Cosa non chiedere mai…

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Ci sono cose care amiche, ma anche amici, che ad un tifoso o tifosa non vanno assolutamente mai chieste. O peggio ancora, non vanno mai dette in sua presenza. Al contrario, rischiate di essere banditi come amici, amanti o fidanzate/i.
Ho pensato, tra me e me, quali sono state le frasi o le situazioni, che nel corso degli anni mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo, quando un non-tifoso me le ha rivolete. Spesso quest’ultimo rischiando seriamente la vita!

Ecco per voi alcune semplici rigole da ricordare:

– Mai chiedere “quali sono i nostri?” Ma che vuol dire “i nostri”? È una frase che non sopporto… ma poi i nostri, casomai i miei, fino a due secondi fa non sapevi nemmeno il colore delle maglie…

– Mai chiedere spiegazioni sulle regole di gioco durante una partita… soprattutto se la partita è nel vivo e se le spiegazioni richiedono più di un monosillabo. Per il corso da arbitro passare più tardi. Grazie.

– Mai urlare come se ti stessero scippando per un’azione andata male o perché la squadra, che cerchi di tifare, ha tirato un pallone in tribuna.

– Non esiste in natura nessuno più scaramantico del tifoso, quindi evitate frasi del tipo: “ormai la partita è vinta”; “mi sembra impossibile che ci facciano gol”, “oggi facciamo una gran partita, me lo sento”, “oramai è fatta”.

– Evitate anche di diventare improvvisamente degli esperti, solo perché avete visto qualche puntata di “Holly e Benji”.

– Mai fare battute o sfottò per essere simpatici a ridosso di una sconfitta. Anche al tifoso più pacato servono sempre alcune ore per metabolizzare un risultato negativo.

– Non guardare mai una partita, soprattutto se è importante, se fino ad allora non avevate la più pallida idea di cosa fosse il calcio. La cabala è tutto in questo sport. Non hai mai visto giocare questa squadra… perché iniziare oggi!?

Rispettate queste regole e andremo d’accordo!

Odio i negozi di mobili… preferisco (Im)mobile

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Pensando ultimamente ai negozi che hanno aperto nella mia città, mi è venuta in mente una considerazione…
Non riesco a capire cosa ci sia di tanto bello nell’andare la domenica da Ikea? Io personalmente tra lo stadio e Ikea, scelgo lo stadio. Senza il minimo dubbio. Nei corridoi dell’azienda svedese (ma anche in altri negozi di questo genere) ci sono stata, ho passeggiato tra gli scaffali pieni di accessori per la casa, lenzuola e mobili di ogni dimensione, ma il mio limite di sopportazione è subito salito alle stelle. Non vedevo l’ora di uscire…
Io non trovo particolarmente divertente, al contrario di moltissime altre donne, i negozi di arredamento in generale. Non passerei mai e poi mai le mie giornate lì dentro, curiosando e prendendo appunti sulle dimensioni di un mobile o discutendo con un’amica, o peggio ancora con un uomo, del colore o su come starebbe bene nel mio salotto un determinato oggetto. Sfatiamo questo mito! Non tutte le donne amano questi negozi, non tutte le donne costringerebbero il loro uomo a passare ore e ore tra puff e divani di pelle. Non tutte le donne lì raggiungono l’estasi! Cento volte meglio lo stadio. Almeno ci si diverte, si canta, ci si emoziona e ci si arrabbia. Lo so, come già detto, faccio parte di una categoria di donne un po’ anomala, ma pur sempre della categoria donne… ma per fortuna non siamo tutte uguali. Insomma, ai negozi di mobili io preferisco (Im)mobile… intendo Ciro Immobile, il giocatore del Torino!

Ribery, tra i due litiganti potresti godere…

Franck Ribery, Cristiano Ronaldo e Leo Messi

Franck Ribery, Cristiano Ronaldo e Leo Messi

Dopo i Golden Globe (l’Italia vince con “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino) e in attesa degli Oscar, oggi a Zurigo (ore 18) verrà consegnato il Pallone d’oro. Un vero e proprio Oscar per i giocatori.
Finalmente sapremo (non ci dormivo la notte!) chi verrà incoronato come miglior calciatore del 2013. Erano anni che non c’era tanta suspense. E l’incertezza della vittoria dà un certo brivido (brrr).
Nelle ultime edizioni infatti, l’assegnazione a Leo Messi era praticamente annunciata già da tempo. Il Pallone d’oro 2013 invece è ancora incerto, se lo giocano in tre: Leo Messi, Cristiano Ronaldo e Franck Ribery. Il primo ha vinto gli ultimi quattro (gli potrebbero pure bastare), il secondo è una vera e propria macchina da gol e ha portato il Portogallo ai Mondiali, vincendo praticamente da solo contro la Svezia di Ibrahimovic, il terzo con il Bayern Monaco, lo scorso l’anno ha vinto tutto quello che c’era da vincere.
Se posso permettermi però vorrei fare un ultimo appello ai votanti (c.t., capitani delle nazionali e giornalisti): per favore assegnatelo a Ribery, che ha stravinto in Europa e quindi sarebbe il più indicato, ma soprattutto perché tra i due litiganti il terzo gode. Se anche quest’anno a Ronaldo (già vincitore nel 2008) glielo soffia da sotto il naso Messi, questo non si riprende più… resterà scioccato a vita! E poi addio gol, pubblicità in mutande e foto vestito da tamarro trendy. Il portoghese si potrebbe rinchiude in un eremo. Pieno di donne, ma pur sempre in un eremo…
Comunque, sarà interessante vedere la sua faccia, considerando quanto se la crede, se il premio lo vincesse per la quinta volta il suo “nemico giurato” Messi. Alle ora 18, quindi, merenda e Pallone d’oro.

Gubbio, per il prossimo derby accendi un Cero

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Gubbio… gimme five! Oggi voglio lasciare i campi miliardari e blasonati di serie A, per dedicare la mia attenzione alla squadra della mia città, che milita in Prima divisione (ex serie C, per capirci). Il Perugia oggi ha vinto 5 a 0 il derby contro il Gubbio ed è primo in classifica, a due punti dal Frosinone.
Ok, non sarà un campionato importate, non sarà una vittoria in Champions o un derby di A, ma da queste parti, che l’astinenza da grandi palcoscenici si sente e manca da anni, è un risultato da non sottovalutare che riaccende l’animo calcistico anche dei tifosi più sonnolenti.
La partita, che nonostante il risultato è stata giocata bene da entrambe le parti, ha messo in mostra però un Perugia che gioca bene, che corre e che segna soprattutto. A tratti non sembrava nemmeno un incontro di Lega Pro: ci sono partite di A, molto più noiose e giocate male, ve lo assicuro!
Ma la parte divertente sono gli sfottò con gli amici eugubini, già iniziati la vigilia. Sfottò che a fine partita si sono scatenati. Già dopo pochi minuti che l’arbitro aveva fischiato la fine, nei social network impazzavano le prese in giro dei perugini: con battute, mani aperte che mostravano il 5, e foto dell’esultanza dei gol. Io stessa non ho perso l’occasione per fare battutine ad alcuni amici. Infondo, il calcio è bello anche per questo… anzi per me è una parte fondamentale. La vera essenza del tifo, che puoi condividere e scherzarci sopra anche con un tifoso avversario. Prima di chiudere voglio però dare un consiglio al Gubbio, visto che non ricordo un derby vinto da loro: la prossima volta prima di scendere in campo… accendete un cero… magari a Sant’Ubaldo!

Ragazze, sfogliate l’album Panini con cautela

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Ce l’ho… manca, ce l’ho manca! Passano gli anni, i figli crescono e le mamme imbiancano, ma a casa mia l’album Panini resiste ancora. Da voi non è così!? Non ci credo…
Ieri è stato presentato ufficialmente l’album dei calciatori 2013-2014, ma nella mia dolce dimora è già una quindicina di giorni che circola. Qui altro che regali… sotto le feste si scartavano pacchetti di figurine.
E già si pensa a trovare “amichetti” con cui scambiare i doppioni. Ma la cosa più divertente è che a fare tutto questo è il più vecchio della casa! Gli uomini infondo restano sempre ragazzini e anche se hanno superato una certa età (e da parecchio) si credono ancora di essere alle elementari e di scambiarsi le figurine durante la ricreazione. Mah!?
Voglio però essere sincera, l’album dei calciatori piace anche a me. Mi piace sfogliarlo, guardare le facce dei giocatori, vedere qual è venuto meglio in foto, un po’ come in un catalogo di vestiti (sono favorevole all’uomo oggetto) e sbirciare la data di nascita. Ecco, quest’ultima cosa non la devo fare più. Mi sono, infatti, accorta che i presenti sono quasi tutti più giovani di me e mi sono sentita improvvisamente una vecchia! È stato orribile scoprire che, a parte gli allenatori e le bandiere storiche (Buffon, Totti, Pirlo, Zanetti… e pochi altri), il resto è decisamente più giovane… alcuni sono persino dei ragazzini rispetto a me. L’album Panini ad una donna può creare seri danni alla salute mentale e all’autostima! Anche a una, che nella vita di tutti i giorni, non dà peso a queste cose. Mi sono ritrovata non a dire “ce l’ho… manca”, ma “è più giovane… è più vecchio di me”.
Per questo, se non avete più vent’anni vi sconsiglio vivamente di guardare le date di nascita, attaccate la figurina e via! Al massimo buttate un occhio al peso e all’altezza, ma nulla più.
Oppure, piccolo consiglio, buttatevi sull’almanacco delle vecchie glorie… vi farà sentire delle bambine e ripasserete la storia del calcio.
Da quest’anno c’è anche l’indirizzo Twitter dei giocatori e delle società. Questo potrebbe essere interessante! Tutti a twittare…

Togliete Twitter a Icardi!

Wanda Nara e Mauro Icardi

Wanda Nara e Mauro Icardi

Icardi, basta twittare! O forse glielo hanno già staccato!? È da alcuni giorni che il calciatore non posta una foto abbracciato alla sua bella o non scrive una frasina d’amore per lei. Sto cominciando a preoccuparmi! Si saranno mica lasciati!? Ma no! Anche perché, lo avremmo saputo. Solo alcuni giorni fa girava addirittura la voce di una presunta gravidanza di Wanda, visto che era apparsa una foto con l’attaccante interista che baciava la pancia di lei.
Sarebbe il quarto figlio… Wanda, datti una calmata! Di questo passo le riserve per l’Argentina le fornisci direttamente tu ai prossimi Mondiali.
La soap calcistica tra lui, lei e l’altro (l’altro è il giocatore Maxi Lopez, per chi ancora non lo sapesse), che ogni giorno forniva colpi di scena degni di Beautiful, comincia però un po’ a stancare e anche i più gossippari non ne possono proprio più : già è noioso vedere le foto delle vacanze degli amici, per non parlare di quelle delle coppie innamorate avvinghiate tra loro come un koala a un albero, con in più alle spalle spiagge bellissime (forse c’è un filo d’invidia!), pensa che noia, e mi limito a dire noia, essere continuamente aggiornati sulla love story tra Icardi e Wanda… In questi ultimi mesi hanno fatto concorrenza persino a Belen e Stefano De Martino, e questo è tutto un dire!
Cinguettio dopo cinguettio ci hanno informato delle loro vacanze, dei loro tatuaggi e di come hanno passato Natale e Capodanno: se Icardi avesse fatto tanti gol quanti tweet, ora l’Inter sarebbe prima in classifica. Anche se, ovviamente le difficoltà dei nerazzurri non dipendono certo solo da Icardi, che tra l’altro è infortunato. Anzi alcuni interisti sono “orgogliosi” di lui… e non c’è che dire… tiene alta la bandiera nerazzurra! (ops!)
Comunque, la squadra di Mazzarri stasera (ore 21) gioca in casa dell’Udinese gli ottavi di Coppa Italia, (coppa che potrebbe diventare importante per i nerazzurri per tornare in Europa il prossimo anno) ma il latin lover argentino, non ci sarà, è ancora ko: torna in campo Milito dal primo minuto e Palacio siederà in panchina. Il tecnico toscano chiede ai suoi una prestazione super: “Contro i bianconeri come in una finale”, ha spiegato. Non resta che aspettare questa sera… e se siete tifosi dell’Inter o dell’Udinese, buona partita a tutti!

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Llorente e Tevez: il bello e la bestia

Carlos Tevez e Fernando Llorente

Carlos Tevez e Fernando Llorente

Per rendere omaggio alla Juventus campione d’inverno, oggi, amici, ma soprattutto amiche calciofile, voglio spendere due parole sulla “strana coppia” d’attacco bianconera: LIorente e Tevez.
Li osservo dall’inizio del campionato, non solo con occhi calcistici, ma anche con quelli di donna. E diciamoci la verità, la differenza estetica è notevole! Li ho subito soprannominati “Il bello e la bestia” (senza offesa, s’intende).
Ok! Potrebbe essere banale come commento, la tipica osservazione femminile, ma due parole su Fernando Llorente le voglio dire. Secondo me è doveroso. Non tanto per le sue prodezze calcistiche – è vero lo spagnolo sta smentendo con buone prestazioni chi quest’estate lo aveva definito un vero bidone -, ma per i suoi occhi azzurri. Sì, è vero, dei calciatori, gli “esperti” guardano i piedi e altre qualità… bé io, di Llorente ho notato subito gli occhi! Dopotutto è con gli occhi che si vede la porta per fare gol.
Salta all’occhio (è proprio il caso di dirlo) che vicino a Carlos Tevez, lo spagnolo spicca non solo in altezza. La coppia d’attacco della Juventus, infatti, è decisamente anomala: se in campo i due si trovano alla perfezione e confezionano azioni da gol, esteticamente non potrebbero essere più diversi. E da donna, scusate, ma guardo anche questo…
Il primo, alto, biondo, occhi azzurri e quell’aria da anti-divo che lo rende sexy, l’altro non certo un adone, massiccio e con la prestanza fisica di uno che, se non avesse fatto il calciatore, non ti saresti certo voltata per strada a guardarlo. Insomma, di uno guardi tutto, dell’altro solo i piedi… perché c’è poco altro da guardare!
Va bé, fatto sta che insieme, per ora, hanno fatto vincere alla Juve il titolo di campione d’inverno.
Anche i soprannomi che hanno, sono chiarificanti: Llorente è il maestoso Re Leone, Tevez, è l’Apache, per via del quartiere dov’è cresciuto in Argentina.  Alla fine però quello che conta per i tifosi juventini è, come diceva Woody Allen “Basta che funzioni”… questa strana coppia!

Da tifosa, nella calza avrei voluto trovare…

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Si è appena conclusa la prima giornata di Campionato del 2014 e tra la vittoria della Juventus, i 101 gol in serie A di Kakà e l’infortunio di Giuseppe Rossi, mi ero quasi dimenticata che oggi è la Befana. Pensavo fosse una domenica qualunque, di quelle che passo spalmata sul divano a guardare le partite (cosa che ho fatto tranquillamente anche oggi). Poi ad un tratto mi sono ricordata della festa e quindi ho cominciato a pensare a quali “regali calcistici” avrei voluto trovare nella mia calza…
Da brava tifosa di poche pretese mi sarebbe piaciuto trovare, non tanto caramelle e cioccolato, ma:
– Un valido acquisto per la mia squadra del cuore
– Un fidanzato che ti porti in trasferta la domenica
– Delle amiche che non organizzino una serata tra donne il mercoledì in cui si gioca la Champions
– Una sorella che non pensi che sprechi il mio tempo guardando partite di calcio
– Una madre che non passi, sistematicamente, davanti alla tivù quando c’è un’azione importante (secondo me sono programmate geneticamente!)
– Degli amici che non ti sfottano appena la tua squadra perde, ritirando fuori anche storie vecchie di anni – come faranno a ricordarsi sempre tutto!?
– E infine, l’opportunità di giocare al fantacalcio, nella prossima stagione, con un gruppo di uomini. Finché questo non sarà possibile, a mio avviso, non ci sarà realmente la parità dei sessi, (questo comunque sarà un argomento che approfondirò più avanti!)

Auguri a tutte le calcio-befane!

Il cucchiaio non è quello per mangiare il gelato…

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Voglio iniziare con un post che spieghi in particolare alle donne (ma non solo) alcune cosucce sul calcio, perché, diciamoci la verità, la maggior parte di noi non ama particolarmente il calcio, ama di più i calciatori. Di rado commenta una partita dando un giudizio tecnico-tattico sul gioco. L’occhio cade sul nuovo tatuaggio o su un particolare taglio di capelli del giocatore di turno. Diciamo la verità (anche se un po’ mi rattrista!), più che giudicare il gioco a zona e gli stop a seguire, dalla bocca di una ragazza escono spesso frasi del tipo: “Quanto è figo”, “Ma chi è quello con la maglia a righe?”, “Però con i capelli corti stava meglio”. Per questo ho pensato di spiegarvi qualche parola calcistica, giusto per non farvi confondere con quelle che solitamente usate nel quotidiano. Non credete, ma il calcio è più vicino a voi di quanto pensiate!
Ok! Unendo il linguaggio femminile con quello calcistico cercherò di spiegare qualche regola e parola tecnica che si possono sentire durante una telecronaca, così da evitare domande imbarazzanti e commenti da “femmina ingenua”.
Come prima cosa, durante una partita di calcio si affrontano due squadre, questo deve essere chiaro: due come le scarpe e gli orecchini. Ogni squadra è formata da 11 giocatori, uno in meno degli apostoli e uno in più dei comandamenti. Lo scopo è mettere la palla nella rete avversaria, la rete, non ha nulla a che fare con le calze o con la pesca.
A difenderla c’è il portiere l’unico che può prendere la palla con le mani e che non indossa i guanti per essere più elegante o perché è il più freddoloso del gruppo, ma per fermare la palla più facilmente. Da non confondere con il portiere che ti ritira la posta e ti annaffia le piante quando vai in vacanza. In campo oltre ai calciatori ci sono anche altre sei persone vestite in modo diverso. Quello in mezzo al terreno di gioco, che fischia come un capo stazione è l’arbitro, mentre quelli con la bandierina in mano a bordo campo non sono dei tifosi “con un posto in prima fila”, ma sono i guardalinee, che aiutano l’arbitro nel far rispettare le regole. Infine, oltre al quarto uomo a bordo campo (una specie di riserva dell’arbitro) da qualche tempo ci sono altri due individui dietro le porte, che controllano se il pallone è entrato regolarmente. Passiamo ora a spiegare qualche parola tecnica.
Come prima cosa il cartellino (giallo e rosso) che serve per l’ammonizione in caso di scorrettezze. Anche se ha lo stesso nome, non ha niente a che vedere con quello attaccato ai vestiti su cui è indicato il prezzo e la taglia.  Spesso durante una telecronaca si sente parlare anche di colpo di tacco e colpo di testa: il colpo di tacco non si fa con il tacco 12 e il colpo di testa non è spendere mezzo stipendio per una borsa. Sono invece due modi di passare il pallone ad un compagno. Il cucchiaio invece è un particolare tiro, che spesso viene fatto durante un calcio di rigore, nulla di più distante da quello che si usa per mangiare il gelato o per girate il sugo. Altro termine molto usato è: la punizione. Non ha niente a che vedere con quella che ci infliggeva la mamma da piccole perché avevamo disubbidito. Nel calcio è un tiro che viene assegnato quando si subisce una scorrettezza, o in gergo tecnico, un fallo. Per finire… c’è appunto il fallo, che è un danno verso un giocatore avversario… altre spiegazioni sono solo superflue! Ah dimenticavo! Vince la squadra che fa più gol e per evitare pessime figure è bene informarsi anche su chi sono le squadre che giocano. Buon calcio, donne!

Il blog che dà “Un colpo di tacco” al calcio

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Donne e calcio, chi lo ha detto che è un binomio impossibile…? Oggi, oramai le donne, come me, guardano il calcio, ne discutono con i “maschi più esperti” (persino con più criterio) e lo seguono con interesse, apprezzando sia le tattiche di gioco, sia chi le mette in pratica: i giocatori!
Questo mio spazio calciofilo avrà quest’intento, parlare con un pizzico d’ironia del così detto “gioco più bello del mondo”, perché, se per gli uomini è una specie di religione, e quindi intoccabile e non profanabile, noi donne possiamo permetterci il lusso di “violare” questo credo. È proprio su questa scia che è nata la mia idea, un occhio al femminile, ma soprattutto leggero, e spero divertente, su questo mondo prettamente dominato dai maschi. Intendiamoci, non si tratta di prese in giro o cose del genere, ma di quel senso di leggerezza che si deve riservare a un sport e in questo le donne, sono delle vere maestre.
Perciò il mio motto è: anche le ragazze sono in grado di riconoscere un fuorigioco… e di fare un colpo di tacco come si deve! Anche le ragazze parlano di calcio con cognizione e non apprezzano solo i calciatori per i capelli e i tatuaggi. Insomma, anche una ragazza… può creare un blog semiserio sul calcio!