“Un amore così grande” per gli azzurri

I Negramaro cantano per gli azzurri. C’è molto di più del pallone nel progetto “Un Amore Così Grande 2014”, colonna sonora della Nazionale italiana durante i mondiali in Brasile.  Un video dove oltre ai Negramaro sono protagonisti gli azzurri e i tifosi che tutti insieme, come per magia, cantano la canzone, versione rinnovata di quella cantata e resa celebre da Claudio Villa. 
“Una canzone e un video molto emozionante. Noi viviamo di emozioni, e queste fanno bene. Ci fanno diventare più uomini, più veri. Noi cercheremo di regalare emozioni forti e continue, perché il Mondiale è lungo e intenso” ha detto il ct azzurro Cesare Prandelli.  I Negramaro si sono detti orgogliosi e felici di essere stati chiamati a realizzare un progetto come quello voluto da Radio Italia e dalla Figc: “Siamo strafelici, siamo orgogliosi di aver reinterpretato questa bellissima canzone. Il nostro sogno è oggi qui davanti a noi (con i giocatori della nazionale azzurra in prima fila) e speriamo che anche le future generazioni saranno come loro – ha detto Giuliano Sangiorgi, leader della band pugliese.

Speriamo porti meglio dell’inno cantato da Claudio Baglioni…

Berardi… ma dove sei finito?!

Domenico Berardi

Domenico Berardi

Berardi ma dove sei finito?! Oramai di te si ricorda solo Massimiliano Allegri, perché i tuoi quattro gol gli hanno fatto saltare la panchina. La giovane promessa (perché per ora a mio modesto parere è solo una promessa) del Sassuolo, finalmente dopo tre giornate di squalifica, mercoledì torna in campo.
Non è che anche prima la sua presenza si fosse sentita. Dopo il poker ai rossoneri non ha fatto più gol (7 gare e 0 reti), anzi si è rimediato un bel rosso e tre giornate di squalifica, e non è stato convocato con l’Under 21. Va be’, cose che capitano!
Ma quello che non ho sopportato è stata la sua esaltazione come “il novello Messi” dopo le reti al Milan. Suvvia, andiamoci calmi! Perché ne ero convinta a gennaio e ora i fatti me lo confermano, che Berardi, aveva fatto sì delle buone partite e già 12 gol, ma a nominarlo nuovo messia del calcio mi sembrava troppo! Dopotutto ha ancora diciannove anni. Diamogli tempo, perché l’esaltazione dà alla testa!

A sentire alcuni sembrava che, il calcio italiano non potesse fare a meno di lui, che Prandelli se vuol vincere il Mondiale lo deve convocare e che il diciannovenne avrebbe dovuto spaccare il mondo. Per ora l’unica cosa che ha rischiato di spaccare è stata la faccia di Molinaro con una gomitata. Un bel teloavevodetto a chi ne straparlava alla grande mi sento di dirlo con tutto il cuore. Ora mercoledì torna in campo… non vedo l’ora di vedere le sue giocate. Spero arrivino… per il bene del Sassuolo. Voglio sperare ad essere io a sbagliarmi!

Ma cosa hanno in testa?!

Quale donna andrebbe in giro con dei capelli così strani? Io me lo domando ogni volta che li vedo in campo. È vero, in fatto di capelli tra uomo e donna c’è un abisso. E i calciatori rappresentano l’apoteosi di questo.
È inimmaginabile che una donna possa andare a fare la spesa, uscire con le amiche o recarsi al lavoro con in testa le acconciature di Gervinho, Nainggolan o Paletta. Preferirebbe la morte. Questi invece hanno il coraggio di farsi vedere in mondovisione. Sono veramente degli eroi!
Ecco la mia personale classifica (perché noi donne, oltre ai piedi, guadiamo anche il look dei calciatori).

Stile “Stele di Rosetta”

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Nainggolan e Balotelli tra strisce, mezze lune e geroglifici, usano la testa per scrivere!

In piscina con le creste

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Portatori sani di creste sono El Shaarawy e Hamsik. Ogni volta che li vedo mi chiedo: “come fanno a mettersi la cuffia per andare in piscina?!”

La variante Pogba

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Racchiude in se, sia la cresta stile scopettone per pulire la cappa del camino, che le strisce per attraversare la strada. Che mix!

Help… un parrucchiere

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Paletta (neo convocato in Nazionale) un salto dal parrucchiere lo deve fare. Prandelli dovrebbe obbligarlo. Altrimenti abbassa la media del look dell’Italia.  Anche Pandev è ora che si dia una rasata. Quel ciuffo in mezzo alla pelata non si può guardare. Nemmeno il vecchietto vicino a casa mia andrebbe in giro così.

Uno snorky in campo

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“Palacio ma perché hai quel filo svolazzante attaccato alla testa?!” Ma sei uno snorky cresciuto? Penso che, se lo tagliasse potrebbe rinsavire e decidere di lasciare l’Inter.

Treccine vaganti

Gervinho
Dire che Gervinho ha l’attaccatura alta è un eufemismo, perché in pratica ha i capelli solo dietro, come fossero attaccati con la colla. Non togliere mai la fascia! Nemmeno sotto la doccia…

Ma cosa hanno in testa?

Ibra il “colombiano”

Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic

Cercasi attaccante disperatamente. La Colombia vuole Ibrahimovic. Da quando Falcao si è infortunato la nazionale sudamericana è disperata. Quando ho letto questa notizia non ho potuto fare a meno di ridere.
C’è da dire che la cosa è buffa. Un po’ come le auto: si rompe un pezzo, allora ne cerco un altro…
Ora vi racconto per bene. Il giocatore del Monaco è ko e questo gli farà saltare il Mondiale. Ed allora cosa fare? Nell’era di internet, che c’è di meglio del far partire una campagna, via Twitter, per naturalizzare Ibrahimovic e farlo così scendere in campo con la maglia della Colombia.
#NaturalizaIbra, questo il trend creato sul social network per sperare di avere lo svedese in campo. Chissà se Ibra accetterà? C’è da dire che da buon mercenario qual è, potrebbe pure accettare l’offerta, o magari prenderla in considerazione. Dopotutto si parla di giocare un Mondiale.
A questo punto io proporrei di naturalizzare Gareth Bale, che con la nazionale gallese non andrà in Brasile. Prandelli, fossi in te ci farei un pensierino!

Spiegaglielo con il calcio… capiranno!

Girando nel web ho trovato gli spot promozionali diffusi dal magazine sportivo spagnolo Líbero, che ribadiscono la mia tesi di alcuni giorni fa. Infatti, parlavo proprio del fatto che, per farsi ascoltare dagli uomini, bisogna parlare di calcio. Non da tutti, voglio specificare, ma da molti.
Bè in Spagna hanno pensato la stessa cosa (avranno letto mica il mio post!?) e hanno realizzato una serie di pubblicità in cui si punta sul cliché che avvolge molti appassionati di pallone e soprattutto sulla convinzione che hanno molti parenti e amici di quegli appassionati: l’idea è quella che sia molto più semplice farsi ascoltare se si spiega ogni cosa tramite metafore calcistiche.
Ognuno di questi spot vede protagoniste delle donne che spiegano ai loro uomini delle situazioni comuni come: portare fuori la spazzatura, mettere fine a una storia d’amore, andare a pranzo dai suoceri o sconsigliare l’acquisto di un attrezzo inutile, e lo fanno appunto utilizzando il gergo calcistico. Ogni spot si conclude con lo stesso messaggio: “Se te lo spiegano con il calcio, ci arrivi”.
Ecco, la mia teoria alla fine non era poi così sconsiderata…
Questo post, donne, è per voi che tentate ogni giorno di far fare delle cose agli uomini che avete intorno. Dovete imparare a parlare come Fabio Capello e Cesare Prandelli… vedrete come scatteranno sull’attenti!