Il Perugia vince… ma senza Rrrreteeee Rrrrreteeee

 

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Ieri sera mentre guardavo la partita Bari-Perugia mi sono chiesta: ma dov’è finita la RRRRteee RRRRteeee di Maurizio Compagnoni?! Io l’aspettavo…?!

Il Perugia ha fatto due gol, ma evidentemente per la Serie B il suo grido di fabbrica, che urla a squarcia gola, su Sky, quando si segnano i gol in A, non è omologato. È un marchio registrato solo per la massima serie… per la B solo qualche sprazzo di gioia e pure misurata. E qui mi è venuto il dubbio… sarà mica originario di Bari o zone limitrofe? E quindi dispiaciuto per la sconfitta?!
Curiosa come una scimmia sono andata a controllare (Google fa miracoli): l’amico Compagnoni è nato a San Benedetto del Tronto, a due ore di macchina da Perugia. Non dico di tifare per gli umbri, la telecronaca deve essere imparziale, ma un po’ più di entusiasmo poteva pure mettercelo: ha annunciato il gol con la stessa voce con cui si annuncia l’arrivo a casa dei parenti rompi palle… Animo Compagnò!!

Sono stata molto delusa Maurizio… sappilo! Sarebbe stata la ciliegina sulla torta la tua RRRRRteeee urlata in onore al “mio Perugia”.

Vabbè! Resta il fatto che il Perugia ha vinto 2 a 0 a Bari ed è primo in classifica… non male per una neo promossa. E come dicono dalle mie parti: “Speran che dura!”. In fondo, l’importate è che la rrrrrete (anzi le reti) è stata segnata… del mancato urlo di Compagnoni ce ne faremo una ragione.

 

Qui si respira un’aria Mondiale

L’Italia si è allenata ieri in vista dell’amichevole di stasera contro il Lussemburgo, che si giocherà alle 20.45 allo stadio “Renato Curi” di Perugia. La città ha accolto la squadra con grande calore e già un paio di ore prima dell’arrivo degli azzurri c’era una gran folla di tifosi ad attenderli. La partitella di allenamento si è svolta in un Curi vestito per le grandi occasioni, con due settori dello stadio, completamente pieni. L’accoglienza, non c’è che dire… è stata grandiosa!
Io devo ammettere, che era la prima volta che vedevo dal vivo la nazionale, e la cosa mi è piaciuta… anche se era solo un allenamento. Non sono una gran fanatica della nazionale… ma poi alla fine non mi perdo una partita!

Ecco alcune cartoline per iniziare a respirare l’aria Mondiale… 

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Tutta Perugia in B…

 

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Tutta Perugia in “B” dopo la vittoria su Frosinone che ha fatto tornare la città umbra nella serie cadetta dopo nove anni di assenza.

B come Biancorosso

B come Baci Perugina

B come Baracconi

B come Bregno per il Frosinone

B come Bella

B come “Bula”

B come Bolgia in centro

Cartoline dalla festa!

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10155963_10201855990137013_6245713578373721137_n  20140504_185420  20140504_190827  10290700_10201855988656976_5398280471338723549_n  10172635_10201855907014935_6356579049212524478_n

Quelli che diventano tifosi solo per i big match… non rischiano di portare sfiga?!

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Mi sono sempre chiesta: ma se uno non va mai allo stadio o segue sporadicamente una squadra, perché deve andare a vederla durante una super partita in cui la posta in palio è altissima? Ma stattene a casa!! È questo, quello che vorrei urlare.

Io sono molto scaramantica quando si parla di calcio. Non sei mai andato allo stadio durante un intero campionato?! Perché ci vai proprio in una partita decisiva? Non lo sai che in questi casi la cabala è tutto…?!
Se per tutto l’anno il tuo interesse per la squadra è stato chiedere alle 18 della domenica (quando te lo sei ricordato) “che ha fatto oggi il…?”, perché domenica, che c’è una partita decisiva devi andare allo stadio?!
Ok, uno potrebbe dire: “vado per far sentire il mio appoggio alla squadra”, oppure “vado perché è un evento importante” e questo potrebbe essere giusto, ma in una settimana diventare un ultrà esaltato, mi sembra eccessivo. Visto e considerato che a malapena conosci giocatori. Insomma, la mia paura è che, tutti questi potenziali tifosi, diventino dei potenziali gufi.

Domenica si gioca Perugia-Frosinone (per molti non certo un big match da far fermare le strade), ma per le due città è una partita molto attesa. In palio c’è l’accesso diretto in serie B e la distanza tra le due squadre è di un solo punto (Perugia 63, Frosinone 62). In pratica, un vero incontro thriller. E allora tutti ad accaparrarsi l’ultimo biglietto. E qui torna il mio discorso iniziale.
Piccolo consiglio: se siete dei tifosi improvvisati, di quelli che la domenica generalmente vanno all’Ikea… continuate a fare come avete sempre fatto, andate a comprare uno studio (con tanto di scrivania, seggiola e libreria) invece di andare allo stadio… e fate andare il Perugia in serie B in santa pace!

 

Addio all’allenatore filosofo

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Oggi non potevo non rendere omaggio a Vujadin Boskov, morto ieri a 82 anni.  Centrocampista e allenatore serbo, in Italia ha giocato con la Sampdoria, prima di guidarla allo storico scudetto del 1990-1991. Tra gli altri club che ha allenato ci sono stati Ascoli, Roma, Real Madrid, Napoli e Perugia. Resteranno però di lui i suoi aforismi, oramai indelebili nella memoria calcistica collettiva. Ed è proprio con alcune delle sue mitiche frasi che lo voglio ricordare… gli elogi sportivi li lascio fare ad altri più bravi.
Ecco le mie preferite:

Se mettessi in fila tutte le panchine che ho occupato, potrei camminare chilometri senza toccare terra

Se vinciamo siamo vincitori se perdiamo siamo perditori

Rigore è quando arbitro fischia

Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0

Io penso che per segnare bisogna tirare in porta. Poi loro sono loro, noi siamo noi

Se io slego il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo

Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma pure compagni

No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area

Nel calcio c’è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono

La mia grossa preoccupazione è prendere un gol meno dell’avversario

Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello

Più bravi di Boskov sono quelli che stanno sopra di lui in classifica

Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili

Grandi squadre fanno grandi giocatori. Grandi giocatori fanno spettacolo e migliore calcio

Ciao mitico allenatore!

 

 

Quando gli ultrà erano i miei genitori…

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Ecco da dove nasce la mia passione per il calcio. In questa foto scattata durante la partita Perugia-Napoli (finita 2-2) nel gennaio del 1976 c’è mio padre a 24 anni (quello più a destra), con una coppia di amici (Stefano e Gabriella), che poi, anni dopo, sarebbero diventati i genitori della mia carissima amica Roberta. Accanto a lui c’era anche mia madre, ma la foto è stata tagliata (uff!). Però s’intravede nell’altra foto in basso (cerchiata in rosso).
Per loro seguire il Perugia (squadra della mia città) che all’epoca militava in serie A, era quasi una missione. Una tappa fissa ogni domenica e la Curva Nord (sede degli ultrà perugini) un luogo dove era impossibile mancare. Spesso sentendo i suoi racconti, lo invidio per aver vissuto quegli anni: gli anni del “Perugia dei miracoli” e dell’imbattibilità in campionato. Gli anni di Paolo Rossi, Novellino e Renato Curi (che morirà proprio un anno dopo in cui furono scattate le foto, nel 1977). Anni che la squadra difficilmente rivivrà. Io però posso dire di esserci stata e di aver vissuto lo stadio (ovviamente con lui) tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000.

Insomma, con due genitori che andavano regolarmente allo stadio e spesso in trasferta, non potevo che nascere io… e non potevano non trasmettermi la passione per il calcio.

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Gubbio, per il prossimo derby accendi un Cero

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Gubbio… gimme five! Oggi voglio lasciare i campi miliardari e blasonati di serie A, per dedicare la mia attenzione alla squadra della mia città, che milita in Prima divisione (ex serie C, per capirci). Il Perugia oggi ha vinto 5 a 0 il derby contro il Gubbio ed è primo in classifica, a due punti dal Frosinone.
Ok, non sarà un campionato importate, non sarà una vittoria in Champions o un derby di A, ma da queste parti, che l’astinenza da grandi palcoscenici si sente e manca da anni, è un risultato da non sottovalutare che riaccende l’animo calcistico anche dei tifosi più sonnolenti.
La partita, che nonostante il risultato è stata giocata bene da entrambe le parti, ha messo in mostra però un Perugia che gioca bene, che corre e che segna soprattutto. A tratti non sembrava nemmeno un incontro di Lega Pro: ci sono partite di A, molto più noiose e giocate male, ve lo assicuro!
Ma la parte divertente sono gli sfottò con gli amici eugubini, già iniziati la vigilia. Sfottò che a fine partita si sono scatenati. Già dopo pochi minuti che l’arbitro aveva fischiato la fine, nei social network impazzavano le prese in giro dei perugini: con battute, mani aperte che mostravano il 5, e foto dell’esultanza dei gol. Io stessa non ho perso l’occasione per fare battutine ad alcuni amici. Infondo, il calcio è bello anche per questo… anzi per me è una parte fondamentale. La vera essenza del tifo, che puoi condividere e scherzarci sopra anche con un tifoso avversario. Prima di chiudere voglio però dare un consiglio al Gubbio, visto che non ricordo un derby vinto da loro: la prossima volta prima di scendere in campo… accendete un cero… magari a Sant’Ubaldo!