Honda è ufficialmente un giocatore del Milan

Honda è ufficialmente un giocatore del Milan

Oggi è stato presentato a San Siro Keisuke Honda, 27 anni, che vestirà la maglia numero 10. “Il mio cuore mi ha detto che devo giocare con il Milan”, ecco le sue prime parole. Una presentazione degna di una rock star e un logo creato per l’occasione.

Llorente e Tevez: il bello e la bestia

Carlos Tevez e Fernando Llorente

Carlos Tevez e Fernando Llorente

Per rendere omaggio alla Juventus campione d’inverno, oggi, amici, ma soprattutto amiche calciofile, voglio spendere due parole sulla “strana coppia” d’attacco bianconera: LIorente e Tevez.
Li osservo dall’inizio del campionato, non solo con occhi calcistici, ma anche con quelli di donna. E diciamoci la verità, la differenza estetica è notevole! Li ho subito soprannominati “Il bello e la bestia” (senza offesa, s’intende).
Ok! Potrebbe essere banale come commento, la tipica osservazione femminile, ma due parole su Fernando Llorente le voglio dire. Secondo me è doveroso. Non tanto per le sue prodezze calcistiche – è vero lo spagnolo sta smentendo con buone prestazioni chi quest’estate lo aveva definito un vero bidone -, ma per i suoi occhi azzurri. Sì, è vero, dei calciatori, gli “esperti” guardano i piedi e altre qualità… bé io, di Llorente ho notato subito gli occhi! Dopotutto è con gli occhi che si vede la porta per fare gol.
Salta all’occhio (è proprio il caso di dirlo) che vicino a Carlos Tevez, lo spagnolo spicca non solo in altezza. La coppia d’attacco della Juventus, infatti, è decisamente anomala: se in campo i due si trovano alla perfezione e confezionano azioni da gol, esteticamente non potrebbero essere più diversi. E da donna, scusate, ma guardo anche questo…
Il primo, alto, biondo, occhi azzurri e quell’aria da anti-divo che lo rende sexy, l’altro non certo un adone, massiccio e con la prestanza fisica di uno che, se non avesse fatto il calciatore, non ti saresti certo voltata per strada a guardarlo. Insomma, di uno guardi tutto, dell’altro solo i piedi… perché c’è poco altro da guardare!
Va bé, fatto sta che insieme, per ora, hanno fatto vincere alla Juve il titolo di campione d’inverno.
Anche i soprannomi che hanno, sono chiarificanti: Llorente è il maestoso Re Leone, Tevez, è l’Apache, per via del quartiere dov’è cresciuto in Argentina.  Alla fine però quello che conta per i tifosi juventini è, come diceva Woody Allen “Basta che funzioni”… questa strana coppia!

Da tifosa, nella calza avrei voluto trovare…

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Si è appena conclusa la prima giornata di Campionato del 2014 e tra la vittoria della Juventus, i 101 gol in serie A di Kakà e l’infortunio di Giuseppe Rossi, mi ero quasi dimenticata che oggi è la Befana. Pensavo fosse una domenica qualunque, di quelle che passo spalmata sul divano a guardare le partite (cosa che ho fatto tranquillamente anche oggi). Poi ad un tratto mi sono ricordata della festa e quindi ho cominciato a pensare a quali “regali calcistici” avrei voluto trovare nella mia calza…
Da brava tifosa di poche pretese mi sarebbe piaciuto trovare, non tanto caramelle e cioccolato, ma:
– Un valido acquisto per la mia squadra del cuore
– Un fidanzato che ti porti in trasferta la domenica
– Delle amiche che non organizzino una serata tra donne il mercoledì in cui si gioca la Champions
– Una sorella che non pensi che sprechi il mio tempo guardando partite di calcio
– Una madre che non passi, sistematicamente, davanti alla tivù quando c’è un’azione importante (secondo me sono programmate geneticamente!)
– Degli amici che non ti sfottano appena la tua squadra perde, ritirando fuori anche storie vecchie di anni – come faranno a ricordarsi sempre tutto!?
– E infine, l’opportunità di giocare al fantacalcio, nella prossima stagione, con un gruppo di uomini. Finché questo non sarà possibile, a mio avviso, non ci sarà realmente la parità dei sessi, (questo comunque sarà un argomento che approfondirò più avanti!)

Auguri a tutte le calcio-befane!

Juve-Roma in diretta da Zabriskie Point

Tratto dal film "Vacanze in America"

Tratto dal film “Vacanze in America”

Ogni volta che si gioca Juventus-Roma la mia mente corre subito al “super derby in terra straniera” nel film “Vacanze in America” con in campo Claudio Amendola, l’oriundo milanista Jerry Calà e l’arbitro laziale Christian De Sica. Quella sfida, in diretta dalla Valle della Morte, finì 2 a 2. Certo, non sarà proprio una citazione degna del “Morandini”, a me però diverte sempre ricordarla!
La partita di stasera (ore 20.45) invece avrà tutto un altro sapore. E dopo le punzecchiate dei giorni scorsi tra Francesco Totti (“La Juve ha sempre l’aiutino”) e Giorgio Chiellini (“L’aiutino? I più forti noi”), e tra Rudi Garcia e Antonio Conte, ora tocca al campo dire la sua. La Roma se vincesse potrebbe avvicinarsi alla vetta, la Juve potrebbe prendere il volo. Il pareggio faciliterebbe solo i bianconeri.
Lo stesso capitano giallorosso ha definito la sfida come “un secondo derby”, in pratica non lontano dal “super derby” nel film di Vanzina!
Questa partita però mi porta alla mente anche un’altra pellicola: “Ultrà” diretta da Ricky Tognazzi con protagonista sempre Claudio Amendola. Qui un gruppo di tifosi della Roma va a Torino in treno per assistere alla partita, ma lo scontro tra le due tifoserie è inevitabile. Per questa sera c’è da augurarsi un altro epilogo. Insomma, Juventus-Roma, che quest’anno assume un ruolo importante vista la classifica delle sue protagoniste, ha attirato in passato l’attenzione anche del cinema. Quindi auguriamoci di vedere un bello spettacolo!
Intanto nel pomeriggio scenderanno in campo Chievo-Cagliari (ore 15) e Fiorentina-Livorno (ore 18). Domani sarà la volta di Napoli-Sampodoria (ore 12.30), Milan-Atalanta, Parma-Torino e delle altre partite. Chiude la giornata alle 18.30 Lazio-Inter.

Il Milan aspetta l’Honda perfetta…

Keisuke Honda

Keisuke Honda

Oggi non potevo non scrivere due righe su Keisuke Honda, il primo giapponese a vestire la maglia del Milan. È arrivato in Italia da poco e già i ristoranti di sushi stanno affilando i coltelli.
Capelli biondo platino (i capelli al Milan, si sa, vanno curati!) e look decisamente occidentale, il centrocampista ventisettenne, che in patria è considerato l’incarnazione di Holly, il protagonista del cartoon “Holly e Benji”, nel 2011, sotto la guida di Alberto Zaccheroni è diventato campione d’Asia con il Giappone. Dopo aver girato diverse squadre europee, arriva ora alla corte di Massimiliano Allegri. Vestirà la maglia numero 10, già indossata da Ruud Gullit e Gianni Rivera (lasciamo i paragoni per altre sedi…), e sarà il nono nipponico a militare nel Campionato italiano.
Ora i giapponesi, armati di macchina fotografica (concedetemi questo luogo comune, che spesso è un dato di fatto!) avranno un motivo in più per visitare Milano e l’Italia: non solo arte e moda, da oggi faranno anche il giro degli stadi per immortalare il loro Honda. Le tv e i giornali del Sol Levante da giorni non fanno che declinare, con il loro spiegamento di forze, l’enorme interesse che c’è in patria per il suo approdo al Milan. Ora però, speriamo per il Milan, che non sia solo un affare per vendere magliette in Oriente e per rilanciare il merchandising. Anche perché, è vero, l’immagine conta, ma ai rossoneri in questo periodo fanno più comodo punti e gol. Quindi messe da parte un po’ le creste, la squadra di Allegri aspetta “l’Honda perfetta”, e che il nome sia di buono auspicio… dovrà correreeeee! O come minimo… infrangere le difese.

Il cucchiaio non è quello per mangiare il gelato…

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Voglio iniziare con un post che spieghi in particolare alle donne (ma non solo) alcune cosucce sul calcio, perché, diciamoci la verità, la maggior parte di noi non ama particolarmente il calcio, ama di più i calciatori. Di rado commenta una partita dando un giudizio tecnico-tattico sul gioco. L’occhio cade sul nuovo tatuaggio o su un particolare taglio di capelli del giocatore di turno. Diciamo la verità (anche se un po’ mi rattrista!), più che giudicare il gioco a zona e gli stop a seguire, dalla bocca di una ragazza escono spesso frasi del tipo: “Quanto è figo”, “Ma chi è quello con la maglia a righe?”, “Però con i capelli corti stava meglio”. Per questo ho pensato di spiegarvi qualche parola calcistica, giusto per non farvi confondere con quelle che solitamente usate nel quotidiano. Non credete, ma il calcio è più vicino a voi di quanto pensiate!
Ok! Unendo il linguaggio femminile con quello calcistico cercherò di spiegare qualche regola e parola tecnica che si possono sentire durante una telecronaca, così da evitare domande imbarazzanti e commenti da “femmina ingenua”.
Come prima cosa, durante una partita di calcio si affrontano due squadre, questo deve essere chiaro: due come le scarpe e gli orecchini. Ogni squadra è formata da 11 giocatori, uno in meno degli apostoli e uno in più dei comandamenti. Lo scopo è mettere la palla nella rete avversaria, la rete, non ha nulla a che fare con le calze o con la pesca.
A difenderla c’è il portiere l’unico che può prendere la palla con le mani e che non indossa i guanti per essere più elegante o perché è il più freddoloso del gruppo, ma per fermare la palla più facilmente. Da non confondere con il portiere che ti ritira la posta e ti annaffia le piante quando vai in vacanza. In campo oltre ai calciatori ci sono anche altre sei persone vestite in modo diverso. Quello in mezzo al terreno di gioco, che fischia come un capo stazione è l’arbitro, mentre quelli con la bandierina in mano a bordo campo non sono dei tifosi “con un posto in prima fila”, ma sono i guardalinee, che aiutano l’arbitro nel far rispettare le regole. Infine, oltre al quarto uomo a bordo campo (una specie di riserva dell’arbitro) da qualche tempo ci sono altri due individui dietro le porte, che controllano se il pallone è entrato regolarmente. Passiamo ora a spiegare qualche parola tecnica.
Come prima cosa il cartellino (giallo e rosso) che serve per l’ammonizione in caso di scorrettezze. Anche se ha lo stesso nome, non ha niente a che vedere con quello attaccato ai vestiti su cui è indicato il prezzo e la taglia.  Spesso durante una telecronaca si sente parlare anche di colpo di tacco e colpo di testa: il colpo di tacco non si fa con il tacco 12 e il colpo di testa non è spendere mezzo stipendio per una borsa. Sono invece due modi di passare il pallone ad un compagno. Il cucchiaio invece è un particolare tiro, che spesso viene fatto durante un calcio di rigore, nulla di più distante da quello che si usa per mangiare il gelato o per girate il sugo. Altro termine molto usato è: la punizione. Non ha niente a che vedere con quella che ci infliggeva la mamma da piccole perché avevamo disubbidito. Nel calcio è un tiro che viene assegnato quando si subisce una scorrettezza, o in gergo tecnico, un fallo. Per finire… c’è appunto il fallo, che è un danno verso un giocatore avversario… altre spiegazioni sono solo superflue! Ah dimenticavo! Vince la squadra che fa più gol e per evitare pessime figure è bene informarsi anche su chi sono le squadre che giocano. Buon calcio, donne!

Il blog che dà “Un colpo di tacco” al calcio

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Donne e calcio, chi lo ha detto che è un binomio impossibile…? Oggi, oramai le donne, come me, guardano il calcio, ne discutono con i “maschi più esperti” (persino con più criterio) e lo seguono con interesse, apprezzando sia le tattiche di gioco, sia chi le mette in pratica: i giocatori!
Questo mio spazio calciofilo avrà quest’intento, parlare con un pizzico d’ironia del così detto “gioco più bello del mondo”, perché, se per gli uomini è una specie di religione, e quindi intoccabile e non profanabile, noi donne possiamo permetterci il lusso di “violare” questo credo. È proprio su questa scia che è nata la mia idea, un occhio al femminile, ma soprattutto leggero, e spero divertente, su questo mondo prettamente dominato dai maschi. Intendiamoci, non si tratta di prese in giro o cose del genere, ma di quel senso di leggerezza che si deve riservare a un sport e in questo le donne, sono delle vere maestre.
Perciò il mio motto è: anche le ragazze sono in grado di riconoscere un fuorigioco… e di fare un colpo di tacco come si deve! Anche le ragazze parlano di calcio con cognizione e non apprezzano solo i calciatori per i capelli e i tatuaggi. Insomma, anche una ragazza… può creare un blog semiserio sul calcio!