Il fantacalcio non è più solo per uomini (finalmente l’ho trovata!)

La mia convinzione che tette e ovaie non vanno d’accordo col fantacalcio (almeno nel mio mondo) è stata smentita. Finalmente l’ho trovata! Una donna che gioca la fantacalcio… che gioca al fantacalcio da ben cinque anni. Mica da ieri. Sono proprio soddisfatta! E’ riuscita a entrare nella tana del nemico, è riuscita a infrangere la regola (non scritta) del “vietato alle donne”, è arrivata dove in tante hanno provato, ma avevano fallito. Un’eroina!

Per i primi tre anni ero l’unica donna in un gruppo di nove maschi – mi racconta Debora -. Poi è entrata anche una mia amica. Il gruppo è formato da mio marito e dai suoi amici e, lo devo ammettere, sono sempre stata trattata con altissimo rispetto. Una parità assoluta”. Quindi tutto questo è possibile… esistono gruppi misti. Per me è una rivelazione, un Santo Graal che si manifesta.

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Quindi, l’unica che non trova un gruppo di fantacalcio sono io. Esistono veramente donne “accettate” in questo mondo. Devo trovare assolutamente un fidanzato che già ha un gruppo, per introdurmi nel giro. Continua a leggere

Qui, oggi si scarta ancora…

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Altro che regali… qui si scartavano pacchetti di figurine! Sì, si scartano e si attaccano uno dopo l’altro, dando anche una sbirciata alle facce dei giocatori con un occhio critico da donna. Ok, lo ammetto!

E’ divertente sfogliare l’album, guardare i giocatori, vedere qual è venuto meglio in foto e chi è il più carino. Un insieme di ventenni tra le vostre mani da sfogliare e ammirare come i vestiti in un catalogo. E quando mi ricapita… Continua a leggere

Motociclisti battono calciatori 1-0 (chissenefrega dell’infrasettimanale)

Ma chissenefrega del turno infrasettimanale. Ecco l’ho detto! Non sono pazza (visto l’argomento del mio blog) ma stasera non ho proprio voglia di guardarmi le partite. Anche perché diciamoci la verità, non è che ci siano partite per cui strapparsi i capelli…  tra l’altro proprio ieri sono andata dal parrucchiere, quindi i capelli restano dove sono. Penso quindi, che mi accontenterò di conoscere i risultati…

Se probabilmente resterò a casa (visto che piove), il mio tempo lo dedicherò alla mia nuova passione… “Sons of Anarchy“. Ho iniziato da alcuni giorni a guardare questo telefilm e, come si dice dalle mie parti, ci sono andata in fissa. E’ diventata una vera droga... erano anni che non mi accadeva una cosa del genere con una serie tv.
Sarà il protagonista NOTEVOLE (anche se mi hanno fatto notare: “non hai più 16 anni!”), sarà la storia di motociclisti fuorilegge… sarà quel che sarà, fatto sta che sono diventata dipendente e stasera per vedere come si conclude la prima stagione rinuncio al calcio… pensate un po’! Alla fine, mica si può sempre guardare il pallone… se dai retta a loro non fai altro!

Quindi stasera motociclisti battono calciatori 1-0  

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Depressione e ansia, il vero male dei calciatori

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Altro che ricchi, belli e famosi (beh se penso a Schelotto solo ricchi) i calciatori sono depressi e soffrono d’ansia. È quanto rileva uno studio presentato dal sindacato mondiale dei calciatori Fifpro, che evidenzia come il 26% dei calciatori soffra di depressione o ansia, forme che salgono al 39% tra gli ex giocatori. La ricerca, che ha coinvolto 180 giocatori in attività, il 60% dei quali fa parte di campionati di alto livello, ha evidenziato problemi con l’alcol nel 19% del campione, mancanza di autostima nel 3% dei casi, mentre il 5% dei calciatori ha mostrato segni di esaurimento, il 10% in forma grave.
Invece, per quanto riguarda gli ex giocatori, 121 quelli coinvolti, il 39% ha evidenziato casi di depressione-ansietà, il 42% comportamenti alimentari sbagliati, il 32% ha problemi con l’alcol, il 5% criticità legate all’autostima, il 15% degli ex calciatori ha inoltre mostrato segni di esaurimento, il 18% dei quali gravi.
A differenza di quanto si crede, la vita del calciatore nasconde dei lati oscuri – spiega il dottor Vincent Gouttebarge, a capo della ricerca -. Lo studio pone le basi per ottimizzare le strategie di prevenzione e promozione della salute dei calciatori. Gli ex giocatori hanno mostrato più propensione a tali forme, evidenziando un periodo critico nella fase immediatamente successiva alla cessazione dell’attività. I disturbi degli ex calciatori sono risultati superiori alla media della popolazione. Una volta che interrompono la loro intensa attività fisica vedono destrutturarsi la loro vita, la loro socialità – prosegue Gouttebarge – e hanno la necessità di rivedere il loro collocamento nella società alla ricerca di una nuova occupazione”.
I casi di depressione-ansietà sono stati studiati anche alla base degli infortuni nelle settimane successive allo stop. Dei 180 giocatori in attività 174 hanno subito infortuni gravi, nel 31% dei casi si tratta di problemi alle ginocchia, il 12% riguarda le caviglie. Il 17% ha subito 3 o più gravi infortuni.

E noi che pensavamo avessero una vita facile…

Il cucchiaio non è quello per mangiare il gelato…

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Voglio iniziare con un post che spieghi in particolare alle donne (ma non solo) alcune cosucce sul calcio, perché, diciamoci la verità, la maggior parte di noi non ama particolarmente il calcio, ama di più i calciatori. Di rado commenta una partita dando un giudizio tecnico-tattico sul gioco. L’occhio cade sul nuovo tatuaggio o su un particolare taglio di capelli del giocatore di turno. Diciamo la verità (anche se un po’ mi rattrista!), più che giudicare il gioco a zona e gli stop a seguire, dalla bocca di una ragazza escono spesso frasi del tipo: “Quanto è figo”, “Ma chi è quello con la maglia a righe?”, “Però con i capelli corti stava meglio”. Per questo ho pensato di spiegarvi qualche parola calcistica, giusto per non farvi confondere con quelle che solitamente usate nel quotidiano. Non credete, ma il calcio è più vicino a voi di quanto pensiate!
Ok! Unendo il linguaggio femminile con quello calcistico cercherò di spiegare qualche regola e parola tecnica che si possono sentire durante una telecronaca, così da evitare domande imbarazzanti e commenti da “femmina ingenua”.
Come prima cosa, durante una partita di calcio si affrontano due squadre, questo deve essere chiaro: due come le scarpe e gli orecchini. Ogni squadra è formata da 11 giocatori, uno in meno degli apostoli e uno in più dei comandamenti. Lo scopo è mettere la palla nella rete avversaria, la rete, non ha nulla a che fare con le calze o con la pesca.
A difenderla c’è il portiere l’unico che può prendere la palla con le mani e che non indossa i guanti per essere più elegante o perché è il più freddoloso del gruppo, ma per fermare la palla più facilmente. Da non confondere con il portiere che ti ritira la posta e ti annaffia le piante quando vai in vacanza. In campo oltre ai calciatori ci sono anche altre sei persone vestite in modo diverso. Quello in mezzo al terreno di gioco, che fischia come un capo stazione è l’arbitro, mentre quelli con la bandierina in mano a bordo campo non sono dei tifosi “con un posto in prima fila”, ma sono i guardalinee, che aiutano l’arbitro nel far rispettare le regole. Infine, oltre al quarto uomo a bordo campo (una specie di riserva dell’arbitro) da qualche tempo ci sono altri due individui dietro le porte, che controllano se il pallone è entrato regolarmente. Passiamo ora a spiegare qualche parola tecnica.
Come prima cosa il cartellino (giallo e rosso) che serve per l’ammonizione in caso di scorrettezze. Anche se ha lo stesso nome, non ha niente a che vedere con quello attaccato ai vestiti su cui è indicato il prezzo e la taglia.  Spesso durante una telecronaca si sente parlare anche di colpo di tacco e colpo di testa: il colpo di tacco non si fa con il tacco 12 e il colpo di testa non è spendere mezzo stipendio per una borsa. Sono invece due modi di passare il pallone ad un compagno. Il cucchiaio invece è un particolare tiro, che spesso viene fatto durante un calcio di rigore, nulla di più distante da quello che si usa per mangiare il gelato o per girate il sugo. Altro termine molto usato è: la punizione. Non ha niente a che vedere con quella che ci infliggeva la mamma da piccole perché avevamo disubbidito. Nel calcio è un tiro che viene assegnato quando si subisce una scorrettezza, o in gergo tecnico, un fallo. Per finire… c’è appunto il fallo, che è un danno verso un giocatore avversario… altre spiegazioni sono solo superflue! Ah dimenticavo! Vince la squadra che fa più gol e per evitare pessime figure è bene informarsi anche su chi sono le squadre che giocano. Buon calcio, donne!