Il turno infrasettimanale non è per tutti…

Questa sera c’è il campionato. Non tutti reagiscono allo stesso modo alla notizia…

Io (in contemplazione)

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Le amiche

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Gli uomini

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Gli uomini che odiano il calcio

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I tifosi del Milan

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Mia sorella

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Football combatte l’omofobia: “Uno di noi è gay, ma il culo ve lo facciamo tutti”

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Spulciando qua e là tra i siti di sport mi sono imbattuta in questo video. Da vedere per tanti motivi, fidatevi!
I “Lions Bergamo”, una squadra di Football americano di Bergamo, ha realizzato un video per combattere l’omofobia negli sport di squadra. In questo video, legato alla campagna “Le Cose Cambiano”, il messaggio è chiarissimo: “Uno di noi è gay, ma il culo ve lo facciamo tutti”. Le immagini giocano con il doppio senso sull’uso dell’olio per i massaggi, sugli abiti attillati, sulle borchie e sugli abbracci stretti che i giocatori si fanno tra loro. Ma tutto con lo scopo di combattere l’omofobia.
Mi chiedo quando il calcio sarà in grado (se mai lo sarà) di realizzare qualcosa del genere, visto come hanno reagito sul web quando Daniele Dessena, giocatore del Cagliari, ha indossato i lacci arcobaleno? Insulti e minacce lo hanno inondato solo per aver sostenuto un’iniziativa anti-omofobia. Mah! Non capisco perché il calcio e chi lo segue su alcune questioni è ancora tanto indietro e ignorante…

Il Lione a caccia della zebra

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Nella giungla delle coppe europee è rimasta solo la Juventus. Per le altre squadre italiane è stata una vera e propria mattanza. Rimanendo in gergo animalesco la zebra juventina pesca, dall’urna dei quarti di finale di Europa League, il Lione (quinto nel campionato francese), per un duello degno del miglior documentario di Quark. I bianconeri giocheranno l’andata in Francia il 3 aprile, per poi affrontare il Lione, il 10 aprile, a Torino.

Chissà se in questa sfida la zebra riuscirà a correre più del leone ad avere la meglio su di lui, capovolgendo le leggi della natura? Dalla sua c’è che, quest’anno, quando non è riuscita a giocare bene, la zebra ha avuto sempre molta fortuna. E si sa, la fortuna nella giungla calcistica serve sempre! Quindi zebra corri e non farti azzannare dal Lione…

Quando Tevez segnava in Europa… Michael Jackson era ancora vivo

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Stasera mezza Italia tiferà Fiorentina. O meglio, tiferà contro la Juventus. L’1-1 dell’andata di Europa League favorisce sulla carta i toscani, ma i bianconeri sono più velenosi e poi, quando è il tuo anno (almeno in campionato), vinci anche con un solo tiro in porta. Staremo a vedere…
Ma la cosa che mi fa sorridere e che ha catturato la mia attenzione è Carlos Tevez, che non segna in Europa dal 7 aprile 2009. Sì, avete capito bene… dal 2009. E pensare che la Juve lo ha comprato per vincere la Champions League… (anche se in campionato ha già fatto 15 gol).

Cioè, facendo un attimo due conti sono ben 5 anni. Era tutto un altro mondo:

  • L’Italia del calcio era ancora Campione del Mondo in carica
  • “The Millionaire” aveva appena vinto l’Oscar come miglior film
  • Michael Jackson era ancora vivo (morirà a giugno)
  • La mia nipotina Alice non era ancora nata (nascerà ad agosto 2009)
  • “Up” era il cartoon dell’anno
  • Barack Obama tre mesi prima aveva giurato come presidente Usa
  • Io vivevo in un’altra casa
  • L’Inter vinceva il campionato
  • Arisa cantava “Sincerità” e Lady Gaga “Poker Face”
  • Mia sorella andava ancora alle superiori

Stasera sarà proprio Tevez a guidare l’attacco della Juventus, alla ricerca della qualificazione ai quarti e di quel gol che sembra una leggenda. La Viola invece spera che il gol europeo dell’Apache sia rimandato ancora a data da destinarsi.

La passione si condivide a prescindere dal sesso…

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Oggi è la festa del papà e non potevo esimermi dallo scrivere un post su di lui. Anche perché questo blog esiste grazie a lui (voi penserete: che fortuna!). Non perché mi ha aiutato a realizzarlo, ma perché mi ha insegnato ad amare il calcio (penserete ancora: che super fortuna!).

È stato lui a portarmi a vedere la mia prima partita allo stadio (un Fiorentina-Milan dei primi anni ’90).

È stato lui a insegnarmi le regole. A riconoscere un fuorigioco, un fallo da cartellino e i diversi moduli di gioco. Ecco, con questi ultimi ho ancora alcune difficoltà: non riesco mai a riconoscerli. Mah?!

È grazie a lui che vedo il calcio come un gioco aggregativo, da condividere con gli altri… ma soprattutto con lui.

È stato lui a mostrarmi il bello di questo sport, guardando insieme le partite.

È con lui che da ragazzina andavo allo stadio, anche diverse ore prima, per prendere i posti migliori.

È con lui che quando la nostra squadra del cuore vinceva (e dico vinceva. Sigh!) lanciavo i petardi dalla finestra per festeggiare (magari non proprio elegante, ma divertente!).

Insomma, il calcio mi legherà sempre al mio papà. Perché le vere passioni si trasmettono a prescindere dal sesso!  

Mi vuoi sposare… allo stadio?!

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Non vuoi rinunciare al calcio nemmeno la domenica in cui ti sposi? Non c’è problema: il calcio farà parte del tuo matrimonio.

I fissati del pallone non hanno limiti nemmeno il giorno delle nozze. E allora perché non sposarsi allo stadio? Sarebbe decisamente una location originale. Io, un pensierino ce lo farei! Sicuramente non ci sarebbero problemi di spazio, i mariti per una volta (sono sicura) parteciperebbero all’organizzazione, e altro che riso… si potrebbero tirare petardi finito il rito. Che finezza!

Comunque, non è un’idea così strana, visto che il comune di Torino mette a disposizione delle coppie lo stadio Olimpico. Sotto la curva, non a esultare per un gol, ma a scambiarsi le fedi!
Stessa idea era venuta anni fa anche al comune di Genova, che dava la possibilità di celebrare le nozze all’interno dello stadio Marassi. E poi che dire dei cake topper da mettere sopra la torta dedicati agli sposi amanti del calcio. Ma, la situazione decisamente più originale è quella che è accaduta in Spagna, dove la moglie ha sorpreso lo sposo durante le nozze, facendo intonare al coro della chiesa l’inno della Champions League. 
Quindi amiche se amate il calcio e l’idea potrebbe piacervi… tutti allo stadio per sposarsi! Altrimenti non parlatene mai coi vostri uomini (vietato fargli conoscere questa possibilità), potrebbero davvero apprezzare la location, con il rischio però, che dopo il rito ve li ritrovate a palleggiare a centro campo… Non so come, ma gli uomini,una palla, o un suo simile, per fare due palleggi lo trovano sempre. È uno dei misteri della vita!

Tutti i tifosi del Milan…

Questa sera il Milan si gioca il ritorno di Champions League in casa dell’Atletico Madrid e dovrà riscattare l’1-0 dell’andata. Ce la farà a passare il turno? Ecco le opinioni dei vari tifosi…

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L’ottimista: crede nella remontada ed è fiducioso sul passaggio del turno. Nel calcio tutto è possibile…

 

 

 

 

paperino

 

  Il pessimista: ma con questa squadra dove andiamo? È un’impresa impossibile

 

 

 

topolino  Il realista: non siamo alla loro altezza, ma vista l’andata ce la possiamo giocare… e ce la giocheremo!

 

 

 


nonnapaperaIl nostalgico
nel 2007 contro il Bayern il Milan recuperò il risultato e vinse non solo a Monaco. Portò a casa la Champions

 

 

 

untitled Il cinico: non si vive di soli ricordi. Si deve giocare e basta!

 

 

 

 

Pippo Lo sbadato: ma perché stasera gioca il Milan?

 

 

 

 

Tu che tifoso sei?

Quando il tifo lo vivi col cuore

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Spulciando qua e là tra i siti di calcio ho trovato una storia che mi ha commosso (anche se non sono una dalla lacrima facile) e che ha catturato la mia attenzione. Ve la voglio raccontare.
C’è una foto che sta facendo il giro del mondo, di un tifoso dei Bohemians 1905 (siamo a Praga) che è seduto sugli spalti dello stadio a tifare la propria squadra. Fin qui niente di strano. Il fatto è che questo tifoso è non vedente, e nonostante questo, è regolarmente presente a tutte le partite in casa dalla sua squadra in compagnia del suo fedele cane.
Quest’immagine spiega, più di tante parole, che la passione, in questo caso per il calcio, non si vive solo con gli occhi, ma anche col cuore, con l’anima e con l’entusiasmo, che anche non vedendo, ti può trasmettere lo stadio. Racconta la parte emotiva dello sport, che supera qualsiasi ostacolo e che ti lega alla squadra con tutti i sensi che hai a disposizione.

Sarà retorico, ma per me questo è il bello del calcio, con la sua emotività e aggregazione.
È questo che mi spinge a seguirlo… non certo undici uomini in calzoni corti (quella è un’aggiunta).

Inizia il campionato… allora si fa festa!

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E poi dicono dell’Italia?! Che siamo fissati con il calcio e che quando gioca la nazionale il Paese si ferma. Bé c’è anche chi fa peggio di noi. Ad esempio gli americani, che manco a dirlo sono sempre esagerati con tutto.
La loro ultima idea è quella di rendere “L’Opening Day”, cioè l’inizio della stagione della MLB, festa nazionale. Per loro infatti quel giorno è molto di più che l’inizio del campionato di baseball: è un simbolo di rinascita. È l’arrivo della primavera, è un giorno di speranza.
La MLB calcola che circa 22 milioni di americani il giorno dell’Opening Day va in ferie e quindi perché non rendere quel giorno festa? Per questo è stata organizzata una raccolta di firme (ne servono minimo 100.000) da presentare alla Casa Bianca e considerando che all’inizio della stagione manca quasi un mese (il via è il 31 marzo) e solo dopo tre giorni si erano già raccolte 47mila firme, si può dire che l’obiettivo è quasi raggiunto.  Quindi, che festa nazionale, sia!

A confronto la fissazione per il calcio degli italiani è solo un semplice passatempo. Oppure si potrebbe prendere spunto (visto che si copia sempre dagli americani) e quando inizia il campionato, tutti a casa!

Piccoli (forse) juventini nascono…

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Oggi non c’è notizia che tenga. Oggi è nato Leonardo! È questa la notizia da prima pagina. Per la precisione è nato alle 4.45 di questa mattina ed è già un piccolo uomo con i suoi 3.710 chilogrammi e un’altezza di 52 centimetri. Questi calzini sono stati il mio primo regalo, non che io tifi Juventus (sia ben chiaro), anzi per me è stato un vero sforzo comprarli, ma Leo è nato in una famiglia dove, la probabilità che possa tifare per questa squadra è molto alta. Oltre ovviamente al Foligno, questo era sottinteso. Cosa non si fa per amore…!

Comunque, Leonardo ancora sei troppo piccolo, ma se vuoi un consiglio, non farti mai influenzare nella vita, non solo riguardo al tifo (che tra l’altro è una delle poche cose che non si tradisce mai) e scegli sempre con la tua testa. E se non vorrai giocare a calcio e inizierai a seguire il basket, la pallavolo, l’hockey, la F1 o il cricket, poco importa, anzi forse anche meglio, l’importate è che quello che farai (o quello che seguirai) sarà spinto dalla passione. E se invece, deciderai di tifare Juve, va bé… ti vorrò bene lo stesso!
Certo, lo smacco più grande per il tuo papà sarebbe che tu tifassi Perugia e Inter. No, credo, che per lui sarebbe troppo!

Tifo, squadre di calcio e campanilismo a parte: benvenuto piccolo Leo!