Mourinho e le “sue regole” del calcio…

Va bene, lo ammetto pubblicamente: io Mourinho lo odio. La sua arroganza mi sta sulle palle (ecco, l’ho detto!), non mi va giù a distanza di anni il triplete dell’Inter e la sua aria da “sono il re del mondo”, oh… proprio non la sopporto. Gli vorrei ricordare che chi urlava “sono il re del mondo” ha fatto una brutta fine. Così, giusto per dovere di cronaca!

L’ultima sua performance, che aumenta il suo essere indisponente e irritante come la sabbia nel letto, è la vicenda, prettamente maschilista, legata alla dottoressa del Chelsea, Eva Carneiro, messa alla gogna, e allontanata dalla squadra, perché è entrata in campo a soccorrere un giocatore infortunato.
Secondo Mourinho non occorreva l’intervento medico, che ha lasciato la squadra in 9 (il giocatore soccorso è obbligato a lasciare il campo e il Chelsea già giocava in 10).

Carneiro_1_3402381a

L’ha accusata di non conoscere le regole del calcio – in quando donna (forse). Mi chiedo se avrebbe fatto una simile sparata, se il medico fosse stato uomo – perché, ovviamente, una donna con tanto di laurea non può apprendere quelle quattro regole pallonare. Le ha imparate persino Cassano… ma una donna, no… non sia mai!

Si potrebbe anche fare un appello: se conosci le regole di calcio meglio di quelle mediche puoi fare il medico al Chelsea… quasi quasi mando il curriculum e me ne vado a Londra.

Oggi però arrivano le immagini che smentiscono il “Grande Allenatore”… e forse è lui quello che non conosce le regole di calcio. Dalle immagini si vede che è l’arbitro a chiamare l’intervento della dottoressa, e da regolamento, se il direttore di gara chiama, perché ritiene che il giocatore ha bisogno, il medico deve entrare in campo.

In un mondo delle favole, sarebbe Mourinho, ora, a dover lasciare il Chelsea o come minimo a scusarsi pubblicamente con la dottoressa Carneiro… ma io non sono la Sirenetta e non sto per baciare il principe…

Perugia-Brescia… le ex di Mazzone

 

mazzone_perugia       Domani si gioca Perugia-Brescia e la prima cosa che mi è venuta in mente è stato Carletto Mazzone, che ha allenato entrambe le squadre. Lasciò proprio Perugia (stagione 1999-2000) per andare a Brescia (stagione 2000-2003). Io me lo ricordo benissimo sulla panchina del Perugia: ero una ragazzina che aveva l’abbonamento allo stadio e che non si perdeva una partita dei biancorossi. Me lo ricordo sotto il “diluvio” in Perugia-Juventus e me lo ricordo sempre carico in panchina a dirigere i giocatori. Una vera forza della natura e un grande allenatore. Se penso invece al Mazzone di Brescia, non posso non ricordare la mitica corsa sotto la curva dell’Atalanta per sfottere i tifosi nerazzurri dopo il pareggio di Roberto Baggio. Credo sia passata alla storia!

Dieci anni dopo (era il 2010) mi è capitato di intervistarlo per il giornale per il quale lavoravo… purtroppo solo per telefono. Lo beccai mentre era in spiaggia con la moglie e la sua disponibilità fu totale. Fu una chiacchierata sulla stagione calcistica che a breve sarebbe iniziata: si parlò di Balotelli, Allegri, Mourinho, della moviola in campo e del fallimento dell’Italia ai Mondiali in Sudafrica (un’intervista che potrei benissimo ripubblicare oggi, visti gli argomenti). Fu talmente disponibile e gentile che mi sembrò di parlare con un nonno o un vecchio amico… e mi beccai pure “un brava” per una affermazione che avevo fatto. Cioè, “un brava” da Mazzone… non è da tutti. Quando chiusi la telefonata ero al settimo cielo e molto soddisfatta. E mi sentii decisamente brava!

Domani mi auguro che guardi la partita del Curi, il suo piccolo derby… tra due squadre che sperano di ritornare grandi, come lo erano quando c’era lui ad allenarle.

mazzone_brescia