(n)Euro 2016 – Arrivederci Islanda (#23)

L’Islanda ha conquistato tutti… ci rivediamo ai mondiali. Ci conto!

Do As I Say, Not As I Do

Ebbene sì, anche l’Islanda lascia Euro 2016. Ma diciamocelo: i francesi avrebbero anche potuto farne quindici, di gol. Ma il mondo continuerà a tifare per questi imperiosi vichinghi un po’ hipster. A voi il bel resoconto di Zeus:
LA FAVOLA È FINITA
Dopo la grande prestazione contro l’Inghilterra, l’Islanda finisce impallinata dalla Francia e saluta l’Europeo che l’ha vista come una delle grandi rivelazioni insieme al Galles.
Siamo tutti dei romantici. Ci piace sognare che lo sfigato, l’underdog, colui che non potrà mai vincere sarà quello che, alla fine, vincerà contro tutte le sfortune. Crediamo in questa cosa anche per uno spirito di rivalsa sociale e morale. Non sempre succede, e infatti per l’Islanda non è successo, ma per il Galles il sogno è ancora vivo.
Ma veniamo alla partita.
http://images.performgroup.com/di/library/GOAL/66/9/france-iceland-uefa-euro-2016_lj3qsy9ph06s1ddqh39f3pgua.jpg?t=-1309730019
La prima parte della gara vede il classico schema squadra grande – squadra piccola: Francia che attacca e Islanda che…

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(n)Euro 2016 – Di imprese gallesi e nostalgia greca (#21)

Do As I Say, Not As I Do

In attesa di Italia-Germania…

PENSIERINI SPARSI SU PORTOGALLO-POLONIA

  • Polonia-Portogallo non è stata esattamente la partita del secolo, ma vedere Cristiano Ronaldo ciccare un tiro dopo l’altro è stato piacevole, lo ammetto.
  • Da parte polacca, se finalmente Lewandowski ha segnato, Milik ha confemato a sua volta di avere un certo feeling con il liscio.
  • Che il Portogallo sia arrivato in finale è un emerito scandalo, roba da far impallidire gli eroi greci del 2004. Finora cinque partite e nessuna partita vinta entro i 90 minuti (solo pareggi).
  • Per non dimenticare: qui un sunto dell’impresa greca di dodici anni fa (se prestate attenzione, si vede anche CR7 con due quadrettini di Patafix sulle orecchie).
  • Già che siamo in clima nostalgia: il Portogallo è stato protagonista di una delle partite più sanguinose della storia recente del calcio internazionale. Qui il bollettino di morti e feriti di Portogallo-Olanda (mondiale di Germania 2006).
  • Tornando…

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(n)Euro 2016 – Outsider al potere (#20)

E chi se lo sarebbe mai aspettato… e non dico dell’Islanda!

Do As I Say, Not As I Do

Che Italia! Ma soprattutto, che Islanda! Gintoki e Zeus ci raccontano i due avvincenti match giocati ieri.

SOLTANTO PAROLO TRA NOI
Quando la Spagna ha saputo che avrebbe incontrato l’Italia saranno stati contenti. Sorrisini, cenni d’intesa, strizzate d’occhio. Erano così sicuri del fatto loro, che hanno mandato in campo dei figuranti. Infatti han fatto una bella figuraccia, venendo smontati da quella che in partenza sembrava un’armata Brancaleone. Iniesta provava a inventare gioco ma di fronte si trovava sempre un Parolo a rompergli le palle e impedirgli il dialogo. Sembra che il giocatore del Barça sia poi uscito dal campo cantando ai compagni Parolo Parolo Parolo, soltanto Parolo tra noi. Ma anche altri azzurri hanno giocato bene mostrando una certa compattezza nel collettivo: e allora Conte, per sparigliare le carte, ha deciso di mettere in campo Thiago Motta per rendere le cose più interessanti. Da quel momento l’Italia ha giocato…

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(n)Euro 2016 – Meno rabone, più pigiamoni (#19)

Vincono sempre le stesse!

Do As I Say, Not As I Do

In attesa di Spagna-Italia, qualche spunto sulle partite di ieri. Tanti gol (finalmente) ma nessuna sorpresa.

LE SOLITE VINCENTI…
Il secondo minestrone degli ottavi di finale è andato (ahimè) come era prevedibile che andasse. Sono passate Francia, Germania e Belgio. Che monotonia, nemmeno un colpo di scena, nemmeno un risultato inaspettato… nemmeno un caduto celebre. Nulla, sempre le solite squadre…

La Francia, per un tempo di gioco ci aveva illuso del possibile “coup de théâtre”, perdendo (in casa) con l’Irlanda fino alla fine del primo tempo. E invece nulla, Griezmann dopo il tè freddo ha ribaltato tutto in 4 minuti. E quindi l’illusione e la speranza di una Francia fuori agli ottavi è svanita. E vabbé!

La Germania, poi, non ha dato nemmeno il minimo dubbio sulla sua grande forza. 3-0 e la Slovacchia difensivista è tornata a casa. Per non sembrare troppo sborona ha pure sbagliano un rigore con…

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(n)Euro 2016 – Di rovesciate e noia. Soprattutto noia. (#18)

La prima sessione degli ottavi di finale non è che abbia regalato grandi partite… ma dei risultati inaspettati tipo la qualificazione della Polonia e quella di uno sfacciatissimo Portogallo.

Do As I Say, Not As I Do

Erano in ventiquattro, sono rimaste in sedici, ma a giudicare dalle prime tre partite degli ottavi di finale, le partecipanti a Euro 2016 sembrano voler continuare a curare i problemi d’insonnia del nostro continente, piuttosto che creare una qualsivoglia forma di spettacolo ludico-sportivo.

Se per la partita d’esordio la scusa era “meglio evitare una sconfitta al primo turno, affosserebbe il morale della squadra e dei tifosi”, e se per i successivi due incontri si era detto “bisogna fare attenzione alla differenza reti, potrebbe essere fondamentale per passare il turno”, siamo arrivati alla fase a eliminazione diretta, dove ovviamente tutti pensano “cazzo, al primo errore ci puniscono, meglio stare coperti”. Aggiungete la caldazza estiva ed ecco a voi il festival della noia – anzi, dell’ennui, visto che siamo in Francia e pare giusto tirarsela un po’.

Gli ottavi di finale, dunque. Si comincia con Polonia-Svizzera, non esattamente uno scontro…

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(n)Euro 2016 – Un Super Santos ci salverà tutti (#16)

Per una volta che dovevano arrivare secondi… so arrivati primi!

Do As I Say, Not As I Do

Spagna e Croazia agli ottavi, dunque, ma non nell’ordine che tutti si aspettavano. E poi, certo, la figura barbina dell’Italia-bis contro l’Irlanda. Tutto questo e molto altro nel post odierno del team (n)Euro 2016.

ALTOLÀ ALLA NOIA (E ANCHE AL SUDORE, SE PROPRIO VOLETE)
Se il buongiorno si vede dal calcio d’inizio, Croazia – Spagna dovrebbe essere una bella partita. E così è stato.
Poco più di sei minuti di gioco e Morata scaracchia in porta un tiro di stinco e fa gol. Conclusione immonda ma efficace; l’azione che ha portato Morata davanti alla porta, però, è da dizionario del tiki taka.
Da questo momento la partita si gioca in una sola metà campo, quella croata. Gli spagnoli cazzeggiano con il pallone fra i piedi (ma che piedi, si veda Iniesta per delucidazioni sul termine “calcio-giocato-bene”) e addormentano la partita, finché non trovano un varco lasciato da alcuni svarioni difensivi…

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