Dopo il Leicester… ora tutto è possibile!

Da ieri sera tutti parlano e festeggiano il Leicester (che poi di preciso, dove si trova?) che è diventato campione della Premier League, sotto la giuda di Claudio Ranieri. W Ranieri!

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La squadra di provincia che surclassa le avversarie pluripremiate. Davide che sconfigge “le Golie” (Chelsea, Tottenham, Manchester Utd, Arsenal, Manchester City e Liverpool), la favola che diventa realtà, la bruttina della classe che sposa un super figo, Kate Middleton che diventerà regina.

Ora la frase “quel gran culo di Cenerentola” (citazione dal film Pretty Woman) potrà essere cambiata con “quel gran culo di Ranieri” anche se, in questo caso, oltre alla fortuna c’è molto di più.

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Faccio notare il blu del vestito che è uguale al blu della maglia del Leicester

Comunque io credo nelle favole e questa vittoria mi fa sperare che ora tutto è possibile…

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Siamo volpi, costruiamo miracoli… parola di Fra

Fra ci racconta la favola del Leicester… buona lettura!

Il Leicester City Football Club è un’onesta società di calcio inglese che da centotrentadue anni si barcamena come meglio può per garantirsi una serena sopravvivenza nei campionati professionistici d’oltremanica. Le tre vittorie in Coppa di Lega (la versione sfigata della F.A. Cup) e i sette titoli della seconda divisione inglese (la nostra Serie B) sono gli unici allori di un palmarès non particolarmente esaltante. A questo tranquillo team delle Midlands non fu concessa nemmeno la gloria di un qualche trionfo agli albori del football – in perfetto stile Pro Vercelli, la quale, giova sempre ricordarlo, ha vinto più scudetti di Roma, Lazio, Napoli e Fiorentina.

Il 26 dicembre del 2014 il neopromosso Leicester (che si pronuncia /lɛstər/, ovvero lèster, e non lèisester) era ultimo nella Premier League, con 10 punti in 18 partite. Con un piede e mezzo in Championship, insomma. Ebbene, grazie a sette vittorie e un pareggio nelle ultime nove partite, il Leicester fece un vero e proprio miracolo sportivo e chiuse con un lussuoso 14° posto.

Oggi, a sette giornate dalla fine della Premier League 2015-16, il Leicester City Football Club è primo con cinque punti di vantaggio sul Tottenham, undici sull’Arsenal e quindici sul Manchester City (Gunners e Citizens hanno una partita in meno). È un po’ come se l’Atalanta guardasse dall’alto Juve, Napoli e Roma. È qualcosa di assurdo. Ed è la cosa più bella, sportivamente parlando, che abbia mai visto da quando seguo il gioco del pallone.

Non è scontato che questi eroi vincano la Premier League. Però mi piacerebbe comunque presentarvi gli undici giocatori – l’allenatore, Claudio Ranieri, lo conoscete già – che stanno macinando punti dall’aprile 2015. Sono undici, sì, perché di turnover a Leicester, salvo infortuni e squalifiche, non si parla manco per scherzo. E ovviamente la formazione è un semplice, puro, nostalgico 4-4-2.

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Portiere: Kasper Schmeichel (#01)
Sì, esatto, è il figlio dello Schmeichel campione di tutto con il Manchester United. Paradossalmente, Kasper ha fatto le giovanili con il Manchester City – ma con i Citizens ha giocato soltanto otto partite di Premier. Prestiti in giro per l’Inghilterra, poi una stagione al Notts County e una al Leeds. Dal 2010 difende la porta del Leicester con una certa sicurezza. Certo, la vaccata occasionale ogni tanto la fa pure lui: proprio nel 2010 si fece espellere per doppia ammonizione nel giro di due minuti per avere 1) ritardato l’esecuzione di un calcio di rigore e 2) allontanato la palla dopo il gol su rigore subito. Su Twitter scrisse: “Ero girato, mica l’avevo visto il primo giallo!”. Epico.

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Terzino destro: Danny Simpson (#17)
Perché pure il Leicester ha il suo bad boy, un umile terzinaccio con più tatuaggi che cross riusciti in stagione. Anche per lui giovanili a Manchester, sponda United però. Anche per lui prestiti in ogni dove, fino all’arrivo a Newcastle, dove il prestito si trasforma in trasferimento definitivo. Il contratto scade, Simpson finisce al derelitto QPR e poi, dal 2014, al Leicester. Gli highlight della sua carriera sono 1) quella volta che fu rinvenuto privo di sensi dopo una rissa a Manchester (2013) e 2) quella volta che aggredì la sua (allora) fidanzata e si prese 300 ore di lavori sociali. Gli ordini di Ranieri sono chiari: fare meno danni possibile.

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Dif. centrale destro: Wes Morgan (#05)
Non so voi, ma io col caro vecchio Wes non ci vorrei litigare. Trentadue anni, di cui dieci passati nel Nottingham Forest, e un bicipite esplosivo – incredibile ma vero, la fascia di capitano che indossa per ora non si è mai spezzata. Una testata qui, un piedone là, quest’anno Morgan è stato quasi insuperabile: a oggi sono ben 13 le partite in cui il Leicester non ha preso gol. E questo buttafuori prestato al calcio, nonché capitano della nazionale giamaicana, ha fatto la sua parte.

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Dif. centrale sinistro: Robert Huth (#06)
A far compagnia a Morgan nel cuore della difesa c’è un altro armadio a otto ante. A 17 anni il tedescone (1.91 m) arriva al Chelsea con grandi aspettative. Ma, ohibò, dal nulla spunta Roman Abramovič, il quale nel 2003 compra mezzo mondo: al giovane Robert vengono concesse poche opportunità, anche perché davanti a lui ci sono Terry, Gallas e Carvalho. Nel 2006 lo acquista il Middlesbrough, dove giochiccia per tre stagioni. Poi arriva lo Stoke City che, con Tony Pulis al timone, diventa l’emblema del calcio inglese (degli anni ’80): quattro marcantoni in difesa, due mastini in mezzo al campo e tanti lanci lunghi e cross per il pennellone di turno in attacco (es: Peter Crouch). Dopo un paio di stagioni con svariati infortuni, nel febbraio 2015 lo compra il Leicester, nel disperato tentativo di rattoppare una difesa colabrodo. Ora come ora, nonostante la desolante lentezza, è uno dei migliori centrali della Premier League. Mistero.

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