Per il Mondiale “un post a due” con Cineclan: quando il cinema racconta il calcio…

Oggi iniziano i Mondiali, no? Siamo in tema! *Cineclan e Colpoditacco festeggiano con le vuvuzela* e si cimentano per la prima volta in un “pezzo a due”, o a quattro mani se preferite. Cinema e calcio in una botta sola. Solo per voi!

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Cineclan è la figlia maggiore di un padre che avrebbe tanto voluto un figlio maschio, e oltre a farla sentire fortemente l’identificazione con Lady Oscar (Fersen, dove sei?), comporta anche il rapportarsi a    una “rivista per soli uomini”, come lo definiva qualcuno di sua conoscenza, molto nazional popolare,  come il calcio.

Cresciute entrambe col motto “due cose non si possono cambiare nella vita: la mamma e la squadra del cuore”, si ritrovano (entrambe) loro malgrado a tifare una squadra che gli sta dando        ultimamente enormi sofferenze, al motto di “mandiamo a puttane la storia del calcio e accontentiamoci del campionato italiano se non della serie B”!

Cineclan si definisce una tifosa, anche se la sua conoscenza delle regole del gioco calcio è alquanto lacunosa e per questo che si è affidata a “una vera esperta” (che sarei io? Sicura Cineclan?!), a una persona come me, che coniuga da sempre donne e pallone e che è cresciuta guardando calcio. Che lo ama, lo segue, lo commenta e persino lo scrive.

Dall’unione delle nostre menti malate diaboliche è nata la TOP 5 dei Migliori Film sul Calcio! Quale modo migliore per celebrare i Mondiali…?
Noterete delle vicinanze tra i nostri due mondi… Non so se dipenda dal fatto che siamo entrambe donne o forse che io capisco di cinema e di calcio in egual misura… (qualcuno sostiene addirittura  il contrario).

La Top 5 dei Migliori Film sul Calcio di Colpoditacco!

1)    Fuga per la vittoria: se si parla di cinema e calcio non c’è nulla di meglio. Lo stesso cast unisce alla perfezione i due mondi con Stallone, Caine e Pelé. Inoltre, il rigore finale parato da Stallone è passato, alla storia più di quello di Fabio Grosso nella finale contro la Francia nel 2006. Insomma, a mio avviso, il film che in un certo senso racchiude dell’essenza del calcio, ma non solo.

2)   Ultrà: Il racconto freddo e cinico che Tognazzi fa, non tanto del calcio, ma dei suoi tifosi, è perfetto. Ha saputo raccontare uno spaccato reale di questo mondo senza romanticismo e buonismo. Nel bene e nel male gli ultrà sono così, non tutti sia ben chiaro, ma all’interno delle curve i cani sciolti ci sono sempre e questo film li racconta con molto realismo.

3)      Sognando Beckham: non potevo non metterlo al terzo posto. Per una donna che segue e ama il calcio come minimo deve essere tra i primi tre di una classifica come questa. Nella mia prossima vita voglio giocare a calcio e fidanzarmi con Jonathan Rhys-Meyers. Mi sembra il minimo!

4)    Maradona di Kusturica: più che un film è un documentario, ma non poteva mancare. La vita del più grande e discusso giocatore raccontata da Emir Kusturica è qualcosa che non si dimentica, ma soprattutto è un film che va visto, anche solo per capire e conoscere le idee, il calcio, la famiglia e tutti i guai de El pibe de oro. Un soggetto speciale e un grande regista: un’unione perfetta.

5)    Amore, bugie e calcetto: per chiudere la classifica scelgo questa commedia, tra gli infiniti film inglesi dal tema calcistico. Prima cosa perché a me è piaciuta, è una commedia italiana da non buttare (cosa rara). Secondo, perché racconta il calcio (calcetto) della gente comune, non delle star, non di quelli che devono realizzare il sogno e vincere chissà che o cose simili. E terzo perché, la compagnia del calcetto è una cosa che agli uomini ho sempre invidiato, oltre al fatto che possono andare al mare senza passare dall’estetista…

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Ecco invece la Top 5 di Cineclan

E sulla questione di peeling sollevata da Colpoditacco (questione che io sottoscrivo e sposo alla grande!), andiamo a cominciare la nostra Top 5, partendo dall’ultima posizione:

5)   Sognando Beckham: perché ci ha permesso di scoprire che Beckham non è solo un concentrato di testosterone very british, ma anche un modo di tirare le punizioni! E poi spiegare il principio del fuori gioco con senape e maionese renderebbe comprensibile il concetto anche a chi il calcio non lo mastica neanche per sbaglio!

4)   L’arbitro (Paolo Zucca): perché da merito a quel calcio che si gioca nei campetti polverosi e che di regolamentare ha solo la denuncia ai NAS per la salvaguardia di polmoni, ginocchia e nasi dei calciatori! E poi l’uso del b/n per delineare uno dei personaggi più bestemmiati del mondo del calcio ovvero l’arbitro è sublime!

3)   Fuga per la vittoria: Cosa aggiungere in più a quello che ha detto Colpo di Tacco poche righe sopra? Nulla, se non che una rovesciata come quella di Pelé io non l’ho mai vista!

2)   Febbre a 90°: e qui, signori, parliamo di un must, più l’omonimo libro di Nick Hornby  da cui è tratto che il film sinceramente, ma Colin Firth merita sempre un posto in classifica! Anche perché qualsiasi tifoso del Milan in questo momento si sente solidale con Nick Hornby tifoso dell’Arsenal!

1)  Hooligans: ovvero inchinatevi alla potenza dei quadratini di Charlie Hunnam! Sì, perché a parte tutta la questione socio-giornalistica sul fenomeno degli Hooligans inglesi, il film è un inno all’amicizia e a Charlie Hunnam senza il quale non ci saremmo MAI infognati con Sons of Anarchy… E poi è la dimostrazione che anche gli Hooligans brutti, sporchi e cattivi hanno un cuore!

E cantando “I’m forever blowing bubbles” (inno del West Ham, se non lo sapevate!) Colpoditacco e Cineclan vi salutano e vi danno appuntamento alla prossima Top 5!

 

“Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.” (Nick Hornby)

Cercasi disperatamente il cuoco della Nazionale…

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Oggi mi sono svegliata con questa domanda filosofica ma Claudio Silvestri, il cuoco della Nazionale, che fine ha fatto?! Ma più che altro: c’è ancora lui a cucinare per gli azzurri? Sarà partito anche lui per il Brasile o ha cambiato lavoro e se ne sta tranquillamente a casa sua a mangiare pane e nutella…?! Di lui si sono perse le tracce e queste domande, purtroppo, non avranno mai una risposta… resterò per sempre con questi dubbi! Dove sei Claudio Silvestri?! Agli azzurri non piace più la nutella… forse li appesantiva un po’ troppo o gli faceva venire i brufoli. C’è da dire che è l’unico cuoco che non ha fatto carriera in tivù o non ha scritto un libro. Povero Silvestri, forse era capace solo a preparare pane e nutella…!

Comunque, la versione del “cuoco campione del mondo” fatta da Ubaldo Pantani era decisamente divertente, tra le migliori del suo repertorio e in occasione dei Mondiali non posso non ricordarla.

Negli stadi brasiliani arrivano regole ferree

Tifosi

Arriva il codice etico per i tifosi. Sul sito della Coppa del Mondo la Fifa spiega al tifoso il codice di condotta da rispettare all’interno degli stadi.

Niente strumenti musicali (non ci saranno le vuvuzelas), e non ci sarà neanche la caxirola, la variante brasiliana della vuvuzela. Niente tablet ma gli smartphone sono ammessi. Si potrà tifare, cantare, esultare, ma senza alcun tipo di strumento musicale e senza trombette, fischietti e fuochi di artificio.

Le bandiere sono permesse, ma con alcune restrizioni. Le dimensioni non possono superare i 2 x 1,5 metri, mentre l’asta non può essere lunga più di un metro e deve essere fatta con materiale flessibile.

Occhio anche all’abbigliamento: non sarà permesso l’ingresso di magliette o altri indumenti che abbiano richiami ideologici e politici o che presentino scritte discriminatorie, razziste e xenofobe. Cibo e bevande assolutamente vietate, a meno che non si tratti di alimenti specifici per diabetici. Vietato l’ingresso agli animali.

Buon Mondiale a tutti!

 

I veri Principi… sono azzurri

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L’Italia in fatto di bellezza non sfigura mai. Nemmeno sul campo da gioco. Secondo un sondaggio fatto da Rete Globo e dal sito Globoesporte, infatti, gli azzurri sono dei veri principi di bellezza. Tra i dieci calciatori più sexy della storia del Mondiale, l’Italia (almeno qui) domina incontrastata, con ben quattro rappresentanti: Cannavaro, Totti, Maldini e Cabrini.

Per le brasiliane gli italiani sono i numeri uno: “Francesco Totti, con i capelli lunghi o corti, e con o senza un filo di barba, per le donne non importa: con loro avrà sempre successo”. E poi: “altro che David Beckham – si legge sul sito – negli anni ‘80 chi faceva sfilare la bellezza in campo era Antonio Cabrini, degno rappresentante dell’eleganza italiana” e del quale da tanti anni in Brasile si vocifera a proposito di un flirt con l’attrice Sonia Braga. Paolo Maldini, invece, “incantava non solo per leadership, tecnica e vigore fisico, ma anche per i suoi bei occhi verdi”. E come non citare Fabio Cannavaro: “Il suo successo era enorme: bastava che entrasse in campo, e tutte le donne sospiravano”.

Nella classifica poi compaiono anche Bellini, capitano del Brasile nel 1958, che quando giocava era letteralmente assalito dalle fan, David Beckham e Luis Figo, che vantano un passato da modelli, così come, per una marca di biancheria intima, lo svedese Fredrik Ljungberg, autentico sex symbol. A chiudere la classifica l’argentino ex Milan Fernando Redondo e l’inglese Michael Owen, che con la sua “faccia da bambino” ha infranto molti cuori.

 

Ibra il “colombiano”

Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic

Cercasi attaccante disperatamente. La Colombia vuole Ibrahimovic. Da quando Falcao si è infortunato la nazionale sudamericana è disperata. Quando ho letto questa notizia non ho potuto fare a meno di ridere.
C’è da dire che la cosa è buffa. Un po’ come le auto: si rompe un pezzo, allora ne cerco un altro…
Ora vi racconto per bene. Il giocatore del Monaco è ko e questo gli farà saltare il Mondiale. Ed allora cosa fare? Nell’era di internet, che c’è di meglio del far partire una campagna, via Twitter, per naturalizzare Ibrahimovic e farlo così scendere in campo con la maglia della Colombia.
#NaturalizaIbra, questo il trend creato sul social network per sperare di avere lo svedese in campo. Chissà se Ibra accetterà? C’è da dire che da buon mercenario qual è, potrebbe pure accettare l’offerta, o magari prenderla in considerazione. Dopotutto si parla di giocare un Mondiale.
A questo punto io proporrei di naturalizzare Gareth Bale, che con la nazionale gallese non andrà in Brasile. Prandelli, fossi in te ci farei un pensierino!