Quando Tevez segnava in Europa… Michael Jackson era ancora vivo

tevez

Stasera mezza Italia tiferà Fiorentina. O meglio, tiferà contro la Juventus. L’1-1 dell’andata di Europa League favorisce sulla carta i toscani, ma i bianconeri sono più velenosi e poi, quando è il tuo anno (almeno in campionato), vinci anche con un solo tiro in porta. Staremo a vedere…
Ma la cosa che mi fa sorridere e che ha catturato la mia attenzione è Carlos Tevez, che non segna in Europa dal 7 aprile 2009. Sì, avete capito bene… dal 2009. E pensare che la Juve lo ha comprato per vincere la Champions League… (anche se in campionato ha già fatto 15 gol).

Cioè, facendo un attimo due conti sono ben 5 anni. Era tutto un altro mondo:

  • L’Italia del calcio era ancora Campione del Mondo in carica
  • “The Millionaire” aveva appena vinto l’Oscar come miglior film
  • Michael Jackson era ancora vivo (morirà a giugno)
  • La mia nipotina Alice non era ancora nata (nascerà ad agosto 2009)
  • “Up” era il cartoon dell’anno
  • Barack Obama tre mesi prima aveva giurato come presidente Usa
  • Io vivevo in un’altra casa
  • L’Inter vinceva il campionato
  • Arisa cantava “Sincerità” e Lady Gaga “Poker Face”
  • Mia sorella andava ancora alle superiori

Stasera sarà proprio Tevez a guidare l’attacco della Juventus, alla ricerca della qualificazione ai quarti e di quel gol che sembra una leggenda. La Viola invece spera che il gol europeo dell’Apache sia rimandato ancora a data da destinarsi.

Ci sono partite che rovinano la manicure

ansia

Questa sera tre italiane scendono in campo per giocarsi l’Europa League. Mi permetto, a voi tifose di Juventus, Fiorentina o Napoli, di darvi un piccolo consiglio da donna: evitate oggi di farvi la manicure. Perché, ci sono partite che la rovinano. Potete stanne certe! Unghie perfette, fresche di manicure… bastano 90 minuti e sono distrutte. Ne so qualcosa.
Prima del fischio d’inizio hai unghie lunghe e curate degne di una star, finita la partita ti ritrovi le mani femminili come quelle di un meccanico.
La palla non entra, o non dovrebbe entrare, e le unghie cadono una dopo l’altra come i dieci piccoli indiani di Agatha Christie. In genere s’inizia dal mignolo (almeno io faccio così) perché è il dito più innocuo: già dopo le prime azioni critiche l’unghia sparisce. Poi tocca all’indice della mano sinistra e al medio della destra. E via via tutte le altre dita. E anche se nella testa senti una vocina che ti urla di smettere, i denti continuano la loro tremenda opera. Come fossero senza controllo.
Più tentate in questa pratica sono le ex mangiatrici di unghie, per loro ricaderci è sempre molto facile, soprattutto quando l’occasione è ghiotta e la tensione è in agguato.
Insomma, alla fine di una partita molto sentita, come può essere Juventus-Fiorentina, le unghie rischiano di fare una brutta fine. Per fortuna che stasera non ci saranno i tempi supplementari, altrimenti addentare i polpastrelli sarebbe un attimo.