetta è quella che vede protagoniste le tre “P”: poltrona, plaid e pallone. Quali “P” avevate pensato!? Su via… mica sono un maschiaccio…
Penserete che sia una pigrona!? Sì, è vero, ma non me ne vergogno… perché dovrei!?
Lo dico chiaramente, la domenica non sono tipo da andare per negozi o per centri commerciali. Se volete questo, grazie, chiamare qualcun’altro. La domenica si sta a casa a guardare la partita o si va allo stadio. Non si discute. Tutti quelli che ho intorno lo sanno! Prendere o lasciare.
Piccolo consiglio amiche, se proprio volete uscire, aspettate il fischio finale… la mia attenzione a quel punto sarà totale. Un tifoso nel corso di una partita non sarà mai in grado di starvi a sentire, quindi potrebbe dirvi dei sì o dei no, che poi nemmeno ricorda di averli mai detti.

Per voi invece qual è la domenica ideale?

Leo batte Ronaldo 2 a 0

Leonardo DiCaprio

Leonardo DiCaprio

Non seguo solo il calcio. Ok! Ora ve lo dico chiaramente. Il pallone non è la mia unica passione (ops! Ho fatto anche la rima), c’è anche il cinema. Adoro andare al cinema, guardare film e leggere le recensioni per vedere se i critici la pensano come me… vedi bene le recensioni le leggo sempre dopo aver visto un film. È quasi una regola. Quindi oggi concedetemi una piccola deviazione dai miei argomenti abituali.
Ieri sera sono andata a vedere “The Wolf Of Wall Street”. Per me non è un film qualsiasi. È un film che attendo da un anno perché, tra le mie grandi passioni (ve l’ho detto che ne ho altre oltre al calcio!) c’è Leonardo DiCaprio. Lui e Martin Scorsese sono per me la squadra perfetta. Un’accoppiata imbattibile, come pane e Nutella, il mare e il sole, Gullit e Van Basten, insomma, il meglio che c’è in giro. Una garanzia per gli amanti del cinema. Un po’ come vedere una super partita, una finale di Champions League: aspetti l’inizio, ti godi tutto ciò che accade, guardi dei fuoriclasse in azione e difficilmente ne resterai deluso.
Ed è stato così anche “The Wolf Of Wall Street”, che racconta l’ascesa e il declino di Jordan Belfort tra soldi, sesso e droghe. Un film eccessivo, folgorante e decisamente sopra le righe. La regia di Scorsese è veloce (benché duri 179 minuti) con flashback e situazioni così paradossali (alcune resteranno nella storia del cinema) che spiazzano lo spettatore. Fa persino parlare DiCaprio con il pubblico in sala, coinvolgendolo in prima persona nel racconto. E che dire di Leo: è decisamente un fuoriclasse, regge sulle sue spalle tre ore di film con una naturalezza sconvolgente. Insomma, vince la partita quasi da solo. Meglio di Cristiano Ronaldo. In questo momento (lo dico anche se sono di parte, voi penserete) è il miglior attore che c’è in circolazione, uno che riesce a portare la gente al cinema, solo ieri sono stati oltre 72mila. È il Ronaldo del grande schermo, per me pure meglio, se devo essere sincera… Leo batte Ronaldo 2 a 0.

DiCaprio e Martin Scorsese

DiCaprio e Martin Scorsese

Napoli in maglia multicolor

Napoli in maglia multicolor

Il Napoli ha presentato la nuova maglia “Xtreme”, che sarà in vendita da febbraio. Va bé che è Carnevale, ma c’è un limite a tutto… mi chiedo come sarà vedere 10 giocatori in campo con questi colori sgargianti. Una mimetica che non si nota, non c’è che dire!

Un Piqué da paura…

Gerard Piqué diventa uno zombie per la gioia di due tifose. Il difensore del Barcellona, grande fan della serie tv sugli zombie “The Walking Dead” era stato invitato durante una partita, con tanto di striscione, ha trasformarsi in un zombie da brividi. Lui ha accettato l’invito delle due tifose e si è trasformato in un morto vivente, con tanto di camicia sporca di sangue e volto in decomposizione. Brrrr che paura!

L'invito delle tifose

L’invito delle tifose

Piqué in versione zombi
Piqué in versione zombi

Vuoi farti ascoltare da un uomo? Parla di calcio…

best-friendship

A volte è bello non sentirsi donna del tutto. Cioè mi spiego meglio. Non vorrei essere fraintesa. È bello quando gli amici maschi, vanno oltre il tuo essere donna, e ascoltano la tua opinione sul calcio… prendendoti seriamente in considerazione.
Sembra strano, ma è così! Soprattutto è figo quando ti invitano a pranzo, tu unica donna in mezzo a tutti maschi, per un pasto a base di cibo e calcio. Ok, molte di voi storceranno il naso, ma a me diverte davvero!
Diverte, soprattutto perché ascoltano, per una volta, quello che hai da dire, ti contraddicono motivando la cosa, e non per partito preso, e ti danno ragione se realmente ce l’hai, non così, tanto per azzittirti.
Ecco, sono arrivata alla conclusione che gli uomini ti ascoltano con attenzione solo se parli con loro di calcio. In quel momento diventi una di loro e non più una ragazzetta con le unghie dipinte, il lucidalabbra e la frangia troppo lunga. Entri, anche se per poco, nel loro gruppo… cosa che ho sempre invidiato ai maschietti, perché diciamoci la verità noi donne per fare squadra non siamo il massimo. E cosa al quanto interessante è vederli parlare di sport, senza freni e senza la suggestione di una donna nei paraggi.
Mi piace anche quando “ti insulti” amichevolmente con loro, facendo sfoggio della tua preparazione e tentando di azzittirli. Vi assicuro che è esaltante… perché li colpisci in un campo a loro
conosciuto. Provate e poi fatemi sapere!